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Mese: Settembre 2017

SALSICCE CON PATATE AL VINO ROSSO

| Carni

Le salsicce con patate al vino rosso: un secondo di carne molto appetitoso, semplice da preparare e si cuoce in forno.

INGREDIENTI PER LE SALSICCE CON PATATE AL VINO ROSSO

Per 4 pers.

Otto salsicce da sugo

Un kg. di patate

Una grossa cipolla rossa

Un bicchiere di buon vino rosso

Un cucchiaio di concentrato di pomodoro

Salvia e rosmarino tritati

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una pirofila da forno, mettere le salsicce fresche, le patate sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti non troppo grandi, la cipolla tagliata a fettine, l’olio evo, poco sale, pepe, il rosmarino e la salvia tritati, il concentrato di pomodoro sciolto nel vino rosso. Mescolare bene e infornare a 180° per circa 40 minuti, se asciugasse troppo aggiungere ancora un poco di vino. Controllare la cottura e servire le salsicce con patate al vino rosso ben calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA SALVIA

Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute).
Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l’intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati. Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis. La salvia è un arbusto cespuglioso sempreverde che può raggiungere l’altezza massima di circa 80 cm; allo stato selvatico la si può trovare nella zona centromeridionale del nostro paese in cui, viste le sue ottime proprietà, è ormai coltivata in tutti gli orti. La salvia è originaria dell’Europa.La salvia contiene olio essenziale che è composto principalmente dal thujone, la restante parte è costituita da componenti minori quali: acetato di bornile, canfora, cineolo, bomeolo, salviolo, salvane. E’ nei periodi particolarmente caldi, quindi estivi, che la pianta di salvia produce la maggior quantità di olio essenziale. Oltre all’olio troviamo le vitamine B1 e C, flavonoidi ( noti per le loro proprietà antiossidanti), tannini, acido ossalico, mucillagini, saponine, resine ed enzimi. E’ considerata una panacea per una vasta tipologia di malanni e un antico proverbio recita più o meno così: ” chi ha la salvia nell’orto possiede salute nel corpo”. 

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CAZZILLI DI PATATE ALLA PALERMITANA

| Verdure

I cazzilli di patate alla palermitana fanno parte della buonissima rosticceria siciliana. Insieme alle panelle sono tra i cibi da strada più conosciuti.

INGREDIENTI PER I CAZZILLI ALLA PALERMITANA

Per 4 pers

Un kg. di patate farinose, (io uso quelle a buccia rossa)

Un uovo

Un cucchiaio di farina 00

Due cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiati

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Lavare e lessare le patate con la buccia in acqua salata (io uso quelle rosse più asciutte e farinose), pelarle e passarle allo schiacciapatate, aggiungere pecorino o il parmigiano grattugiati, lo spicchio di aglio tritatissimo, il prezzemolo tritato, la farina, sale, pepe e un uovo sbattuto, amalgamare bene.

Formare dei bastoncini lunghi 6-7 cm. e non più grossi di un dito. Infarinarli e

friggerli in abbondante olio. Farli scolare su carta da cucina e servire i cazzilli di patate alla palermitana caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I CAZZILLI PALERMITANI

I cazzili palermitani – Crocchette di patate fritte, famosissime nel capoluogo siciliano, sono di diritto tra i simboli culinari della città. Spesso vengono servite all’interno di panini insieme ad un altro prodotto tipico: le panelle. Se capitate a Palermo sappiate che c’è uno street food che per bontà è paragonabile alla bellezza del Duomo di Monreale, al Teatro Massimo o alla spiaggia di Mondello. Si tratta dei cazzili palermitani, anche conosciuti come crocchè. Tipico prodotto della rosticceria siciliana, hanno una storia antica e da sempre sono i protagonisti dei mercati cittadini, all’interno delle friggitorie o venduti nei rioni dagli ambulanti. Queste crocchette di patate, che prendono il nome dalla loro tradizionale forma allungata, nascono dalla combinazione di pochi ingredienti in grado, però, di deliziare anche il più goloso dei palati. I cazzilli e le panelle sono state rese famose dai panellari che per molti anni hanno venduto queste specialità in giro per la città su dei carretti equipaggiati di tutto punto.

 

 

Tratto da la cucina italiana

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CARPACCIO DI BRESAOLA-PIATTO FREDDO

| Antipasti

Il carpaccio di bresaola-piatto freddo, può essere una soluzione quando non si a voglia di stare dietro ai fornelli. Veloce e semplice da preparare, portando a tavola molto gusto.

INGREDIENTI PER IL CARPACCIO DI BRESAOLA-PIATTO FREDDO

Per 4 pers.

200 gr. di bresaola

100 gr. di parmigiano in un sol pezzo

Due limoni

50 ml. di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Disporre le fettine di bresaola ben distribuite in un piatto di portata. Coprirle con il parmigiano tagliato a lamelle sottili. In una ciotola sbattere con una frusta: l’olio, il succo dei limoni, un pizzico di sale, pepe abbondante fino a ottenere una cremina.  Irrorare con questa salsina la bresaola. Tenere in frigo il carpaccio di bresaola-piatto freddo in frigo fino al momento i servirlo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA BRESAOLA

La bresaola è un tipico e apprezzato salume Valtellinese, ottenuto salando, essiccando e stagionando un filetto di bue o di manzo. L’etimologia della parola è di origine incerta e potrebbe derivare dai termini dialettali “brasa” (brace) o “brisa” (riferito alla tecnica di salagione). La bresaola si distingue dagli altri salumi per il suo particolare sapore, poco sapido, dolce e delicato allo stesso tempo. E’ di forma cilindrica e colore rosso intenso, uniforme e un po’ più scuro ai bordi. Il profumo è leggermente aromatico, mai acido; al tatto, la carne deve risultare compatta ed elastica, assolutamente priva di fenditure. L’aroma inconfondibile di questo prodotto tipico è il risultato di un metodo di conservazione antichissimo, che sfrutta al meglio le condizioni ambientali tipiche della provincia di Sondrio.
La bresaola viene prodotta a partire dalle masse muscolari della coscia bovina; i tagli principali utilizzati sono: Fesa o punta d’Anca (il più pregiato).  Sottofesa.  Magatello. Sottosso. La bresaola affettata dal salumiere andrebbe consumata entro un paio di giorni; quella confezionata o sfusa va invece conservata in frigorifero coprendo la parte tagliata con pellicola trasparente.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/bresaola.html

 

 

 

 

 

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MACCHERONI CON CREMA DI PESTO ALLA TRAPANESE

| Primi

Eccellenti i maccheroni con crema di pesto alla trapanese. piatto povero di una volta preparato al mortaio con pochi ingredienti, ora arricchito con la frutta secca.

INGREDIENTI PER I MACCHERONI CON PESTO ALLA TRAPANESE

Per 4 pers.

500 gr. di maccheroni freschi

Tre spicchi di aglio

Una grossa manciata di foglie di basilico

50 gr. di pistacchi sgusciati

50 gr. di mandorle sgusciate e pelate

Due grossi pomodori maturi

Un cucchiaio di pecorino

Un cucchiaio di parmigiano

Sale

Olio evo abbondante

Pecorino e parmigiano per completare

PROCEDIMENTO

Nel frullatore mettere: gli spicchi di aglio, le foglie di basilico, i pistacchi, le mandorle pelate, i pomodori maturi spellati e a pezzi, sale, il cucchiaio di pecorino e il cucchiaio di parmigiano. Azionare il frullatore  aggiungendo a filo olio e.v.o. fino a ottenere una crema densa. Cuocere la pasta fresca e condirla. Servire i maccheroni con crema di pesto alla trapanese accompagnandoli con parmigiano e pecorino, ognuno se ne servirà a proprio piacere. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESTO ALLA TRAPANESE

Il “Pesto alla trapanese” ha avuto ed ha una posizione di centralità gastronomica ed economica essenziale. I suoi componenti sono: aglio di Nubia (Paceco), pomodoro pizzutello di Paceco, olio dop delle Valli Trapanesi, sale Igp di Trapani e Paceco, mandorle ericine, basilico e pecorino dop, pasta di grano duro (busiate o iolanda) che insieme al melone e al vino, alimentano il sistema produttivo del territorio rurale elimo. Il pesto alla trapanese, così come il Cuscus, sono piccoli scrigni dove si mescolano tradizione, storia personale e sapienza “materiale” e che spesso è il risultato di un’evoluzione secolare che racchiude cultura, economia, arte e paesaggio che insieme determinano l’identità del territorio trapanese. Piatto di terra e di mare. Piatto storico, buono per contadini e marinai; piatto che ha parenti sparsi in tutto il mondo: si pensi all’agliata, quella salsa medievale, che attraverso la cultura e le virtù dell’aglio, alimento ambivalente, un po’ condimento e un po’ medicamento, ha diffuso la prelibatezza del pesto.

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