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Mese: Ottobre 2017

RISOTTO CREMOSO AL SALMONE

| Riso

Il risotto cremoso al salmone sostituisce egregiamente la famosa pasta al salmone.

INGREDIENTI PER IL RISOTTO CREMOSO AL SALMONE

Per 4 pers.

350 gr. di riso

100 gr. di salmone affumicato

Una piccola cipolla

70 gr. di burro

1/2 bicchiere di vino bianco

Brodo vegetale anche di dado

Un bicchierino di vodka

100 ml. di panna fresca non zuccherata

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Fare appassire a fuoco basso la cipolla tritata in 30 gr. di burro, unire il riso e fare tostare, sfumare con il ½ bicchiere di vino bianco, portare a cottura unendo man mano brodo  bollente. Nel frattempo a parte rosolare appena con una noce di burro il salmone affumicato a pezzetti, unire mezzo bicchierino di vodka e la panna, aggiungere al risotto cinque minuti prima di spegnere, aggiustare di sale e pepare, mantecare con il burro rimasto  e l’altro ½ bicchierino di vodka, lasciare riposare qualche minuto e potete servire il vostro risotto cremoso al salmone. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

SALMONE AFFUMICATO.

Il salmone affumicato è ottenuto grazie all’omonimo metodo di cottura con l’impiego di legni aromatici come ginepro, rosmarino e lauro. Vivendo in acque fredde il salmone è ricco di acidi grassi polinsaturi, utili per isolare il corpo e mantenere costanti le temperature interne. E’ considerato un pesce grasso ma molto salutare in quanto i grassi in esso contenuti riducono il colesterolo cattivo ed aumentano il colesterolo buono. Dal punto di vista nutrizionale è inoltre ricco di proteine e fosforo, oltre ad avere un discreto contenuto in calcio e ferro. Quando ci si chiede se il salmone affumicato conservi, o meno, le caratteristiche dell’alimento fresco, la risposta deve essere approfondita, a scanso di equivoci di ogni tipo. C’è, infatti, chi pensa che tutte queste caratteristiche positive del salmone fresco vengano perse nel momento in cui l’alimento si affumica. Ma si tratta di una supposizione corretta o no? La risposta, in questo caso, è assolutamente negativa, dato che il salmone affumicato ha così tanti benefici per il nostro organismo che può essere assimilato quasi del tutto all’alimento fresco, che non ha subito il processo di affumicatura.

 

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PASSATO AUTUNNALE DI VERDURE

| Minestre

Un buono e salutare passato autunnale di verdure servito con crostini di pane o completandolo con della pasta diventa un piatto sostanzioso.

INGREDIENTI PER IL PASSATO AUTUNNALE DI VERDURE

Per 4 pers.

Tre carote

Due porri

200 gr. di zucca già pulita

Due patate

Una zucchina

Una cipolla

150 gr. di fagiolini

Una costola di sedano

200 gr. di spinaci

Due pomodori maturi

Due cucchiai di olio evo

Un dado vegetale (facoltativo)

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e tagliare a pezzi tutte le verdure, metterle in una pentola con i due cucchiai di olio, il dado vegetale, sale, pepe e tre litri di acqua. Cuocere con coperchio a fuoco moderato per 1 ora e 30. Poi passarlo al passaverdura o frullare con il minipimer. Da delle fette di pane ricavare dei crostini, spennellarli con olio di oliva e infornare per 4-5 minuti sotto il grill. Con la grattugia a grana grossa ottenere delle grosse briciole di parmigiano. Servire il passato autunnale di verdure con i crostini, le briciole di parmigiano e un filo di olio evo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA ZUCCA

Contrariamente a quanto si possa pensare, la zucca, dolcissima e gustosa, è un alimento amico delle diete povere di calorie, adatta persino ai diabetici per la scarsità in termini glucidici. Nonostante gli impieghi della zucca in cucina siano davvero numerosissimi, non dobbiamo dimenticare che la pianta – grazie alle innumerevoli proprietà benefiche – viene assai utilizzata anche in ambito erboristico, fitoterapico e cosmetico. I semi, possono essere mangiati previa salatura ed essiccazione (od arrostimento in forno); anche i fiori sono mangerecci, e sono squisiti fritti o, semplicemente, scottati in padella come base per frittate o pasta. La polpa di zucca si presta eccellentemente a mille impieghi.  Abbiamo visto che l’ortaggio s’inserisce tra gli alimenti ipocalorici, apportando solamente 18 Kcal per 100 grammi di prodotto.

 

 

Tratto da http://http://www.my-personaltrainer.it/benessere/zucca-proprieta.html
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SPEZZATINO DI VITELLO CON OLIVE

| Carni

Lo spezzatino di vitello con olive un gustosissimo piatto di carne. Inevitabile la scarpetta.  

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI VITELLO CON OLIVE

Per 4 pers.

800 gr. di spezzatino di vitello

5 cucchiai i olio evo

Una cipolla

Due spicchi di aglio

Un bicchiere di vino bianco

Una scatola da 400 gr. di pomodori pelati

100 gr. di olive verdi snocciolate

Un rametto di timo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO


Rosolare piano per cinque minuti nell’olio la cipolla e gli spicchi di aglio. Unire lo spezzatino (io uso il muscolo), rosolare bene da tutte le parti,  sfumare con il bicchiere di vino bianco. Unire i pomodori pelati schiacciati, salare, pepare e cuocere per un’ora a fiamma bassa unendo se serve un po’ di brodo vegetale anche di dado. Dopo un’ora unire le olive verdi snocciolate e il rametto di timo, cuocere altri 30 minuti, aggiustare di sale e pepe, Servire lo spezzatino di vitello con olive mentre è caldo con fette di buon pane casereccio. BUON APPETITO

 
CURIOSITA’ 
LE OLIVE
L’ulivo è una pianta sempreverde caratterizzata da una buona longevità. In condizioni ottimali la pianta può raggiungere i 1.000 anni di vita. La varietà spontanea ed inselvatichita invece, che prende il nome di olivastro, può raggiungere anche i 4.000 anni di vita. Ne sono un esempio alcuni esemplari di questo albero presenti in Sardegna. Le olive hanno buone proprietà organolettiche e, oltre a venire consumate direttamente, vengono impiegate per la produzione dell’olio che è poi il loro utilizzo principale. Contengono polifenoli, i quali le rendono molto amare. Per questo motivo prima di poter essere utilizzate in modo diretto per l’alimentazione devono essere sottoposte ad un processo di eliminazione dei principi amari. Tale processo prende il nome di deamarizzazione. Le olive verdi contengono il 75,3 % di acqua, il 15,3 % di grassi, l’1 % di proteine, il 3,3 % di fibre alimentari, lo 0,5 % di zuccheri ed il 4,5 % di ceneri.
Tratto da misterloto.it
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OSTRICHE AL LIMONE

| Pesce

Ogni tanto una bella mangiata di ostriche al limone gratifica il palato.

INGREDIENTI PER LE OSTRICHE AL LIMONE

Per 4 pers

Una ventina di ostriche freschissime

4 limoni

pepe da macinare

PROCEDIMENTO

Lavare e spazzolare accuratamente le ostriche sotto l’acqua corrente. Aprirle facendo attenzione a non fare uscire il liquido interno. Eliminare la metà guscio, quello con la parte piatta. Disporle su piatto di portata con ghiaccio tritato, servirle con spicchi di limone e pepe da macinare fresco. Semplicemente goduriose le ostriche al limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE OSTRICHE

Le ostriche sono prodotti della pesca di origine animale, appartenenti al Phylum dei Molluschi, alla Classe dei Bivalvi e alla famiglia Ostreidae. Esistono pertanto diversi tipi di ostriche, appartenenti a generi e specie differenti; tra tutte, quelle più utilizzate e conosciute appartengono senz’altro ai Generi Ostrea (ostrica comune – Ostrea edulis) e Crassostrea (ostrica del Pacifico o ostrica giapponese – Crassostrea gigas). Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati. Le ostriche sono alimenti di grande pregio commerciale e possono essere consumate crude o cotte. I molluschi, oltre ad essere diffusi allo stato selvatico, sono oggetto di ittiocoltura (ostricoltura) in molte parti del pianeta; il prezzo cambia sensibilmente sia in base alla provenienza, sia in base alla varietà. Nella cucina centro e sud Europea, oltre che in molti paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, le ostriche rappresentano uno dei prodotti della pesca più diffusi e rinomati.

Tratto da my-personaltrainer.it

 

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TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

| Secondi

La trippa alla romana con la mentuccia un’antica ricetta della città eterna, squisita e famosissima.

INGREDIENTI PER LA TRIPPA ALLA ROMANA CON LA MENTUCCIA

Per 4 pers.

Un chilo di trippa

Due carote medie

Una costa di sedano

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

Sei cucchiai di olio evo

Due chiodi di garofano

una scatola da 400 gr. di pomodori pelati

Un bicchiere di vino bianco

100 gr. di pecorino romano grattugiato

Sale e pepe

Un ciuffo di mentuccia

PROCEDIMENTO

Se usate la trippa cruda datele una precottura di un’ora in acqua leggermente salata dopo averla ben lavata. Scolarla e tagliarla a pezzetti. Pelare, lavare le carote e tagliarle a rondelle. Lavare e tagliare a tocchetti il sedano, pelare e affettare la cipolla: In un tegame versare l’olio e farvi rosolare le verdure con l’aglio. Unire la trippa e i chiodi di garofano, lasciare asciugare l’acqua residua della trippa (circa 20 minuti ) e sfumare con il vino. Salare e pepare, unire la mentuccia. Aggiungere i pelati schiacciati con una forchetta e due bicchieri di acqua. Cuocere coperta con un coperchio a fuoco medio basso per un’ora, se occorre aggiungere poca acqua. Aggiustare di sale e pepe. Un paio di minuti prima di spegnere amalgamarvi il pecorino. Servite la vostra trippa alla romana con mentuccia ben calda accompagnata con fette di pane casereccio. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

TRIPPA

Una volta era molto facile trovare posti dove si poteva mangiare la trippa, quando il “foiolo” di manzo, vitello o il “trippino” di maiale erano piatti comuni nella gastronomia popolare.
Ora un po’ meno, se non in qualche ruspante agriturismo, lontano da chi è a dieta. Sicuramente la trippa è una vivanda molto sostanziosa dal punto di vista dell’apporto proteico, molto simile a quello della carne di vitello, ma il suo contenuto in grassi è relativamente basso: solo il 4%. Chi si lamenta della “pesantezza” del prodotto – ovvero della sua scarsa digeribilità – dovrebbe sapere che ciò è solitamente dovuto all’aggiunta di spezie e condimenti: in verità la trippa apporta solo 106 calorie all’etto.
In più, nella trippa, è anche da sottolineare una benefica presenza di sostanze minerali, specialmente calcio e fosforo.

 

Tratto da doz-log

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OLIVE NERE CON ARANCIA E FINOCCHIO

| Antipasti

Le olive nere con arancia e finocchio, buonissime, tanto da durare un niente. Ottime per antipasto oppure semplicemente con fette di pane casereccio.

INGREDIENTI PER LE OLIVE NERE CON ARANCIA E FINOCCHIO

Un chilo di olive nere appena raccolte

Un chilo di sale marino grosso

Un’arancia bio

Finocchietto selvatico  o semi di finocchio

Buon olio evo

PROCEDIMENTO

In un colapasta con i buchi fitti fare un primo strato di sale, poi uno di olive e continuare finendo con il sale. Mettervi sotto una ciotola perchè con il passare dei giorni il sale si scioglierà formando dell’acqua che andrà eliminata..

Ogni giorno dare una mescolata alle olive per circa 25 giorni (questo è il tempo che impiegheranno le olive per maturare ed eliminare l’amaro). Passato questo tempo le olive risulteranno raggrinzite. Metterle sotto l’acqua corrente per eliminare il sale residuo. Mettere sul fuoco una pentola con due litri di acqua e portarla a ebollizione, a questo punto versarvi le olive e spegnere il fuoco. Lasciarvi le olive  in ammollo per un’ora coprendole con un coperchio. Scolarle e metterle ad asciugare su un canovaccio. Controllare che siano ben asciutte e metterle in una scodella con il finocchietto e la buccia dell’arancia (solo la parte arancione tagliuzzata), aggiungere dell’olio abbondante ( le olive devono esserne bene avvolte altrimenti faranno la muffa ) ricordarsi di darle una mescolata ogni giorno. Oppure sterilizzare dei vasetti e conservarle in dispensa ricoperte di olio.

CURIOSITA’

OLIVE NERE

L’oliva è il frutto commestibile dell’olivo, originario del bacino del Mediterraneo. Le principali varietà di olive provengono dall’Italia, Francia, Grecia, Portogallo, Spagna e medio-oriente; solo in Italia esistono ben 395 varietà di olive. Il colore dell’oliva può cambiare sia in base alla varietà che al grado di maturazione. Ogni varietà ha caratteristiche diverse e perciò si presta ad impieghi differenti, potendo comunque essere utilizzata in innumerevoli piatti: dagli antipasti a salse e sughi, dall’insalata ai ripieni di torte salate e polpette. Le olive sono ricche di grassi ma contengono anche vitamine e potassio; quelle nere, risultano essere molto più digeribili delle verdi in quanto contengono una quantità minore di carboidrati. Hanno proprietà ricostituenti ed energetiche, grazie ai sali minerali contenuti in buona quantità.

 

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MOZZARELLA IN CARROZZA CON LE ALICI

| formaggi ecc., pane

Quando si ha fretta e si vuol mangiare bene, ecco la soluzione: la mozzarella in carrozza con le alici.

INGREDIENTI PER LA MOZZARELLA IN CARROZZA CON LE ALICI

Per 4 pers.

16 fette di pan carrè

8 fette di mozzarella di bufala

8 filetti di acciughe sotto olio

200 ml. di latte

Tre uova

Farina 00

Olio per friggere

Sale q. b.

PROCEDIMENTO

Disporre su 8 fette di pancarrè le fette di mozzarella e un filetto d’acciuga spezzettato su ognuna, coprire con un’altra fetta di pane e bagnare velocemente nel latte, strizzare facendo attenzione a non romperle, passare nella farina e infine nelle uova sbattute con un pizzico di sale, friggere in olio  ben caldo e salare poco dopo averli scolati su carta cucina. Servire la mozzarella in carrozza subito ben calda e filante. BUON APPETITO

CURIOSITA’

MOZZARELLA DI BUFALA

La Mozzarella di Bufala Campana è fonte di proteine ad elevato valore biologico, ha poco lattosio, fornisce un modesto apporto di calcio e fosforo ed ha un basso contenuto di sodio rispetto ad altri formaggi. «La Mozzarella di Bufala Campana è innanzitutto fonte di proteine ad elevato valore biologico, pari a 16, 5 g per 100 g di prodotto, a cui è associato anche un moderato apporto di grassi, 20 g. Il lattosio presente è molto basso, pari a 0,3%, contenuto che comunque non gli permette di affermare di essere lactose free. Fornisce poi un modesto apporto di calcio e fosforo oltre a vitamine sia idrosolubili come B1, B2, B6 e niacina che liposolubili come la vitamina E. Infine vanta di un basso contenuto di sodio rispetto alla mozzarella vaccina e ad altre tipologie di formaggio». La digeribilità della mozzarella, sia di bufala che vaccina, è strettamente legata al processo produttivo della stessa e alla qualità del latte utilizzato. Serve latte di alta qualità con un ottimo contenuto proteico e lipidico, che non subisca alterazioni dovute al lungo trasporto e che venga lavorato solo con fermenti lattici vivi: ecco il “segreto” per produrre una mozzarella digeribile

 

 

Tratto da: Italia a tavola

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INSALATA DI MARE CON LE VERDURINE

| Antipasti

L’insalata di mare con le verdurine, da servire come antipasto o come piatto unico servito con del pane.

INGREDIENTI PER L’INSALATA DI MARE CON LE VERDURINE

Per 4 pers.

Un polpo di circa 300 gr.

Una seppia di uguale peso del polpo

Mezzo chilo di cozze

300 gr. di gamberetti

Due bastoncini di surimi di granchio

Un vasetto di insalatina mista sotto aceto

50 gr. di olive nere snocciolate

Un ciuffo di prezzemolo

Olio evo

Un cucchiaio di aceto di mele

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Eviscerare e pulire il polpo e la seppia ( se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo ), lavarli e lessarli in acqua bollente non salata per 25 minuti. Scolarli e tagliarli a pezzetti. Far aprire le cozze in tegame con coperchio dopo averle lavate per bene. Sgusciare i gamberetti oppure usate quelli surgelati già sgusciati, lessarli per 3-4 minuti in acqua leggermente salata. scolarli e far raffreddare. Scolare e sciacquare sotto l’acqua corrente l’insalatina, Mettere tutti i pesci in una insalatiera con i surimi a striscioline, le olive e l’insalatina ben scolata. In una ciotolina emulsionare con una forchetta l’olio, l’aceto, sale e pepe. Versare sull’insalata di mare con le verdurine insieme al prezzemolo tritato, mescolare e lasciare insaporire almeno mezz’ora prima di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’
ACETO DI MELE

L’aceto di mele potrebbe sembrare, a prima vista, il solito “rimedio della nonna”: esso non solo è un condimento che rende gustosi moltissimi piatti, ma due cucchiai di questo “elisir” al giorno portano al nostro organismo potassio (regola il metabolismo e il ricambio cellulare), calcio (previene l’osteoporosi e mantiene in forma l’apparato scheletrico), ferro, magnesio, beta-carotene, le vitamine A, B1, B2, B6, C ed E, acido acetico, altri acidi di frutta e la pectina, fosforo, sodio, zolfo e altri microelementi; inoltre svolge un’azione fluidificante del sangue, favorisce la diuresi e il metabolismo bruciando i grassi ed eliminando le tossine, è un potente disintossicante e ansietà, cura l’acne e favorisce il ricambio 

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ORECCHIETTE CON CAVOLFIORE VERDE

| Primi

Le orecchiette con cavolfiore verde, un salutare e gustoso primo piatto mediterraneo.

INGREDIENTI PER LE ORECCHIETTE CON CAVOLFIORE VERDE

Per 4 pers.

Un cavolfiore verde di 1-1,2 Kg.

400 gr. di orecchiette fresche

Due spicchi di aglio

Olio evo

Sale

Pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e suddividere in cime il cavolfiore.

lavarlo e lessarlo al dente in acqua salata, a questo punto unire le orecchiette fresche e portare a cottura. Nel frattempo ridurre a crema gli spicchi di aglio e metterli in padella con 6 cucchiai di buon olio evo, far rosolare poco (non deve colorirsi). Scolare la pasta e il cavolfiore, versare in padella con l’aglio e un mestolino di acqua di cottura, far saltare e mantecare unendo pepe abbondante macinato fresco. Servire subito ben calde le orecchiette con cavolfiore verde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CAVOLFIORE

Il cavolfiore verde o cimone è parente del cavolfiore bianco, che però non essendo stato racchiuso all’interno delle foglie ha sviluppato la clorofilla. Tale clorofilla è importantissima per la produzione di emoglobina. Si coltiva da maggio fino a settembre. Si raccoglie dopo circa 90 giorni dal trapianto. Eccezionale qualità del fiore, compatto di un bellissimo colore verde. I cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, varietà Brassica oleracea. La parte edibile di queste piante è rappresentata dalle inflorescenze (dette anche rosette) ancora immature denominate pomo, cespo, capolino, corimbo. Le foglie esterne devono essere croccanti ed aderenti alla testa, che a sua volta deve essere grossa e priva di macchie scure. Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza del cavolfiore; la superficie del fiore leggermente annerita è indice di una cattiva e prolungata conservazione. Originario dell’Europa il cavolo è oggi una coltivazione diffusa in tutto il mondo. L’Italia (8% della produzione mondiale) è il quarto paese produttore al mondo, dopo la Cina (39%) l’India (13%) e la Francia (10%). Principalmente coltivato in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia, le zone di produzione tipiche italiane del cavolfiore verde sono nei comuni di Moncalieri come Santena, Nichelino, Trofarello e Macerata.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/cavolfiore-verde.html
Copyright © Alimentipedia.it

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COTOLETTA ARIGANATA ALLA SICILIANA

| Carni

Buonissima e gustosa la cotoletta ariganata alla siciliana, profumata di origano siciliano.

INGREDIENTI PER LA COTOLETTA ARIGANATA ALLA SICILIANA

Per 4 pers.

4 bistecche di vitello

Mezzo bicchiere di olio evo

150 gr. di pangrattato

Una manciata di origano di Pantelleria

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


In una ciotola versare il mezzo bicchiere di olio, con sale e pepe ed emulsionare. In un piatto mescolare il pangrattato con l’origano. Passare le fette di carne prima nell’olio e poi nel pangrattato. Potete, a scelta friggerle in olio o metterle in una teglia appena unta d’olio e infornare per 20 minuti a 190°. Servire la cotoletta ariganata alla siciliana con insalata di pomodori. BUON APPETITO

CURIOSITA’

ORIGANO

L’origano è una pianta è erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, genere Originum, cresce spontanea fino ad un’altitudine di 2000 metri circa; la parola origano trae la sua origine da due parole greche: “oros” il cui significato letterale è montagna e “ganos” che invece significa splendore. Deduciamo quindi che la parola origano può essere tradotta con “splendore della montagna”, pensando anche al decoro che questa pianta porta con i suoi fiori colorati all’aspetto delle zone montagnose. La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sottoforma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura. Le principali sostanze che compongono l’origano sono rappresentate da: grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua; tra i minerali presenti nell’origano troviamo il potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco. Le vitamine sono invece rappresentate dal Retinolo ( vitamina A), Riboflavina, Tiamina, Niacina e Acido folico( gruppo B); in quantità minori troviamo anche le vitamine C, D, E e K. Buona anche la presenza in percentuale degli aminoacidi e lipidi che vanno a completare la composizione dell’origano.

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