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Mese: Settembre 2017

FARFALLE AI TRE CONDIMENTI

| Primi

Veramente deliziose queste farfalle ai tre condimenti, porterete a tavola una vera bontà. sarà molto gradita

INGREDIENTI PER LE FARFALLE AI TRE CONDIMENTI

Per 4 pers.

200 gr. di ragù alla bolognese

400 gr. di pasta farfalle

100 gr. di pancetta coppata a fettine

200 gr. di piselli

200 ml. di panna da cucina

Una noce di burro

4 cucchiaiate di parmigiano o grana grattugiati

Mezza cipolla

Tre cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Preparare il ragù alla bolognese.

Mentre cuoce, in olio rosolare la cipolla tritata, aggiungere la pancetta tagliuzzata, lasciare insaporire un paio di minuti e unire i piselli, bagnare con qualche cucchiaio di acqua calda, aggiustare di sale, pepare e portare a cottura.

Mentre cuoce la pasta fare scaldare in un pentolino la panna, il burro e il parmigiano. scolare le farfalle e condirle mescolandole per primo con la panna, poi con il ragù e per ultimi i piselli. Servire le farfalle ai tre condimenti subito ben calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PISELLI

I piselli sono coltivati in tutto il mondo ed in particolar modo nei paesi asiatici; le varietà più conosciute sono: piselli nani (Telefono nano, Meraviglia d’Italia, Gloria di Quimper), piselli mezza rama (Lincoln, Rondo), piselli rampicanti (Telefono, San Cristoforo, Serpetta Verde, Lavagna) e i piselli mangiatutto ( Gigante svizzero).
La raccolta per consumo fresco, a seconda della varietà, avviene da aprile/maggio fino alla fine di giugno.
I piselli sono costituti dal 78% da acqua, 5,50% da zuccheri, 5% da fibre, proteine, carboidrati e, in piccolissima percentuale, da ceneri; i minerali sono invece calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, magnesio, zinco, selenio, rame e manganese.
Buona la presenza di vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, E, K e J; questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, serina, tirosina, treonina, triptofano e valina.

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ARANCINE SICILIANE DI RISO AL RAGÙ

| Dolci, Riso

Le arancine siciliane di riso al ragù una leccornia siciliana, molto apprezzata nel mondo e per la quale val la pena spendere un po’ di tempo in più in cucina. Il risultato ripagherà la fatica.

INGREDIENTI PER LE ARANCINE SICILIANE DI RISO AL RAGÙ

Per circa 20 arancine

Un kg. di riso originario

Brodo di dado

Una bustina di zafferano

60 gr. di burro

80 gr. di parmigiano o grana grattugiati

400 gr. di ragù alla bolognese

200 gr. di piselli

150 gr. di mozzarella

4-5 uova

Farina 00 per infarinare

500 gr. di pangrattato

Sale

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Fare lessare in brodo di dado il riso originario al dente, ( assolutamente no, il riso che non scuoce ) aggiungere nel brodo la bustina di zafferano, aggiustare di sale. Scolarlo bene e condirlo subito con il burro e il parmigiano o grana, fare raffreddare completamente, ( l’ideale è cuocerlo la sera prima) e tenerlo in frigo.

 

Preparare un ragù alla bolognese molto asciutto con l’aggiunta dei piselli. Far raffreddare per tutta la notte anche il ragù in frigo

Al momento della preparazione sbattere le uova con un pizzico di sale, ungersi le mani con olio faciliterà l’operazione per non fare attaccare il riso alle mani. Prendere una quantità di riso, quanto una piccola arancia (circa 50 gr.), allargarla al centro e mettervi un poco di ragù e un dadino di mozzarella.

Chiudere a palla, passarle nella farina, nelle uova sbattute e infine nel pangrattato. Quando saranno tutte pronte,

friggerle in un tegame alto con abbondante olio, le arancine devono rimanere sommerse nell’olio, quando saranno ben dorate, farle scolare su carta cucina. Servire le arancine siciliane di riso al ragù,  calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

ARANCINE

L’arancina sembra essere stato importata dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L’invenzione della panatura nella tradizione viene spesso fatto risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l’arancina si sia caratterizzata come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.

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PLUMCAKE AL PROSCIUTTO E FORMAGGIO

| Torte salate

Molto morbido e gustoso il plumcake al prosciutto e formaggio, per una cena o un buffet.

INGREDIENTI PER IL PLUMCAKE AL PROSCIUTTO E FORMAGGIO

Due uova

140 ml. di latte

160 gr. di farina00

Tre cucchiai di grana grattugiato

90 ml. di olio di semi di mais

Mezzo cubetto di lievito di birra

Un cucchiaino raso di sale

Pepe a piacere

150 gr. di prosciutto cotto a fette

150 gr. di emmental

PROCEDIMENTO

In una ciotola sbattere con le fruste elettriche le uova, unire il latte tiepido con il lievito sciolto dentro, il sale, il pepe, l’olio, il grana. Sempre sbattendo unire la farina setacciata fino a composto liscio. Coprire con uno strofinaccio e far lievitare nel forno spento con la sola luce accesa per un’ora e mezza. Nel frattempo tagliuzzare il prosciutto e tagliare a dadini l’emmental. Estrarre l’impasto dal forno e portarlo  a temperatura di 180°. Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake. Mescolare il prosciutto e il formaggio all’impasto e versare il tutto nello stampo. Infornare per 35 minuti, fare la prova stecchino. Lasciare riposare il plumcake al prosciutto e formaggio almeno 15 minuti e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LIEVITO DI BIRRA

Il lievito di birra si ottiene attraverso la selezione di microrganismi viventi, i Saccharomyces Cerevisiae, funghi microscopici unicellulari che vengono coltivati e fatti fermentare in appositi fermentatoi, dove si moltiplicano moltissime volte. Si chiama “di birra” perché è un residuo della fermentazione della birra, ma si può trovare anche altrove, per esempio sulla buccia di alcuni frutti. Il lievito di birra contiene molte proteine ad alto valore biologico e tutte le vitamine del gruppo B. È inoltre ricco di minerali, tra cui magnesiofosforopotassioferrocalcio e selenio; ha quindi un’azione rimineralizzante e aiuta a combattere l’astenia.
Ha potere disintossicante nei confronti del fegato ed è alleato di tutto l’apparato tegumentario, cioè di capelli, pelle, ciglia, unghie. Aiuta a combattere alcuni inestetismi cutanei, in particolare l’acne e le dermatiti. È utile al sistema cardiovascolare e metabolico perché contribuisce a tenere pulite le arterie e facilita l’azione dell’insulina. Aiuta a ripristinare la flora batterica intestinale.

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PASTA CON LE SARDE AL FORNO

| Primi

La buonissima pasta con le sarde al forno trapanese si differenzia da quella palermitana per la presenza di pomodoro.
INGREDIENTI PER LA PASTA CON LE SARDE AL FORNO
Per 4 pers.
400 gr. di bucatini
Un kg. di sarde freschissime
Due mazzetti di finocchio selvatico
Una cipolla
4 acciughe sotto sale
Un cucchiaio di pinoli
Un cucchiaio colmo di uva passa
5 cucchiai di concentrato di pomodoro
Sale e pepe
Tre cucchiai di pecorino grattugiato
Olio evo
Pangrattato per la teglia
PROCEDIMENTO
Per prima cosa, pulire le sarde sarde, squamarle, spinarle (se non lo sapete fare, fatelo fare al pescivendolo), lavarle e asciugarle. Pulire e lessare i due mazzetti di finocchietto selvatico, scolarlo, ma tenere l’acqua. In un tegame rosolare la cipolla tritata, unire le acciughe dissalate tagliuzzate, il cucchiaio di pinoli, il cucchiaio di uvetta, le sarde fresche, il finocchietto bollito e tagliuzzato, far insaporire il tutto qualche minuto, poi unire i 5 cucchiai di concentrato di pomodoro e 4 mestoli di acqua di cottura del finocchietto. Salare, pepare e cuocere una mezz’oretta. Lessare al dente i bucatini nell’acqua di cottura del finocchietto, condirli con metà del condimento, imburrare e cospargere con pangrattato una pirofila, versarvi metà pasta, cospargere con  metà sugo, poi la rimanente pasta, il restante sugo e finire con una spolverata di pangrattato e formaggio grattugiato.
Irrorare con un filo di olio e infornare a 180° per 25-30 minuti. Far riposare la pasta con le sarde al forno 15 minuti e servire. BUON APPETITO 
CURIOSITA’
PASTA A MILANISA
La milanisa, nel trapanese, non è altro che la famosa pasta con le sarde. Nonostante il nome, che non ha nulla a che fare con i milanesi. Diverse e discordanti le sue origini. Alcune versioni dicono, che son stati i normanni (lombardi) a portare nell’entroterra siciliana il pesce salato, ingrediente principale di questo piatto. (sarde, acciughe) da qui: “milanisa”. La seconda versione, viene attribuita agli emigranti che si trasferirono al nord, dove reperire il pesce fresco, non era così facile e lo sostituirono con le sarde salate. La terza versione è attribuita al melano delle seppie, che sembra una volta, venisse aggiunto al condimento. Io posso solo dire: che è ultra buona, qualunque siano le origini del nome. Vanto della cucina siciliana.
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CROCCHETTE DI BROCCOLETTI

| Verdure

Ottime le crocchette di broccoletti, molto gustose e sfiziose. semplici da preparare. 

INGREDIENTI PER LE CROCCHETTE DI BROCCOLETTI

Per 4 pers.

500 gr. di broccoletti già puliti

Besciamella soda preparata con 250 ml. di latte, 30 gr. di farina 00 e 30 gr. di burro

Un tuorlo

80 gr. di parmigiano

Un cucchiaio di farina

Un ciuffo di prezzemolo tritato

Uno spicchio di aglio

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO


Lessare i broccoletti dopo averli lavati, scolarli e tagliarli a pezzetti. Intanto preparare una besciamella soda diluendo nel latte la farina senza far grumi, per sicurezza farla passare in un setaccio. versare in un pentolino, salare poco, aggiungere il burro e cuocere sempre mescolando fino ad addensamento (non vanno bene le besciamelle già pronte perchè troppo liquide), quando sarà pronta unirvi il tuorlo, pepe a piacere e il parmigiano, mescolare e aggiungere i broccoletti, il cucchiaio di farina, il prezzemolo tritato e lo spicchio di aglio tritatissimo, mescolare bene

e stendere in una pirofila. Far riposare 3 ore. Passato questo tempo friggere a cucchiaiate in olio abbondante.

Servire  le crocchette di broccoletti ben calde o tiepide.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

I BROCCOLETTI

I broccoli son ortaggi ricchi di sali minerali come, specialmente calcio, ferro, fosforo, e potassio. Contengono anche vitamina C (indispensabile per prevenire diverse patologieche vanno, dalle malattie cardiache all’osteoporosi), vitamina B1 e B2, fibra alimentare (per questo sono indicati in caso di stitichezza) e sulforafano, una sostanza  che previene la crescita di cellule cancerogene, impedisce anche il processo di divisione cellulare con conseguente apoptosi (morte della cellula) ed esplica un’azione protettiva contro i tumori intestinali, polmonari e del seno. I broccoli combattono la ritenzione idrica aiutando l’organismo a disintossicarsi e ad eliminare le scorie. Si tratta di alimenti preziosi, dalle virtù curative straordinarie, compresa quella di ridurre il rischio di cataratta e proteggere dall’ictus.

 

Tratto da: cure-naturali.it

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UOVA STRAPAZZATE AGLI SPINACI

| Uova

Le uova strapazzate agli spinaci, buone, semplici da preparare e piacciono anche ai più piccini

INGREDIENTI PER LE UOVA STRAPAZZATE AGLI SPINACI

Per 4 pers.

500 gr. di spinaci già puliti

5 uova

4 cucchiai di panna da cucina

4 cucchiaiate di parmigiano grattugiato

40 gr. di burro

 Sale e pepe 

PROCEDIMENTO


Lessare gli spinaci con la sola acqua grondante del lavaggio, salare poco e cuocere 4-5 minuti. Scolarli, lasciarli intiepidire e strizzarli. Fare sciogliere in una padella antiaderente il burro,  farvi insaporire gli spinaci tagliuzzati, pepare e aggiustare di sale. Sbattere le uova con poco sale, la panna e il parmigiano, versare sugli spinaci e mescolare fino a cottura delle uova. Servire le uova strapazzate agli spinaci calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista. Gli spinaci occupano una posizione rilevante nella classifica degli alimenti con proprietà utili all’organismo umano; una scoperta molto recente attesta che gli spinaci hanno proprietà molto utili alla vista. La luteina, contenuta in buona quantità nelle foglie di spinaci, ha la capacità di penetrare nel sangue e di depositarsi negli occhi, in particolare nella retina, apportando così ottimi benefici alla vista.

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PARMIGIANA DI ZUCCHINE IN PADELLA SENZA FRITTURA

| Verdure

La parmigiana di zucchine in padella senza frittura per renderla meno pesante. Buonissima, non ha niente da invidiare alla sua parente classica.

INGREDIENTI PER LA PARMIGIANA DI ZUCCHINE IN PADELLA SENZA FRITTURA

Tre zucchine medie

400 gr. di salsa di pomodoro fresca al basilico

150 gr. di mozzarella

Un uovo

80 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare, asciugare e tagliare a rondelle le zucchine, disporle in un solo strato sulla placca del forno foderata con carta forno leggermente oleata, salare poco e spennellare con olio. Infornare a 190° per 20 minuti, a metà cottura rigirarle. In una padella con un filo di olio e un mestolino di salsa disporre un primo strato con metà zucchine. Distribuirvi metà mozzarella a dadini, coprire con metà salsa rimasta e metà parmigiano, Ripetere con l’altra metà degli ingredienti rimasti. In una ciotolina, sbattere con una forchetta l’uovo con un pizzico di sale e pepe. Farlo cadere a filo distribuendolo sulla preparazione, cuocendo formerà una sorta di cremina. Coprire con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco medio basso per 10-15 minuti. La parmigiana di zucchine in padella senza frittura si può servire calda, tiepida o a temperatura ambiente. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo.
Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina.

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MILINCIANI FRITTE ( MELANZANE )

| Verdure

I milinciani fritte ( melanzane ) per noi trapanesi il top dei top per accompagnare la pasta con il pesto trapanese o la pasta al pomodoro fresco.


INGREDIENTI PER I MILINCIANI FRITTE ( MELANZANE 

Per 4 pers.

Due melanzane violette

Sale

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Lavare le melanzane ( le violette, più dolci e tenere ) e tagliarle a fette. metterle  ammollo in una capiente ciotola con acqua fredda salata leggermente un poco di più del normale, per mezz’ora, coprire con un piatto e un peso sopra per farle rimanere sommerse. Poi asciugarle ben bene su un telo da cucina e friggerle in olio abbondante ( non c’è bisogno di salarle). Le vostre milinciani fritte ( melanzane ) son pronte da mangiare. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio.
La melanzana è un ortaggio tipicamente estivo, infatti, al di sotto dei 12°, la pianta smette di crescere; è un ortaggio che non può essere consumato crudo, in quanto, oltre ad avere un gusto non proprio gradevole, contiene una sostanza tossica il cui nome è solanina.
Molte sono le varietà esistenti di questo ortaggio, che, oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga.
La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri.
Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio.
Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo.

 

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FOCACCIA PUGLIESE AI POMODORINI

| pizze

La focaccia pugliese ai pomodorini, soffice e buonissima, per una cena, uno spuntino oppure a colazione.

INGREDIENTI PER LA FOCACCIA PUGLIESE AI POMODORINI

500 gr. di farina 0

Due patate piccole o una media

Un cubetto di lievito di birra

Un cucchiaino di sale

Un cucchiaino di zucchero

Un cucchiaio di olio evo

Una ventina di pomodorini

Origano

Sale

Olio

PROCEDIMENTO

Io ho impastato nella planetaria,ma si può fare anche a mano. Lessare le patate, pelarle e passarle allo schiaccia patate. Mettere la farina nella ciotola della planetaria, aggiungere le patate, il cucchiaio di olio, lo zucchero, sciogliere il lievito in circa 250 ml. di acqua tiepida, e iniziare a impastare unendo a poco a poco l’acqua con il lievito, dopo cinque minuti aggiungere il sale. Impastare per altri dieci minuti, far lievitare in forno spento con la luce accesa per un’ora. Passato questo tempo stenderla sulla placca del forno foderata con carta forno e lasciarle lievitare un’altra ora.

Lavare, asciugare e tagliare a metà i pomodorini e metterli in un scolapasta. Portare il forno a una temperatura di 190°-200° (dipende dal forno). Suddividere i pomodorini sulla focaccia con la parte tagliata in giù, cospargere con origano, sale e olio.

Infornare per circa mezz’ora o comunque fino a doratura dei bordi. Lasciare riposare la focaccia ai pomodorini dieci minuti fuori dal forno

e servire.

BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

La FOCACCIA

Le origini della focaccia sono molto antiche; già fenici, cartaginesi e greci utilizzando farine di orzo, di segale e di miglio ne cuocevano al fuoco ; e dal latino focus deriva l’etimologia di focaccia. Nell’antica Roma le focacce venivano offerte agli dei ed in epoca rinascimentale consumate insieme al vino nei banchetti di nozze. Come il pane, ma più ricca per via dei grassi, olio o strutto, utilizzato per l’impasto o per il condimento, in Italia è da sempre particolarmente diffusa.

tratto da: storia della focaccia

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SPAGHETTI ALLA CARBONARA DI WURSTEL

| Primi

Gli spaghetti alla carbonara di wurstel un’alternativa alla classica ricetta. Sarà una golosità anche per i più piccini.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI ALLA CARBONARA DI WURSTEL

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

200 gr. ( 8 )  wurstel

Tre uova

50 gr. di parmigiano o grana grattugiati

Tre cucchiai di olio evo

Una noce di burro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Immergere per un paio di minuti in acqua bollente i wurstel, scolarli e tagliarli a rondelle. Mentre si lessano gli spaghetti,  in una ciotola sbattere le uova con il grana o il parmigiano, sale e abbondante pepe a piacere. In una capiente padella far rosolare per un paio di minuti i wurstel con il burro e olio, unirvi la pasta scolata, far insaporire alcuni secondi, togliere dal fuoco, amalgamarvi le uova per una carbonara cremosa.. Se piacciono rapprese, rimettere un attimino sul fuoco. Servire subito gli spaghetti alla carbonara di wurstel. BUON APPETITO

CURIOSITA’
I WURSTEL

Il würstel , che è il diminutivo della parola tedesca Wurst, “insaccato”, è chiamato  erroneamente in Italia anche salsiccia, è una specie di insaccato preparato con carni tritate bovine e suine, tipico della Germania e dell’Austriae, in Italia, del Trentino e dell’Alto Adige.

Da alcuni anni sono commercializzati anche würstel prodotti con carne di pollo e di tacchino, pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino e molto apprezzati dal mercato mediorientale (o dagli immigrati musulmani all’estero).
L’aspetto è molto simile, la sostanza è diversa sotto diversi aspetti: rispetto al salame o al prosciutto crudo i wurstel hanno una percentuale di acqua maggiore (+58%), e la carne che contengono viene prima lavorata e poi affumicata. Inoltre, non vengono fatti stagionare in ambienti freschi e devono essere conservato in frigo. Cento grammi di wurstel  infatti contengono circa 270 calorie e 23,3 grammi di grassi, mentre la stessa quantità di prosciutto crudo apporta 224 calorie e 13 grammi di grassi.

Tratto da staibene.it

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