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Mese: Febbraio 2019

ANTIPASTO DI SAN VALENTINO

| Antipasti

L’antipasto di San Valentino si può preparare per due o simpaticamente per una cena tra amici, sfizioso e colorato. L’importante è non far mancare il cuoricino di pan carrè.

INGREDIENTI PER L’ANTIPASTO DI SAN VALENTINO

Per ogni persona:

Una fetta di pancarrè

Una fettina di salmone affumicato

Un cucchiaio di robiola

Una fettina di formaggio a piacere

Una fettina di bresaola

Una fettina di prosciutto cotto

Una frittella di uovo e spinaci

Una cucchiaiata di caponata di melanzane

PROCEDIMENTO

Ritagliare con un tagliabiscotti i cuori dalle fette di pancarrè. Friggerli in olio oppure farli dorare in forno. Mescolare il salmone affumicato tritato finemente al mixer con la robiola prima lavorata con una forchetta per raffinarla. Mettere la crema ottenuta in un sac a poche con beccuccio a stella e fare dei ciuffi sul pancarrè. Scegliete 2-3 salumi a piacere ( io ho scelto bresaola e prosciutto cotto). Disporre il tutto su ogni piatto individuale e potete servire il vostro antipasto di San Valentino. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

SAN VALENTINO

San Valentino, la festa degli innamorati affonda le sue radici nella festa più sfrenata dell’antica Roma, quella della fertilità, famosa per i suoi eccessi e trasgressioni.

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale  all’epoca romana,  nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo, in fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, che si facevano strada completamente nudi o, al massimo, con un gonnellino di pelle stretto intorno ai fianchi. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

 

tratto da focus.it

 

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CREMA DESSERT AL LIMONE

| Dolci

La crema dessert al limone è senza latte e non affatto dolciastra, ottima alla fine di un pranzo.

INGREDIENTI PER LA CREMA DESSERT AL LIMONE
Per 4 pers.

Due limoni bio

250 ml. di acqua

20 gr. di burro

Due uova

80 gr. di zucchero

40 gr. di amido di mais

Limoncello

Un cucchiaio di uva passa

PROCEDIMENTO

Versare l’acqua in un pentolino, aggiungere la buccia grattugiata dei limoni e il burro, lasciare bollire per due minuti o fino a che tutto il burro non si è sciolto. Teniamo da parte poi fino al momento dell’utilizzo. In un’altra casseruolina montare le uova intere con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso, unirvi l’amido di mais, poi a filo e senza filtrare unire l’acqua. Rimettere  il pentolino sul fuoco e mescolare finché il tutto non si addensa, togliere dal fuoco, aggiungere il succo dei due limoni filtrato e un cucchiaio di limoncello, mescolare bene finché tutto si è incorporato e distribuire in quattro coppe da mettere in frigo non appena la crema si sia freddata. Completare la crema dessert al limone con l’uvetta messa mezz’ora prima a macerare nel limoncello. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL LIMONE

Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.
Le varietà principali di limoni sono: Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli Santa Teresa provengono i migliori verdelli;
Il Monachello, resiste poco alla conservazione ed è utilizzato, principalmente, per la produzione di verdelli;
L’Interdonato, dal frutto grosso, ma poco succoso, utilizzato per la produzione del primofiore. I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.

 

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PESCE SPADA PANATO AL FORNO

| Pesce

Facile da preparare e molto gustoso, il pesce spada panato al forno piacerà anche ai bambini.

INGREDIENTI PER IL PESCE SPADA PANATO AL FORNO

Per 4 pers.

4 fette di pesce spada

Due spicchi di aglio

Pangrattato per impanare

Origano

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere le fette di pesce in una pirofila, irrorare per bene da ambo i lati con olio evo, cospargere con gli spicchi di aglio tagliati a metà, sale e pepe. Coprire con pellicola e tenere in frigo tutta la notte. Un’ora prima di cucinarli eliminare l’aglio e mettere le fette di pesce in un scolapasta. Mescolare il pangrattato con mezzo cucchiaino di origano, passarvi premendo bene le fette di pesce e disporle su placca foderata con carta forno. Infornare a 180° per 20 min., a metà cottura rigirare il pesce. Servire  il pesce spada panato al forno ben caldo e con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Si tratta di un prodotto della pesca tra i più noti e diffusi, ma anche tra i più pregiati e costosi, grazie alle carni magre e particolarmente gradevoli. Il pesce spada contiene buone percentuali di acidi grassi essenziali, ragione per la quale viene spesso inserito nei regimi alimentari di nutrizione clinica. Si presta a molti tipi di preparazioni, dal “crudo” alla bistecca sulla brace. Per quel che concerne l’aspetto igienico, non si differenzia dal resto dei pesci azzurri, gruppo del quale è un degno esponente. Il pesce spada è un alimento estremamente proteico, caratterizzato da un alto valore biologico dei peptidi che lo compongono. Essendo particolarmente magro, non apporta grosse quantità di energia ed i pochi acidi grassi in esso contenuti sono prevalentemente di tipo polinsaturo essenziale del gruppo omega 3il colesterolo risulta piuttosto moderato.
I glucidi e le fibre sono assenti.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/pesce-spada.html

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SPEZZATINO DI VITELLO CON I FUNGHI

| Carni, Secondi

Ottimo lo spezzatino di vitello ai funghi, molto gustoso e inevitabile la scarpetta.

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI VITELLO AI FUNGHI

Per 4 pers.

800 gr. di muscolo di vitello tagliato a bocconcini

Una busta da 500 gr. di funghi misti surgelati o funghi a piacere

4 pomodori rossi maturi

Mezzo bicchiere di vino bianco

Brodo vegetale di dado

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

6 cucchiai di olio evo

Farina per infarinare la carne

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Infarinare I bocconcini di vitello e farli rosolare in 4 cucchiai di olio, salare e pepare, poi sfumare con il vino bianco. Unire i 4 pomodori spellati e tritati, coprire e cuocere un’ora a fiamma bassa unendo man mano il brodo caldo. Intanto pulire i funghi se usate quelli freschi e tagliarli a pezzi. In padella con un paio di cucchiai d’olio, far brasare la cipolla affettata sottile e lo spicchio di aglio. Unire i funghi ed a fiamma vivace farli saltare per asciugare l’acqua di vegetazione e unirli alla carne a metà cottura, regolare di sale e  pepe. Servire ben caldo lo spezzatino di vitello ai funghi. BUON APPETITO

CURIOSITA’
I FUNGHI
I funghi sono alimenti poco calorici, ricchi di minerali come fosforo e potassio. Utili per il sistema immunitario, sono utilizzati anche per il sistema cardiovascolare. Non contengono grassi e sono poco calorici e dunque ottimi anche per chi voglia dimagrire e per chi debba seguire una dieta povera di grassi. Sono un’ottima fonte di minerali, in particolare fosforo, potassioselenio e magnesio. I funghi contengono, inoltre, lisina e triptofano, vitamine del gruppo B e alcune sostanze antiossidanti. Grazie alle loro caratteristiche aiutano il sistema cardiovascolare a mantenersi in forma. Da secoli, poi, i funghi sono considerati un toccasana per il sistema immunitario e vengono spesso consigliati nell’alimentazione durante il cambio di stagione tra estate e autunno, per aiutare l’organismo a difendersi meglio. Tra l’altro, quello è il periodo migliore per consumarli freschi, anche per la maggiore disponibilità di funghi che crescono spontaneamente. Durante tutto il resto dell’anno, è più facile trovarli surgelati o secchi.
tratto da curenaturali.it
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PIZZE RIANATE FRITTE

| pizze

La pizza rianata ( origanata ) è la pizza trapanese per eccellenza. In questa ricetta: la versione casalinga delle pizze rianate fritte.

INGREDIENTI PER LE PIZZE RIANATE FRITTE

Per 6 pizzette

250 gr. di farina di semola di grano duro

250 gr. di farina 00

280 ml. di acqua

Mezzo cubetto di lievito di birra

Un cucchiaino di sale

Due cucchiaini di zucchero

Un cucchiaio di olio

PER IL CONDIMENTO

Una lattina da 500 gr. polpa di pomodoro tritata fine

Uno spicchio di aglio

Tre cucchiai di olio evo

Un pizzico di sale

Mezzo cucchiaino di zucchero

Pecorino siciliano grattugiato

Origano

Tre filetti di acciughe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Ho impastato nella planetaria le due farine, l’acqua tiepida con il mezzo cubetto di lievito di birra sciolto dentro, lo zucchero, il cucchiaio di olio, poi infine il sale (Per chi non ha tempo, può comprare la pasta per pizza già pronta dal panettiere). Ho suddiviso l’impasto in sei pagnottine e ho fatto lievitare 1 ora e mezzo coperte e in un luogo tiepido. Nel frattempo ho cotto il condimento, in un tegame ho messo la polpa di pomodoro, lo spicchio di aglio a fettine, il sale, l’olio, lo zucchero e un pizzico di origano di Pantelleria ( il più profumato che ci sia ), fatto cuocere dieci minuti. Con le mani ho schiacciato le pagnottine e le ho fritte in padella in olio abbondante e caldo.


Scolate dall’olio su carta cucina e condite immediatamente con il sugo, pezzettini di acciuga, il pecorino grattugiato e un altro bel pizzico di origano. Servire subito le pizze rianate fritte.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’ORIGANO

La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sottoforma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura.
Le principali sostanze che compongono l’origano sono rappresentate da: grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua; tra i minerali presenti nell’origano troviamo il potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco.
Le vitamine sono invece rappresentate dal Retinolo ( vitamina A), Riboflavina, Tiamina, Niacina e Acido folico( gruppo B); in quantità minori troviamo anche le vitamine C, D, E e K. Buona anche la presenza in percentuale degli aminoacidi e lipidi che vanno a completare la composizione dell’origano

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LINGUINE ALLA COLATURA DI ALICI

| Primi

Una ricetta gustosa, veloce e tradizionale: le linguine alla colatura di alici.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE ALLA COLATURA DI ALICI

Per 4 pers.

400 gr. di linguine o spaghetti

Uno spicchio di aglio

5 cucchiai di colatura di alici

8-9 cucchiai di olio evo

Peperoncino a piacere

Un ciuffo di prezzemolo

PROCEDIMENTO

In una zuppiera che possa poi contenere anche la pasta mettere: l’olio, lo spicchio di aglio tritato, il peperoncino, la colatura di alici e il prezzemolo tritato, mescolare e lasciare riposare mezz’ora.

Nel frattempo lessare la pasta al dente in acqua senza sale. Scolarla tenendo da parte due-tre cucchiai di acqua di cottura, versare il tutto nella zuppiera e mescolare. Servire subito le linguine alla colatura di alici. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA COLATURA DI ALICI

La colatura di alici  è un prodotto agroalimentare tradizionale campano, prodotto nel piccolo borgo marinaro di Cetara, in Costiera Amalfitana. La colatura di alici viene usata principalmente per condire la pasta ma va bene anche  per pesci e verdure. La colatura di alici è una salsa liquida trasparente dal colore ambrato che viene prodotta da un tradizionale procedimento di maturazione delle alici in una soluzione satura di acqua e sale. Le alici impiegate sono pescate nei pressi della costiera amalfitana nel periodo che va dal 25 marzo, che corrisponde alla festa dell’Annunciazione, fino al 22 luglio, giorno di Santa Maria Maddalena.

Colatura di alici  –  ( Wikipedia )

La colatura cetarese fu sottoposta alcuni anni fa ad analisi chimiche e fu in tale occasione definita il più nobile dei discendenti del Garum.
Recenti lavori hanno messo in evidenza la notevole presenza di acidi grassi insaturi e di una evidente proteolisi delle proteine del muscolo. La composizione acidica della colatura di alici ha mostrato un rapporto insaturi/saturi di 1,5 nel caso degli acidi grassi totali, mentre il rapporto è circa 4 nel caso degli grassi liberi. Questo risultato è estremamente interessante in quanto la particolare composizione in acidi grassi liberi poliinsaturi, determinata dalla diversa solubilità degli acidi grassi nel mezzo acquoso saturo di sale, rivela un fattore funzionale alla salute dell’uomo che è quello di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

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