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Mese: Dicembre 2018

ANGUILLA ALLA PESCATORA

| Pesce

L’an

guilla alla pescatora un piatto saporitissimo per gli amanti e non, di questo pesce………

INGREDIENTI PER L’ANGUILLA ALLA PESCATORA

800 gr. di anguille

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Una costola di sedano

40 gr. di burro

Mezzo bicchiere di vino bianco

Tre filetti di acciuga sott’olio

Due cucchiai di aceto bianco

Un ciuffo di prezzemolo

Tre cucchiai di olio evo

Farina per infarinare q. b.

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e tagliare a tronchetti le anguille ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ) lavarle, asciugarle e passarle nella farina. Mettere sul fuoco una padella con il burro e l’olio unire la cipolla tritata e lo spicchio di aglio intero da togliere poi e unire la costola di sedano a pezzetti e lasciare brasare qualche minuto.

aggiungere i pezzi di anguilla infarinati, salare e pepare. Quando saranno colorite

versarvi il mezzo bicchiere di vino bianco e cuocere 25 minuti con coperchio, 10 minuti prima di spegnere aggiungere i filetti d’acciuga tritati, il prezzemolo tritato e l’aceto.

Regolare di sale se ce ne fosse bisogno e servire ben calda l’anguilla alla pescatora.
BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ANGUILLE

L’anguilla è un pesce migratore che nasce come larva nel Mar dei Sargassi, al centro dell’Oceano Atlantico e poi, crescendo, si sposta sulle coste dell’Atlantico dall’Islanda al Senegal e nelle acque dolci, salmastre e marine del mar Mediterraneo. Le anguille vivono anche in laghi o stagni chiusi, in caverne o pozzi. Si pescano ovunque, in Italia sono particolarmente diffuse nel delta del Po, quindi nelle lagune Venete e di Comacchio e negli stagni di Sardegna. l’Italia è il principale produttore europeo di anguilla. L’anguilla che ritroviamo sulle nostre tavole di solito è il capitone, cioè gli esemplari femmina di dimensioni maggiori. Viene commercializzata viva, in apposite vasche riempite d’acqua dolce, ma anche congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata o inscatolata. Viene cucinata al forno, alla brace, in umido o fritta, a seconda della tradizione regionale. A Napoli, per esempio, il giorno della Vigilia di Natale l’anguilla in umido è un piatto immancabile come ultima portata, quella che avanza viene poi mangiata il giorno successivo in scapece (una marinatura in aceto) come antipasto. Al Nord si preferisce la preparazione alla brace che, permettendo la colatura del grasso in eccesso, garantisce una digeribilità più elevata.

 

tratto da: cibo360.it

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BISCOTTINI AL BURRO RIPIENI DI UVETTA

| Dolci

I biscottini al burro ripieni di uvetta: una vera golosità alla quale è difficile resistere.

INGREDIENTI PER I BISCOTTINI AL BURRO RIPIENI DI UVETTA

PER LA FROLLA

275 gr. di farina 00

250 gr. di burro

Due bustine di vanillina

Quattro cucchiaiate di latte freddo

Un pizzico di sale

PER IL RIPIENO

200 gr. di uva passa

Un bicchiere di rum

PER COMPLETARE

Zucchero a velo

200 gr. di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO

Il giorno prima mettere a bagno nel rum l’uva passa.

Preparare la frolla impastando la farina con: le due bustine di vanillina, il latte, il burro freddo a pezzetti e il pizzico di sale. Mettere in frigo 1 ora, avvolta in pellicola.

Poi stenderla sottile  mezzo centimetro con il mattarello tra due fogli di carta forno infarinati,

ricavarne dei rettangoli di circa 4×6 cm.,


mettervi al centro una fila di uvetta scolata e asciugata.

Arrotolare a sigaretta,

disporre su placca con carta forno e cuocere in forno a 180° per 15-18 minuti.

devono essere solo leggermente coloriti.

Fondere a bagnomaria il cioccolato fondente e quando i biscotti saranno freddi immergervi le punte, lasciare asciugare.

Fare molta attenzione nel maneggiarli perchè appena fatti sono friabilissimi. Spolverizzare con zucchero a velo. I biscottini al burro ripieni di uvetta si conservano per diversi giorni in scatole di latta.

CURIOSITA’

LA VANILLINA

Come molte altre sostanze di origine vegetale, la vanillina non si trova in natura come tale; piuttosto, è presente come aglicone all’interno di molecole glucosidiche. Questo legame della vanillina con il glucosio, che impedisce tra l’altro la percezione del tipico aroma vanigliato, viene scisso alla morte del frutto per opera di enzimi idrolitici. Tale reazione viene modulata dall’uomo attraverso l’iniziale macerazione dei baccelli in acqua calda, che ha lo scopo di arrestare i processi biochimici che avvengono nei tessuti vegetali viventi; dopodiché, per un paio di settimane, i frutti (baccelli appiattiti, lunghi 15-20 cm e larghi 8-10 mm) vengono fatti essiccare alla luce diurna, ed avvolti in panni di lana durante la notte, dove vengono lasciati trasudare all’interno di scatole ermetiche. In questa fase i legami glucosidici vengono scissi per idrolisi enzimatica, con liberazione di vanillina in forma libera; segue un processo finale di essicazione per arrestare i processi enzimatici, che a sua volta precede un periodo finale di invecchiamento più o meno lungo. Questi processi produttivi tradizionali, piuttosto lenti, giustificano il costo nettamente più elevato (circa 100 volte) della vanillina naturale rispetto a quella sintetica, che attualmente copre la gran parte delle richieste commerciali. I principali Paesi produttori di vanillina naturale sono ovviamente quelli in cui la vaniglia trova il clima ideale per la propria crescita: Messico, Madagascar, Indonesia, Cina, Tahiti e zone tropicali umide in genere.
L’aroma della vanillina viene ampiamente sfruttato dall’industria dolciaria (soprattutto nella produzione di gelati e cioccolato), cosmetica e farmaceutica (sia come eccipiente correttivo del sapore, sia come molecola base per la sintesi di altre sostanze).

Tratto da http://http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/vanillina.html

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GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

| Primi

Buonissime le girelle di pasta con ricotta e spinaci, perfetta per i giorni di festa, vi farà fare un figurone con i vostri commensali.

INGREDIENTI PER LE GIRELLE DI PASTA CON RICOTTA E SPINACI

Per 4 pers.

200 gr. di farina 00

600 gr. di spinaci freschi

350 gr. di ricotta

Una tazza colma di ragù alla bolognese

250 gr. di besciamella

 Due uova

Quattro cucchiai colmi di parmigiano

50 gr. di burro

Noce moscata

Sale pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Iniziare preparando il ripieno, pulire e lavare gli spinaci, in una padella far sciogliere una noce di burro, versarvi gli spinaci, coprire con coperchio e cuocere pochi minuti, salare e lasciare intiepidire. Mescolare con: la ricotta passata al setaccio, un uovo sbattuto, una grattata di noce moscata, sale, pepe e la metà di parmigiano. Preparare la sfoglia di pasta la farina, l’altro uovo sbattuto, un pizzico di sale, 2 mezzi gusci di acqua fredda. Impastare fino a composto liscio e omogeneo, farlo riposare coperto 10 minuti. Stendere la sfoglia in un rettangolo non troppo sottile, farlo riposare altri 10 minuti, poi spalmarvi il ripieno lasciando 2 cm. di bordi liberi. Quindi arrotolare a salame stretto, mettere su un telo pulito, chiudere con spago le estremità e cuocere in tegame ovale in acqua bollente salata per 50 minuti. Slegarlo, tagliarlo a fette e disporle in pirofila imburrata, condire con il ragù, la besciamella, il restante parmigiano e qualche fiocchetto di burro.

Infornare a 190° per 10 minuti. Lasciare riposare le girelle di pasta con ricotta e spinaci 15 minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA NOCE MOSCATA

Durante tutto il Rinascimento fu considerata altamente stimolante dello spirito e dei sensi, nel ‘700 veniva citata in 24 preparazioni di farmacopea. Effettivamente, a parte le sue innegabili qualità aromatiche, la noce moscata agisce molto positivamente sulla digestione, a patto di usarne con molta parsimonia, presa in quantitativi abbondanti diventa un pericoloso narcotico. La sua polvere viene infatti aggiunta alle tisane che aiutano a dormire.
L’olio di noce moscata viene usato per il trattamento dei reumatismi.

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DOLCE DELIZIA ALL’ARANCIA

| Dolci

Il dolce delizia all’arancia, una vera golosità. Un dolce profumato da non perdersi. È un dolce per tutta la famiglia e da preparare per ogni occasione.

INGREDIENTI PER IL DOLCE DELIZIA ALL’ARANCIA

230 gr. di farina 00

230 gr. di zucchero semolato

230 gr. di burro

4 uova

100 gr. di mandorle o noci

Due arance non trattate

50 gr. di uva passa

Una bustina di lievito per dolci

Zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Tritare le mandorle o noci con le bucce delle due arance. Con uno sbattitore elettrico sbattere il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero e incorporare uno alla volta le quattro uova, il succo di una arancia la farina setacciata insieme alla bustina di lievito. Unirvi il trito di mandorle e l’uvetta infarinata. Foderare uno stampo da plum cake con della carta da forno e versarvi il composto, infornare per circa 50 minuti  a 180°. fare la prova stecchino, lasciare raffreddare e spolverizzare con lo zucchero a velo, guarnire con le fettine di arancia, il vostro dolce delizia all’arancia è pronto da servire. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

LE ARANCE

Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte. L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà. 

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FRITTELLE DI PANE RAFFERMO AL SUGO

| pane

Ottime le frittelle di pane raffermo al sugo, molto saporite e in questo modo si può recuperare anche il pane raffermo.

INGREDIENTI PER LE FRITTELLE DI PANE RAFFERMO AL SUGO

Per 4 pers.

400 gr. di pane casereccio raffermo (non panini di grano tenero)

250 ml. di latte

Un uovo

Tre cucchiaiate di parmigiano o pecorino grattugiati

Un ciuffo di prezzemolo

Due spicchi di aglio

700 gr. di passata di pomodoro casalinga
una cipolla

basilico
olio evo

Sale pepe q. b.

Olio per friggere q. b.

PROCEDIMENTO

Eliminare  la crosta del pane, tagliare a pezzi la mollica e metterla in una ciotola. Bagnare con il latte e lasciare riposare almeno mezz’ora, mescolando ogni tanto. Poi strizzarla leggermente con le mani e in un’altra ciotola mescolarla sempre con le mani  a: l’uovo, il parmigiano o se vi piace un gusto più deciso, il pecorino, uno spicchio di aglio tritatissimo, il prezzemolo tritato, salare e pepare a piacere. in una padella con olio di semi, friggere a cucchiaiate il composto per ottenere le frittelle.   Preparare la salsa di pomodoro con la cipolla soffritta e lo spicchio di aglio, in olio evo, la passata di pomodoro, il basilico e cuocere una ventina di minuti, aggiustare di sale e pepe, versarvi le frittelle e cuocere per altri 10 minuti. Servire le frittelle di pane raffermo al sugo ben calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

AGLIO

L’aglio è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. I bulbilli oggi vengono usati fin dall’antichità come condimento di cibi. Utilizzati, crudi, in insalate o aggiunti a sughi, stufati, piatti di pesce o verdure. Molto impiegati anche nella preparazione di insaccati (salame all’aglio) e nell’industria conserviera per antipasti sott’olio e sott’aceto. Oggi viene coltivata in tutti i continenti ed è molto nota per l’uso culinario. In Italia viene coltivata maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia.

 

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CIOCCOLATA IN TAZZA COME AL BAR

| Dolci

Che ne dite di una bella cioccolata calda ?? E volendosi far del male fino in fondo aggiungo panna montata……mmmmmh……bona !!!

INGREDIENTI PER LA CIOCCOLATA IN TAZZA COME AL BAR

Per ogni tazza:

125 ml. di latte intero

1/2 cucchiaio di cacao amaro

1/4 abbondante di cucchiaio di fecola

Un cucchiaio di zucchero

PER COMPLETARE

Panna montata

Biscottini

PROCEDIMENTO

In una ciotola , mescolare bene e senza far grumi il cacao, la fecola e lo zucchero,  aggiungere piano per non fare grumi il latte intero, versare in un pentolino e sempre mescolando portare a bollore, lasciare bollire fino a densità voluta, poi versare in tazza e finire con la panna montata. Accompagnare la cioccolata in tazza come al bar con dei biscottini.

CURIOSITA’

IL CACAO

La pianta del cacao è un sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza e produce fiori bianchi con sfumature rosa da cui si sviluppano poi i frutti che all’inizio, prima di scurirsi, richiamano la forma del cedro. Il cacao viene ricavato dai semi che si trovano all’interno dei frutti mediante vari processi che possono essere torrefazione, triturazione e fermentazione.
Il nome scientifico della pianta del cacao è Theobroma cacao, appartiene alla famiglia delle Sterculiacee e si trova prevalentemente in Sud America. Fu Cristoforo Colombo ad importare dall’America la pianta del cacao; egli, più che dalle proprietà alimentari della pianta, fu colpito dal valore che gli indigeni davano al cacao; infatti era
allora utilizzato come una vera e propria moneta.
Le sostanze contenute nel cacao sono rappresentate da lipidi, glucidi e proteine oltre a minerali come il magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro e sodio. 
Molto importante la presenza di sostanze chimiche con proprietà benefiche per l’organismo umano come la caffeina, le serotonina, la tiramina e la feniletilamina. In ultimo è da annoverare la presenza nel cacao di alcune vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B3 che è presente in quantità discreta.

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ROLLE’ DI PATATE E SPINACI

| Torte salate

Il rolle’ di patate e spinaci, molto goloso e saporito, può costituire un piatto unico completo, può essere servito in un buffet.
INGREDIENTI PER IL ROLLE’ DI PATATE E SPINACI
Per 4 pers.
Un kg. di patate rosse
250 gr. di farina 00
Due uova
100 gr. di burro fuso
600 gr. di spinaci freschi
300 gr. di ricotta
120 gr. di parmigiano grattugiato
Una cucchiaiata di pangrattato
Sale e pepe
PROCEDIMENTO
Lavare e lessare con la buccia in acqua salata le patate, pelarle e passarle allo schiacciapatate. Fare intiepidire e impastare con la farina, un uovo, 25 gr. di burro fuso e 1 pizzico di sale. In una padella con 30 gr. di burro mettere gli spinaci freschi lavati, salarli, coperchiare e cuocere finchè saranno asciutti. Farli intiepidire e tritarli grossolanamente. In una ciotola lavorare a crema la ricotta, poi unire solo un tuorlo, 80 gr. di parmigiano, sale, pepe e gli spinaci, mescolare bene. Su un foglio di carta forno stendere in un rettangolo alto 1/2 cm. le patate. Distribuirvi sopra il ripieno di spinaci lasciando un po’ di bordo,
arrotolarlo a salame aiutandosi con la carta, inumidire i bordi e sigillarlo. Chiudere nella carta forno e poi in uno strofinaccio che lo tenga ben stretto, legare alle estremità e lessarlo 30 min. in acqua salata e a leggero bollore, sgocciolarlo, farlo intiepidire, togliere lo strofinaccio e la carta, affettarlo. Disporre in teglia imburrata, cospargere con il pangrattato e il rimanente parmigiano, irrorare con il restante burro fuso,
fare gratinare  in forno per 15 minuti
e servire il rolle’ caldo o tiepido. BUON APPETITO
CURIOSITA’
SPINACI

Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo.

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ROTOLO ALLA CREMA NOCCIOLA

| Dolci

Golosissimo questo rotolo alla crema nocciola, un dessert per tutte le occasioni.

INGREDIENTI PER IL ROTOLO ALLA CREMA NOCCIOLA

PER LA BASE

50 gr. di fecola

50 gr. di farina 00

100 gr. di zucchero semolato

4 uova

Un cucchiaino di lievito per dolci

Un pizzico di sale

PER LA CREMA NOCCIOLA

4 dl. di latte

Due cucchiaiate di crema nocciola

4 tuorli

125 gr. di zucchero semolato

40 gr. di maizena

PER COMPLETARE

Zucchero a velo

ciliegine candite

bagna all’alchermes o al maraschino

scagliette di cioccolato

PROCEDIMENTO

Montare a spuma gonfia i quattro tuorli con lo zucchero, unire poco per volta e sempre mescolando: la fecola e la farina 00 setacciate insieme al cucchiaino di lievito. Montare a neve ferma i quattro albumi con il pizzico di sale e incorporarli delicatamente all’impasto.

Versare su placca foderata con carta forno, livellare con una spatola e infornare a 175° forno ventilato o 180° forno elettrico o a gas per 15 min. circa. Sfornare subito

e rovesciare su un telo da cucina inumidito,

arrotolare a salame e far raffreddare.

Nel frattempo preparare la crema alla nocciola. Scaldare il latte facendovi sciogliere le due cucchiaiate di crema nocciola. Montare i 4 tuorli con lo zucchero, unire 40 gr. di maizena sciolta in poco latte. Poi unire a filo il rimanente latte caldo. Fare bollire due minuti mescolando, lasciare raffreddare. Srotolare il rollè ormai freddo, spruzzare leggermente con una bagna a piacere (io ho usato quella all’alchermes). Spalmarvi la crema fredda e arrotolare di nuovo con carta forno. Tenere in frigo almeno tre ore. Infine decorare il rotolo alla crema nocciola spolverizzando con zucchero a velo, distribuirvi le scagliette di cioccolato e le ciliegine. BUON APPETITO

CURIOSITA’

MAIZENA

Nota sin da tempi antichi, e di recente tornata in voga nelle ricette dello Stivale, la maizena è uno degli ingredienti alimentari più amati e impiegati in cucina. Conosciuta anche come amido di mais, viene ricavata da questo importante cereale attraverso uno speciale processo di lavorazione.

 

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