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Mese: Febbraio 2018

PENNE AL FORNO CON PESTO E RICOTTA

| Primi

Buonissime le penne al forno con pesto e ricotta, semplici da preparare, si possono preparare in anticipo e tenute in frigo fino al momento di inserirle al forno.

INGREDIENTI PER LE PENNE AL FORNO CON PESTO E RICOTTA

Per 4 pers.

380 gr. di pasta penne

250 gr. di ricotta

Un bel mazzetto di basilico

Un cucchiaio di pinoli

Uno spicchio di aglio

80 gr. di parmigiano grattugiato

Olio evo

 Qualche fiocchetto di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Nel bicchiere del mixer mettere le foglie di basilico, lo spicchio di aglio, i pinoli, 40 gr. di parmigiano, poco sale e iniziare a frullare con il minipimer versando a filo l’olio fino a ottenere una crema.

Lessare al dente la pasta, mentre cuoce: prendere due-tre cucchiai acqua di cottura e con questa lavorare la ricotta con una forchetta unendo pepe a piacere.

Scolare le penne e condirle con il pesto, la ricotta e metà parmigiano rimasto. Versare in una teglia imburrata. Cospargere con il parmigiano rimasto e fiocchetti di burro.

Infornare a 180° fare gratinare le penne al forno con pesto e ricotta. Lasciare riposare 5 minuti e servire. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

IL BASILICO

Non solo il basilico è un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. 

 

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MINESTRA DI RISO, ZUCCA E PROVOLA

| Riso

La minestra di riso, zucca e provola semplicemente deliziosa.

INGREDIENTI PER LA MINESTRA DI RISO, ZUCCA E PROVOLA

Per 4 pers.

Un kg. di zucca

300 gr. di riso per minestre

150 gr. di scamorza fresca

Una costola di sedano

Due spicchi di aglio

Una cipolla

Due litri di brodo vegetale

Olio evo

Sale e pepe

Parmigiano

PROCEDIMENTO


Sbucciare la zucca e tagliarla dadini. In un tegame con olio, fare appassire il trito di sedano, aglio e  cipolla a fuoco dolce. Unire la zucca e lasciare insaporire una decina di  minuti, salare poco, pepare, bagnare con i due litri di brodo vegetale e portare a bollore, cuocere altri 10 minuti. Aggiungere il riso portare a cottura, aggiustare di sale. Nel frattempo tagliare a dadini la scamorza. Versare la minestra di riso,zucca e provola  nei piatti, distribuirvi subito la scamorza che con il calore si fonderà, irrorare con un filo di olio crudo e accompagnare con parmigiano grattugiato. BUON APPETITO

 
CURIOSITA’
LA ZUCCA
Contrariamente a quanto si possa pensare, la zucca, dolcissima e gustosa, è un alimento amico delle diete povere di calorie, adatta persino ai diabetici per la scarsità in termini glucidici. Nonostante gli impieghi della zucca in cucina siano davvero numerosissimi, non dobbiamo dimenticare che la pianta – grazie alle innumerevoli proprietà benefiche – viene assai utilizzata anche in ambito erboristico, fitoterapico e cosmetico. I semi, possono essere mangiati previa salatura ed essiccazione (od arrostimento in forno); anche i fiori sono mangerecci, e sono squisiti fritti o, semplicemente, scottati in padella come base per frittate o pasta. La polpa di zucca si presta eccellentemente a mille impieghi: infatti, dopo averla privata della scorza – procedura comunque piuttosto complessa perché molto dura e massiccia – la zucca può essere cotta a vapore o bollita per preparare zuppe e minestroni, ma può essere anche tagliata a cubetti e cucinata in padella come le classiche patate arrosto, aggiungendo quindi olio extravergine d’oliva, sale, pepe e – a chi piace – anche il rosmarino.
Tratto da http://http://www.my-personaltrainer.it/benessere/zucca-proprieta.html
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ANTIPASTO RUSTICO ALL’ITALIANA

| Antipasti

L’antipasto rustico all’italiana, è sempre ben gradito. preparatelo anche come piatto completo aumentando le porzioni e servendolo con fette di pane casereccio. Molto facile da preparare, lo si può fare in anticipo per guadagnare tempo.

INGREDIENTI PER L’ANTIPASTO RUSTICO ALL’ITALIANA

Per 4 pers.

150 gr. di olive verdi in salamoia

Una carota piccola

Una costola di sedano

Uno spicchio di aglio

50 ml. di olio evo

Due cucchiai di aceto bianco

sale e origano

Un grande peperone

Una cipolla

200 gr. di salsiccia fresca al finocchio

100 gr. di polpa di pomodoro tritata fine

olio, sale e pepe

100 gr. di pecorino fresco

100 gr. di scamorza affumicata

8 fettine di arrosto di tacchino ( salume )

Un mazzetto di rucola

olio evo e sale

PROCEDIMENTO

Per preparare le olive verdi condite alla siciliana: metterle mezza giornata a bagno in acqua fresca, poi scolarle, asciugarle e metterle in una ciotola con la carota tagliata a julienne, il sedano sempre a julienne (coste e foglie) lo spicchio di aglio leggermente schiacciato, l’olio evo, poco sale, l’aceto e l’origano, mescolare e lasciare insaporire per un paio di ore.  Nel frattempo preparare la peperonata, brasare in olio la cipolla affettata, unire il peperone a tocchetti, far rosolare per 5 minuti, unire il pomodoro, salare e pepare. Cuocere per 15 minuti. In una padella rosolare per bene la salsiccia, tagliarla a tocchetti e aggiungere ai peperoni, cuocere ancora 5 minuti. In un piatto sistemare le fettine di arrosto di tacchino acquistate già pronte in salumeria e condite con una salsina fatta frullando la rucola con olio evo e sale fino a ottenere una crema. Al momento di servire suddividere l’antipasto rustico nei piatti. Suddividere le olive su 4 foglie di radicchio rosso. Suddividervi la peperonata con la salsiccia. Affettare i formaggi e sistemarli nel piatto, infine aggiungere le fettine di arrosto. Servire a tavola l’antipasto rustico all’italiana. BUON APPETITO

 

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SALMORIGLIO PER PESCI GRIGLIATI

| Condimenti e salse

Il salmoriglio per pesci grigliati, condimento siciliano che io preparo tutte le volte che cucino i pesci alla griglia ai quali da molto gusto e sapore. 

 INGREDIENTI PER IL SALMORIGLIO PER PESCI GRIGLIATI

Due spicchi di aglio

Due limoni

Mezzo bicchiere di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pestare a crema gli spicchi di aglio in un mortaio con poco sale. In una ciotola sbattere con una forchetta o una frusta il succo dei due limoni con l’olio, aggiungere la crema di aglio, pepare e aggiustare di sale. Bagnare il pesce mentre cuoce con questa salsetta e il rimanente portarlo a tavola per accompagnare il pesce. Con queste dosi di salmoriglio per pesci grigliati si possono insaporire un kg. di pesce. BUON APPETITO

CURIOSITA’

AGLIO

Allium Sativum L., appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Alcuni studiosi, per la forma dell’infiorescenza, la inseriscono, come la cipolla, nella famiglia delle Amarillidaceae.
L’aglio è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. I bulbilli oggi vengono usati fin dall’antichità come condimento di cibi. Utilizzati, crudi, in insalate o aggiunti a sughi, stufati, piatti di pesce o verdure. Molto impiegati anche nella preparazione di insaccati (salame all’aglio) e nell’industria conserviera per antipasti sott’olio e sott’aceto. Oggi viene coltivata in tutti i continenti ed è molto nota per l’uso culinario. In Italia viene coltivata maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia. E’ una perenne rustica, coltivata come annuale. Alleato del sistema immunitario, apparato cardiovascolare, intestino, apparato respiratorio. L’aglio ha una reputazione medicamentosa di tutto rispetto. Ottimo per la prevenzione di raffreddori, influenza, malattie cutanee e infallibile disinfettante per l’intestino. Uno spicchio d’aglio è serbatoio di principi attivi curativi di notevole efficacia come allicina, zolfo, vitamine del gruppo B. Ha proprietà antielmintiche contro gli ascaridi e gli ossiuri, antimucolitiche, ipotensive, espettoranti, digestive, carminative, antisettiche, ipoglicemizzanti.

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RISOTTO ALLA SALSICCIA E POMODORO

| Riso

Buonissimo il risotto alla salsiccia e pomodoro. Un piatto che di solito piace molto anche ai più piccoli. Semplice da preparare.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO ALLA SALSICCIA E POMODORO

Per 4 pers.

350 gr. di riso

250 gr. di salsiccia

300 gr. di polpa di pomodoro tritata fine

50 gr. di burro

Una cipolla

Mezzo bicchiere di vino bianco

Due cucchiai di olio evo

50 gr. di parmigiano grattugiato

Un litro e mezzo di brodo anche di dado

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

 Fare rosolare la cipolla tritata in 20 gr. di burro e i due cucchiai di olio, poi unire la salsiccia sbriciolata e rosolare per qualche minuto. Sfumare con il vino. Aggiungere la polpa di pomodoro, salare, pepare e cuocere a fuoco basso per 20 minuti. Unire il riso fare insaporire e iniziare a versare il brodo bollente. Quando è cotto mantecare con il rimanente burro e il parmigiano. Lasciare riposare il risotto alla salsiccia e pomodoro 5 minuti prima di servirlo. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA SALSICCIA

La salsiccia è una carne insaccata e conservata ottenuta principalmente dal maiale. La sua scoperta è imputabile alle popolazioni lucane (prima della nascita di Cristo); non a caso, la nomenclatura arcaica della salsiccia corrisponde al sostantivo di “lucanica”. Quest’affermazione, che per logica e testimonianze parrebbe abbastanza giustificata, non spiega come alcune popolazioni nordiche (longobardi) abbiano prodotto la salsiccia fin da tempi remoti; è possibile che anch’esse, per merito dei legionari romani, siano giunte a conoscenza del metodo lucano trasformandolo in una produzione tradizionale locale. La salsiccia è un alimento a base di carne sminuzzata, addizionata con sale da cucina (NaCl) e rivestita da un budello naturale o sintetico (intestino di animale o pellicola di cellulosa), che lo protegge sia dall’ossidazione che dalla contaminazione biologica. Attualmente, la salsiccia e tutte le sua varianti regionali sono raggruppate nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani.


Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/salsiccia.html

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POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

| Carni, Secondi

Il pollo agli anacardi e zenzero, un buonissimo piatto di carne all’orientale.

INGREDIENTI PER IL POLLO AGLI ANACARDI E ZENZERO

Per 4 pers.

Un petto di pollo intero

150 gr. di anacardi tostati e non salati

5 cucchiai di olio evo

Un cipollotto

Un pezzetto di zenzero

Un cucchiaio di aceto di riso o di mele

4 cucchiai di salsa di soia

Due cucchiaini di amido

farina 00 per infarinare

sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare a piccoli bocconcini il petto di pollo. Nel wok rosolare in olio il cipollotto tritato,  lo zenzero e gli anacardi. Unire poi il pollo infarinato e rosolare a fuoco vivo per 4-5  minuti. Abbassare la fiamma e versarvi il cucchiaio di aceto di riso e i cucchiai di salsa di soia e cuocere per un minuto. Infine unire 1 l’amido diluito in due cucchiai di acqua fredda e cuocere ancora 1 istante, aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno, pepare. Servire subito il pollo agli anacardi e zenzero. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ANACARDI

La forma tipica di un cuore, gli Anacardi sono chiamati appunto con il nome cardi per la loro forma “cardiaca” sono un alimento che cresce su possenti alberi nell’America centrale e meridionale. Oggi viene coltivata la specie “Anacardio” in tutte le regioni tropicali del mondo. Esistono diverse razze di questa pianta. Attenzione non sono immediatamente pronti per essere consumati, perchè in realtà tossici. Gli anacardi sono sempre venduti sgusciati perché all’interno delle conchiglie contengono una resina caustica, nota come “Balsamo anacardi“, che deve essere accuratamente rimossa prima che le noccioline siano idonee al consumo. Questa resina caustica è effettivamente utilizzata dalle industrie per produrre vernici e insetticidi. Non solo gli anacardi hanno un minore contenuto di grassi rispetto alla maggior parte di altri frutti a guscio, circa il 75% del loro grasso è formato da acidi grassi insaturi, e nell’ oltre il 75% di questi è presente l’acido oleico, lo stesso presente nell’olio d’oliva .

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BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

| Carni, Secondi

I bocconcini di pollo al forno, un’idea per far mangiare la carne ai bambini, ottimi perchè non essendo fritti risultano leggeri e gustosissimi.

INGREDIENTI PER I BOCCONCINI DI POLLO AL FORNO

Per 4 pers.

Un petto di pollo

Un cucchiaino di paprika dolce

Un cucchiaino raso di curcuma

Due uova

Olio evo

Pangrattato per impanare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare il petto di pollo a pezzetti di 4-5 cm. Mescolare il pangrattato con la paprika dolce, la curcuma, sale, a piacere pepe. Passare la carne nell’olio, poi in uovo sbattuto con un pizzico di sale e infine nel pangrattato, panarli per bene da tutti i lati. Disporli su carta forno e infornare a 190° per 10 minuti per parte, fino a doratura. Servire i bocconcini di pollo al forno ben caldi accompagnati con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA CURCUMA

In India è conosciuta ed utilizzata da almeno 5.000 anni, come medicina, spezia e anche colorante; botanicamente parlando, la curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberacee. Si tratta di piante erbacee, perenni, dotate di rizoma e coltivate prevalentemente nelle regioni tropicali. La pianta della curcuma è caratterizzata da foglie lunghe a forma ovale, mentre i fiori sono raccolti in spighe. Il suo nome deriva dalla lingua persiana-indiana e precisamente dalla parola Kour Koum, che significa zafferano; infatti la Curcuma è anche nota col nome di Zafferano delle Indie. I suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, o droga, vengono fatti bollire per parecchie ore e fatti seccare in grandi forni, dopodiché vengono schiacciati fino ad ottenere una polvere giallo-arancione che viene comunemente utilizzata come spezia nella cucina del Sud Asia. La spezia che si ricava dalla curcuma, come abbiamo detto di un bel colore giallo dorato, contiene centinaia di componenti; tuttavia l’attenzione degli studiosi si è concentrata su uno in particolare: la curcumina.
Altri componenti della curcuma sono rappresentati da potassio, da vitamina C, e per il 26% da amido. Molto importante anche la presenza di oli eterici che sono in grado di stimolare l’appetito e quelli amari che sono in grado di stimolare la formazione di enzimi digestivi.

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LINGUINE AL RAGU’ DI TOTANI

| Primi

Le linguine al ragu’ di totani, un primo di mare che vi stupirà, semplice da preparare.

INGREDIENTI PER LE LINGUINE AL RAGU’ DI TOTANI

Per 4 pers.

800 gr. di totani non troppo grandi

400 gr. di linguine

400 gr. di passata di pomodoro

Una cipolla

Due spicchi di aglio

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe o peperoncino

PROCEDIMENTO


Pulire, lavare e tagliare a listarelle i totani. Fare appassire in olio la cipolla tritata, i due spicchi di aglio schiacciati e il peperoncino se lo usate, unire i totani puliti e tagliati, farli rosolare per 5 minuti. Salare, pepare e versare la passata di pomodoro e mezzo bicchiere d’acqua, cuocere 20 minuti, aggiustare di sale e pepe. Lessare al dente le linguine, scolarle e versarle nel condimento con un mestolino di acqua di cottura, far saltare per un paio di minuti e servire subito le linguine al ragu’ di totani.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

I TOTANI

Totano è il nome di creature subacquee marine appartenenti al Phylum dei Molluschi, alla Classe dei Cefalopodi e alla Famiglia degli Ommastrephidae.
Nel linguaggio inglese comune, sia i totani che i calamari vengono chiamati “squids”; tuttavia, quella dei totani è una vera e propria famiglia biologica a sé stante, che comprende tre sottofamiglie, undici generi e oltre venti specie.
In Italia, la specie commercialmente più importante è il totano comune o Todarodes sagittatus; a livello globale invece, quello più pescato è il totano del pacifico o Todarodes pacificusAlcune specie di totano hanno la capacità di emergere e planare sopra il pelo dell’acqua; per questo sono anche noti come “flying squid” (totani volanti). Il totano è un prodotto della pesca che fa parte della cultura gastronomica di quasi tutto il mondo. In Italia viene consumato soprattutto arrosto, lessato, stufato, saltato e fritto; viene considerato un valido, spesso meno costoso, sostituto del più pregiato calamaro (anche se si tratta di creature biologicamente molto diverse tra loro). Dal punto di vista nutrizionale, il totano fa parte del I gruppo fondamentale degli alimenti, in quanto ricco di proteine ad alto valore biologicovitamine e sali minerali specifici. Il totano non può essere allevato e viene pescato in maniera abbastanza intensiva; fortunatamente, pare che la popolazione delle varie specie di totano sia ancora abbastanza numerosa.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/totano.html

 

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MACCU DI FAVE CON I MALTAGLIATI

| Minestre, Primi

Il maccu di fave con i maltagliati è un antico piatto della cucina povera siciliana che veniva sfruttato così com’è oppure, come nel nostro caso, accompagnato con la pasta.

INGREDIENTI PER I MALTAGLIATI

Per 4 pers.

250 gr. di farina di semola di grano duro

Mezzo cucchiaino di sale

125 ml. di acqua tiepida

INGREDIENTI PER IL MACCU DI FAVE

Per 4 pers.

300 gr. di fave secche sgusciate

Un mazzetto di finocchietto selvatico o un mazzetto di biete

Una cipolla

5 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Per prima cosa preparare i maltagliati alla maniera del sud, impastare la farina di semola di grano duro con il mezzo cucchiaino di sale e l’acqua tiepida. Lasciare riposare mezz’ora. Fare la sfoglia con il matterello o con la macchina per la pasta,tagliare a strisce e poi a pezzi irregolari, lasciare asciugare sulla spianatoia.

In un tegame far rosolare in olio la cipolla tritata, unire il mazzetto di finocchietto selvatico, pulito, lavato e tagliuzzato, le fave secche sgusciate e 2 litri d’acqua. Cuocere a fuoco lento fino a quando diventa quasi una crema, toglierne la metà e unire 1 litro di acqua, salare.

Non appena riprende il bollore versarvi la pasta, mescolando spesso perchè tende ad attaccarsi al fondo. Quando sarà cotta, unire il resto delle fave, aggiustare di sale, spolverizzare con una bella macinata di pepe fresco e servire con un filo di olio crudo e formaggio grattugiato a piacere, ( caciocavallo, pecorino, parmigiano). BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MACCU

Anticamente la pasta veniva posta in vendita in cassetti che contenevano i vari formati. Allorché i cassetti si svuotavano, restavano rimasugli di pasta spezzettata che il negoziante metteva in vendita a minor prezzo; ed è questo il tipo di pasta che veniva impiegato per realizzare la pasta cu’ lu maccu.
L’origine della ricetta è del ragusano, tuttavia è tipica anche delle Madonie ed di tutti i luoghi della Sicilia. La differenza sostanziale sta nell’aggiunta di ingredienti che, di volta in volta, vengono uniti al maccu per arricchire il gusto di questa minestra asciutta, come il finocchietto selvatico, il pomodoro e la zucca gialla.
Lu maccu, che veniva e viene realizzato previa lunga cottura, si riduce in una densa purea che una volta raffreddato, poteva essere tagliato a fette, così da costituire la colazione per i contadini, come al nord si usavano le fette di polenta.
La coltivazione delle fave (che fin dai tempi di Pitagora, avveniva alternandola ciclicamente con quella del frumento, per mantenere fertile la terra), assieme a lenticchie, ceci, fagioli e piselli secchi, costituivano un cibo molto nutriente e pertanto importante nell’alimentazione contadina. E così, come avveniva per i rimasugli di pasta, anche nelle case contadine ad inizio di primavera, nasceva l’esigenza di eliminare i residui dei legumi. A questo punto non possiamo fare a meno di accennare al “maccu di San Giuseppi” (piatto tradizionale per l’omonima festa a Paternò e nel siracusano) perché è proprio in questo piatto che vengono sfruttati i residui dei legumi di cui abbiamo parlato.
Per quanto riguarda l’etimologia, maccu deriva dal tardo latino maccare (schiacciare, ridurre in poltiglia) ed è inoltre legato al personaggio delle favole romane Maccus, progenitore di Pulcinella.
In conclusione, per confermare il valore nutrizionale del maccu, esiste un aforisma siciliano che lo lega a questo piatto
che recita: “panza cuntenti cori clementi, panza dijuna nenti pirduna” (letteralmente: pancia contenta cuore clemente, pancia digiuna niente perdona).

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MINESTRONE DI PASTA E FAGIOLI BIANCHI

| Minestre

Il minestrone di pasta e fagioli bianchi, arricchito da patate. Molto saporito e gustoso. Veloce da preparare usando i fagioli in scatola.

INGREDIENTI PER IL MINESTRONE DI PASTA E FAGIOLI BIANCHI

Per 4 pers.

Due lattine di fagioli bianchi di Spagna

4 patate

300 gr. di pasta gnocchetti sardi

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

60 gr. di pancetta

300 gr. di polpa di pomodoro

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

 

Nel tegame con 4 cucchiai di olio soffriggere un trito di: cipolla, aglio, prezzemolo e  pancetta. Appena sarà rosolato unire la polpa di pomodoro, i fagioli bianchi di spagna scolati dal loro liquido e le patate tagliate a cubetti. Unire 3 litri di acqua calda, salare pepare e cuocere a fuoco moderato coperto. Dopo un’ora di cottura versare la pasta e cuocere, far riposare qualche minuto e servire il minestrone di pasta e fagioli bianchi con un filo di olio crudo, pepe fresco e grana grattugiato. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FAGIOLI BIANCHI

100 g fagioli bianchi secchi bolliti contengono 91 kcal 

I fagioli bianchi sono legumi ad elevato contenuto di proteine vegetali (26%), amminoacidi, amidi (70%), ma allo stesso tempo poveri di grassi (1,5%), quindi possono fornire un ottimo nutrimento senza causare l’accumulo di calorie extra. Sono ricchi di vitamine del gruppo B e in particolare di acido folico. I sali minerali presenti sono il fosforo, il potassio e in particolare il ferro e il calcio che si rivelano utili in caso di menopausa, accrescimento, debolezza e gravidanza.

I fagioli bianchi sono ricchi di glucodrine, sostanze in grado di diminuire la glicemia. Contengono anche una sostanza tossica, la fasina, che viene però eliminata durante la cottura.

La presenza di lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi evitando il loro accumulo nel sangue, rende i fagioli un alimento adatto per la prevenzione delle ipercolesterolemie(eccesso di colesterolo nel sangue). Questo tipo di fagioli sono anche ricchi di fibre che hanno la funzione di ripulire il sistema digestivo dalle scorie intestinali e prevenire così i problemi di stitichezza.

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