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Mese: Settembre 2018

INSALATA DI FAGIOLI E TONNO

| Insalate

Un’insalata molto nutriente ma non calorica, l’insalata di fagioli e tonno molto gustosa e semplicemente versatile. Si prepara in pochi minuti e molto comoda in caso di ospiti improvvisi.

INGREDIENTI PER L’INSALATA DI FAGIOLI E TONNO

Per 4 pers.

Due scatole di fagioli bianchi di spagna già lessati

150 gr. di tonno sotto olio

4 cipollotti freschi

Una spruzzata di aceto di mele

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Scolare bene dal loro liquido i fagioli e il tonno dal proprio olio. Pelare i cipollotti, lavarli e asciugarli. In un’insalatiera da portare poi a tavola, mettere i fagioli, il tonno, i cipollotti tagliati a rondelle e condire il tutto con l’olio evo, poco sale, il pepe e l’aceto, mescolare bene e lasciare insaporire una mezz’ora. Servire l’insalata di fagioli e tonno accompagnata con fette di pane casereccio tostato. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I FAGIOLI BIANCHI DI SPAGNA

100 g fagioli bianchi secchi bolliti contengono 91 kcal  I fagioli bianchi sono legumi ad elevato contenuto di proteine vegetali (26%), amminoacidi, amidi (70%), ma allo stesso tempo poveri di grassi (1,5%), quindi possono fornire un ottimo nutrimento senza causare l’accumulo di calorie extra. Sono ricchi di vitamine del gruppo B e in particolare di acido folico. I sali minerali presenti sono il fosforo, il potassio e in particolare il ferro e il calcio che si rivelano utili in caso di menopausa, accrescimento, debolezza e gravidanza. I fagioli bianchi sono ricchi di glucodrine, sostanze in grado di diminuire la glicemia. Contengono anche una sostanza tossica, la fasina, che viene però eliminata durante la cottura. La presenza di lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi evitando il loro accumulo nel sangue, rende i fagioli un alimento adatto per la prevenzione delle ipercolesterolemie(eccesso di colesterolo nel sangue). Questo tipo di fagioli sono anche ricchi di fibre che hanno la funzione di ripulire il sistema digestivo dalle scorie intestinali e prevenire così i problemi di stitichezza.

 

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PENNE ALLA TARTARA

| Primi

Le penne alla tartara, un primo piatto veloce da preparare, squisito e piacevole da mangiare.

INGREDIENTI PER LE PENNE ALLA TARTARA

Per 4 pers.

400 gr. di pasta penne

100 gr. di pancetta coppata a fettine

200 ml. di panna da cucina

4 cucchiaiate di salsa di pomodoro già cotta

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiai di olio evo

Parmigiano grattugiato

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliuzzare con il coltello le fettine di pancetta, metterle in un tegamino con i due cucchiai di olio, lasciare rosolare a fuoco dolce. Aggiungere la salsa e lasciare insaporire un paio di minuti, aggiustare di sale e pepe ma ricordarsi che la pancetta già è saporita. Nel frattempo lessare al dente la pasta, scolarla, condire prima con la panna e poi con il sugo. Servire le penne alla tartara subito ben calde e cospargere con prezzemolo tritato, accompagnare con parmigiano grattugiato. BUON APPETITO.

 

CURIOSITA’

LA PANCETTA COPPATA

La pancetta coppata è un insaccato crudo stagionato ottenuto dalla coppa(capocollo) avvolta nella pancetta, poi arrotolate insieme fino a creare un salume di forma cilindrica simile alla pancetta arrotolata. La pancetta coppata si presenta a più strati alternati di parte magra (muscolo) di colore rossiccio-rosaceo e parte grassa di colore bianco avorio; anche se il suo aspetto varia da produttore e produttore, in genere è facilmente riconoscibile (anche se può essere confusa con la pancetta arrotolata) poichè somiglia ad un capocollo, con segmenti di carne ben visibili, squadrati e irregolari. La pancetta coppata è diffusa principalmente in tre regioni (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto) e non è molto conosciuta al di fuori di queste zone ma ormai viene venduta in tutto il territorio italiano. Viene consumata come un normale salume, affettata sottilmente e abbinata al pane (magari tostato e caldo per dar modo al grasso di sciogliersi) o ad altri prodotti da forno come le tigelle.

 

tratto da: cibo360.it

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PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

| Pesce

Molto saporito il pesce palombo ai pomodori secchi, una panatura diversa dal solito, piacerà anche ai più piccoli.

PESCE PALOMBO AI POMODORI SECCHI

Per 4 pers.

4 fette di pesce palombo

100 gr. di pangrattato

Due uova

4 pomodori secchi

Un ciuffo di prezzemolo

Un cucchiaino di origano

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Tritare I pomodori secchi con il prezzemolo, mescolarli al pangrattato insieme a l’origano. Sbattere le uova. Lavare e asciugare bene le fette di palombo, passarle nelle uova sbattute e nel miscuglio di pangrattato, fare aderire bene premendo con le mani. Friggere in abbondante olio fino a doratura, salare poco e servire il pesce palombo ai pomodori secchi caldo, accompagnato con insalata. BUON APPETITO

CURIOSITA’

PESCE PALOMBO

Il palombo è un pesce dal corpo slanciato ed appiattito, noto anche come vitello di mare. La sua carne è piuttosto apprezzata per il suo sapore forte e per il ridotto contenuto di lische.E’ estremamente magro (spesso viene servito al posto del pesce spada), ideale per coloro che stanno osservando un regime ipocalorico e grazie alla sua digeribilità estremamente elevata viene spesso proposto ai più piccoli, meglio se fresco od eventualmente surgelato fresco. Le sue carni non contengono colesterolo.  Pur essendo presente anche nel Mediterraneo viene pescato in prevalenza nei mari del Nord e giunge congelato sulle tavole dei consumatori. Ha un buon contenuto proteico, è ricco di acidi grassi polinsaturi e di minerali caratteristici come iodiofosforo e calcio . Apprezzabile anche il contenuto di vitamina A e PP. è uno squalo non pericoloso per l’uomo. È un pesce predatore che si nutre di aringhe e crostacei. Dal punto di vista morfologico è un pesce di dimensioni medio-grandi: l’esemplare adulto può raggiungere una lunghezza di 160-170 centimetri e il peso di 13-15 kg, di colore grigio uniforme sulla parte dorsale e bianco sul ventre.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/palombo.htm

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MELANZANE ALLA PECORARA

| Verdure

Le melanzane alla pecorara, sono buonissime e saporite. Molto comode da preparare non richiedono una seconda cottura come la parmigiana.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE ALLA PECORARA

Per 4 pers.

Una grande melanzana violetta o due medie

400 gr. di salsa di pomodoro fresco già cotta

100 gr. di pecorino siciliano grattugiato

 Due- tre spicchi di aglio

Una manciata di foglie di basilico fresco

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 Foderare la placca del forno con carta forno e spennellare con olio. Tagliare le melanzane a fette e sistemarle sulla carta, salare e pepare, irrorarle con un filo di olio. Infornare a 190° per una ventina di minuti o fino a leggera doratura e cottura.
Tritare finemente gli spicchi di aglio. Mentre tutti gli ingredienti sono ancora caldi: prendere una pirofila da portare poi a tavola e distribuirvi qualche cucchiaio di salsa, fare uno strato con qualche melanzana, un po’di aglio tritato, qualche foglia di basilico spezzettata, ancora salsa e cospargere con il pecorino, continuare gli strati fino alla fine degli ingredienti, finire con salsa e pecorino. Coprire il tutto con pellicola e lasciare riposare a temperatura ambiente per un paio di ore. Servire a tavola le melanzane alla pecorare. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

IL BASILICO

Il basilico viene anche impiegato come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse.
In ultimo è in grado di aumentare la produzione di latte materno durante l’allattamento e di lenire il fastidio delle punture di insetti. Il basilico contiene grassi, proteine, fibre, zuccheri e naturalmente acqua; presenti i seguenti minerali: calcio, sodio, manganese rame, potassio, fosforo, ferro, magnesio e zinco. Buona la presenza di vitamine, A, B (niacina, tiamina, riboflavina), vitamina C (acido ascorbico) e vitamina E. In ultimo sottolineiamo l’abbondante presenza di amminoacidi come il Triptofano, la Lisina, la Leucina, l’Acido aspartico, l’Acido glutamminico, l’Alanina, l’Arginina e altri ancora.

 

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DOLCE BUDINO DELL’INFANZIA

| Dolci

Il dolce budino dell’infanzia, una leccornia che spesso costituiva la merenda, ed era festa. Un’abitudine che dura da cinquantanni. Semplice e veloce da preparare con pochi ingredienti.

INGREDIENTI PER IL DOLCE BUDINO DELL’INFANZIA

Per 4 pers.

Una confezione per preparazione di budino al cioccolato gianduia

Mezzo litro di latte fresco intero

Biscotti oro saiwa

Una tazzina di caffè

Mezzo bicchiere di latte.

PROCEDIMENTO

Preparare il budino seguendo i consigli sulla confezione. Mescolare il caffè con il mezzo bicchiere del latte, Prendere uno stampo a piacere e versarvi un po’ di crema, poi immergere velocemente i biscotti nel caffèlatte e sistemarne uno primo strato sopra la crema, poi la crema e continuare gli strati fino alla fine degli ingredienti, finire con la crema. Lasciare intiepidire e mettere in frigo almeno due ore. Ora potete mangiare il vostro dolce budino dell’infanzia. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CACAO

La pianta del cacao è un sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza e produce fiori bianchi con sfumature rosa da cui si sviluppano poi i frutti che all’inizio, prima di scurirsi, richiamano la forma del cedro. Il cacao viene ricavato dai semi che si trovano all’interno dei frutti mediante vari processi che possono essere torrefazione, triturazione e fermentazione.
Il nome scientifico della pianta del cacao è Theobroma cacao, appartiene alla famiglia delle Sterculiacee e si trova prevalentemente in Sud America. Fu Cristoforo Colombo ad importare dall’America la pianta del cacao; egli, più che dalle proprietà alimentari della pianta, fu colpito dal valore che gli indigeni davano al cacao; infatti era
allora utilizzato come una vera e propria moneta.
Le sostanze contenute nel cacao sono rappresentate da lipidi, glucidi e proteine oltre a minerali come il magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro e sodio. 
Molto importante la presenza di sostanze chimiche con proprietà benefiche per l’organismo umano come la caffeina, le serotonina, la tiramina e la feniletilamina. In ultimo è da annoverare la presenza nel cacao di alcune vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B3 che è presente in quantità discreta.

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PEPERONI RIPIENI DI PATATE

| Verdure

Buonissimi e gustosi, questi peperoni ripieni di patate. Adatti per una cena o un buffet.

INGREDIENTI PER I PEPERONI RIPIENI DI PATATE

per 4 pers.

4 patate medie

2 peperoni carnosi

2 uova

50 gr. di grana grattugiato

Noce moscata

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO


Fare lessare le patate in acqua salata, sbucciarle e passarle allo schiacciapatate,  mescolarle alle uova, al grana, salare, pepare e aggiungere una grattata di noce moscata. Lavare e asciugare i peperoni, tagliarli a metà, eliminare i semi e i filamenti, salare poco l’interno e suddividervi le patate. Mettere in teglia oleata, condirli con un filo di olio e infornare a 175° per 1 ora, aggiungendo se necessario poca acqua calda per non farli bruciare. BUON APPETITO

CURIOSITA’
NOCE MOSCATA
Seme del Myristica fragrans: albero sempreverde nativo delle Molucche, è coltivato, oltre che nelle Indie occidentali, in molte zone tropicali.
In una stessa coltivazione, un esiguo numero di alberi maschili, indispensabili per l’impollinazione, trova posto tra quelli femminili, in quantità preponderante, che daranno i frutti e i relativi semi.
Sia i soggetti maschili che quelli femminili recano lunghe, scure foglie aromatiche, piccoli fiori di un giallo pallido e frutti che, a maturazione raggiunta, somigliano nella forma e nel colore a grosse prugne gialle. Quando sono completamente maturi, i frutti si spaccano in due parti, facendo uscire una rete di colore rosso scarlatto (il macis) che riveste un unico seme marrone, lucente: la noce moscata. La polpa del frutto viene mangiata dalle popolazioni locali che ne ricavano anche una particolare marmellata. Per quanto l’albero impieghi sette anni prima di produrre i primi frutti, la produzione continuerà anche fino al novantesimo anno. Nelle Isole Banda, dove la noce moscata è originaria, vi sono tre raccolti all’anno: a marzo-aprile, quello principale a luglio-agosto e l’ultimo a novembre. Dopo la raccolta, le noci moscate (ancora rivestite dal macis), vengono trasferite in un centro di trasformazione dove il macis è tolto, ed essiccato ed assume la tipica colorazione giallo-dorata. Le noci moscate vengono essiccate gradatamente al sole e girate due volte al giorno, per un periodo da sei a otto settimane, anche se spesso il processo avviene su braci di legna.
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FRITTATA SENZA UOVA

| Verdure

La frittata senza uova per chi è intollerante o vegano. Molto buona e appetitosa.

INGREDIENTI PER LA FRITTATA SENZA UOVA

Per 4 pers.

4 cipollotti freschi

Due patate

100 gr. di farina di ceci

200 ml. di acqua

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pelare, lavare e asciugare i cipollotti e le patate. Tagliare a rondelle i cipollotti e a fettine sottili le patate, versarli in una padella antiaderente con tre cucchiai di olio, coprire con un coperchio e lasciarle brasare dolcemente, salare e pepare mescolando spesso. Quando le patate saranno cotte, spegnere. In una ciotola far sciogliere la farina di ceci con l’acqua senza fare grumi, salare e pepare. Aggiungervi le verdure, mescolare bene e rimettere il tutto in padella dove si sarà fatto scaldare un cucchiaio di olio, coprire con coperchio e cuocere la frittata a fuoco medio-basso, a metà cottura rigirarla aiutandosi con il coperchio, farla dorare da tutte e due i lati. L frittata senza uova va servita calda o tiepida, accompagnata da un’insalatina. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA FARINA DI CECI

Utilizzata fin dall’antichità, la farina di ceci è sempre stata considerata un toccasana; più economica del grano che in tempo di guerra era un lusso, viene spesso utilizzata nelle preparazioni dei popoli del Medio Oriente e oggi anche nelle più moderne ricette vegane e vegetariane, vediamo perché. Innanzitutto perché è ricca di proteine, fibre e carboidrati: 100 gr di farina di ceci nascondono infattipiù di un terzo di proteine e fibre. Il 6% della sua composizione è composto da grassi, grassi buoni però, ad elevato apporto nutrizionale, come l’acido linoleico, un perfetto alleato per la salute del cuore. Questa farina – a differenza di quella di grano – è anche ricca di vitamine e sali minerali utili al buon funzionamento del nostro organismo: vitamine del gruppo B, A, E e C; e poi magnesio, calcio, potassio e fosforo, in grado di aiutarci a contrastare pressione alta, stanchezza muscolare e a rinforzare cervello e ossa. I legumi si sa, con le loro fibre aiutano il nostro apparato digerente; ma inoltre, avendo un basso indice glicemico, è indicata per chi soffre di diabete e ipercolesterolemia, per chi è a dieta, e per le persone affette da celiachia, perché non contiene glutine!

 

 

tratto da tuttogreen.it

 

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