Crea sito

Mese: Settembre 2017

TRIPPA ALLA PARMIGIANA

| Carni

La trippa alla parmigiana, un piatto povero della tradizione italiana, molto gustoso.

INGREDIENTI PER LA TRIPPA ALLA PARMIGIANA

Per 4 pers.

600 gr. di trippa già bollita

Una carota

Una costola di sedano

Un ciuffo di prezzemolo

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di passata di pomodoro

Una noce di burro

Due cucchiai di olio evo

Un litro di brodo anche di dado

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Fare un trito con la carota, la costola di sedano, il ciuffo di prezzemolo, la cipolla e lo spicchio di aglio. Far rosolare piano con il burro e l’olio evo.

Asciugare e tagliare a listarelle la trippa.

Far rosolare nel soffritto. Bagnare e far evaporare il vino bianco.

Aggiungere la passata di pomodoro e bagnare con il brodo caldo. Cuocere per 1 ora e ½, aggiustare di sale e pepe. Spolverizzare con il parmigiano, amalgamare, spegnere e servire la trippa alla parmigiana ben calda. BUON APPETITO

CURIOSITA’

TRIPPA

La trippa è un alimento di origine animale; fa parte del quinto quarto della bestia macellata ed in particolare rientra nel gruppo delle frattaglie. La trippa è costituita dallo stomaco (o da uno degli stomaci) dei bovini o dei suini, anche se la materia prima più utilizzata è il rumine di manzo, ovvero il primo dei quattro stomaci dell’animale. A dire il vero, la porzione commestibile dell’apparato digerente bovino è costituita anche dalle altre tre sacche gastriche (reticolo, omaso, abomaso) ma, come spesso accade, ogni preparazione assume un nome differente; ad esempio, l’abomaso cotto è definito lampredotto e non trippa (che, come anticipato, indica il rumine). Contrariamente a quanto molti possano credere, la trippa NON è un alimento grasso; certo, non costituisce mai ricette di semplice e rapida digestione, ma ciò non deriva dalla quota lipidica complessiva, bensì dalla composizione e dalla struttura dei tessuti proteici (oltre che dagli ingredienti supplementari).

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/trippa.html

Commenti disabilitati su TRIPPA ALLA PARMIGIANA

MELANZANE A BECCAFICO ALL’ENNESE

| Verdure

 Le melanzane a beccafico all’ennese, una ricetta del centro Sicilia, per la precisione da Enna. Molto semplice da preparare ma di grande bontà.

INGREDIENTI PER LE MELANZANE A BECCAFICO ALL’ENNESE

Per 4 pers.

Due melanzane violette

200 gr. di tuma o pecorino fresco non salato

Sei acciughe salate

4 uova

Farina per infarinare

Sale e pepe

Olio per friggere meglio se i oliva.

PROCEDIMENTO


Lavare le melanzane, affettarle sottili, cospargerle di sale e lasciarle in un colapasta per  mezz’ora. Quando avranno perso il liquido di vegetazione, sciacquarle e asciugarle. mettere su metà delle fette una fettina di formaggio fresco e un pezzetti di acciuga, diliscata e dissalata. Coprire con un’altra fetta di melanzana, premere leggermente, infarinare

e passare nelle uova sbattute con poco sale e pepe. Sgocciolare bene le melanzane e friggerle in abbondante olio caldo. Appena saranno dorate da entrambe le parti, scolarle e adagiarle su carta assorbente a perdere l’unto in eccesso. Servire le melanzane a beccafico all’ennese ben calde. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

FORMAGGIO TUMA FRESCA

Per tuma, s’intende un determinato grado di stagionatura del formaggio pecorino, anche se il termine viene spesso sostantivato, a indicare un formaggio a sé. Comunemente, col termine tuma, o Toma, si indica un formaggio fresco che può essere prodotto con latte ovino, vaccino, o con una mistura di essi. La tuma è formaggio tipico siciliano; viene prodotto dalla cagliata senza alcuna aggiunta di sale. La mancanza di sale ne impedisce la conservazione e la tuma deve essere consumata entro una, massimo due, settimane dalla sua produzione.
Alcuni formaggi tuma vengono prodotti anche con latte vaccino. In origine la tuma era invece esclusivamente prodotta con latte ovino. La tuma è solo una delle fasi di produzione e stagionatura del pecorino.
Il pecorino, infatti, può essere consumato in tre diversi gradi di stagionatura:
La Tuma è molto diffusa in Sicilia, particolarmente nelle province interne.
La Tuma sicula formaggio diffuso in tutte le province siciliane
Il Tumazzu di vacca formaggio siciliano incluso nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Mipaaf

Commenti disabilitati su MELANZANE A BECCAFICO ALL’ENNESE

PASTICCINI DI MANDORLA

| Dolci

Golosi pasticcini di mandorla, ricetta siciliana. Semplici da preparare e veloci da mangiare.

INGREDIENTI PER I PASTICCINI DI MANDORLA

500 gr. di farina di mandorle

250 gr. di zucchero

50 gr. di miele

100 gr. di marmellata di arance ( mi raccomando solo marmellata e non confettura o gelatina)

Tre gocce di essenza di mandorle amare

Una bustina di vanillina

100 gr. di albume di uovo

PROCEDIMENTO

Mescolare la farina di mandorle con lo zucchero semolato, la marmellata, il miele, l’essenza di mandorle amare, la vanillina e infine l’albume appena sbattuto con una forchetta ( non a neve). Mescolare bene, riporre in una ciotola, coprire con pellicola e far riposare in frigo tutta la notte. Foderare la placca del forno con carta forno. Mettere l’impasto in una sac-a-poche con bocchetta a stella e con questa dar la forma ai pasticcini. Decorare con ciliegine candite e mandorle intere. Infornare a 175° per 15 minuti. circa, non appena diventano leggermente dorati, sfornare. Far raffreddare. I vostri pasticcini di mandorla son pronti.

CURIOSITA’

LE MANDORLE

La mandorla è il seme commestibile del mandorlo, una pianta appartenente alla stessa famiglia del pesco, le rosacee: è alta circa dieci metri ed i suoi semi, le mandorle appunto, sono racchiusi in un guscio legnoso a sua volta contenuto in un nocciolo.
Generalmente le mandorle vengono consumate secche durante tutto l’anno e si trovano fresche solamente in primavera.
Fino all’inizio del secolo scorso Agrigento rappresentava il primo produttore al mondo di mandorle e nella sua provincia ne venivano coltivate più di 700 specie; purtroppo ad oggi le cose sono cambiate e sono drasticamente diminuite le zone di coltivazione e anche numerose varietà di mandorle sono andate scomparendo. Le mandorle sono un alimento molto ricco di proteine, digeribile e molto energetico; nella sua composizione troviamo vitamine del gruppo B, vitamina E, grassi insaturi, magnesio, ferro, potassio, rame e fosforo.

Commenti disabilitati su PASTICCINI DI MANDORLA

BABBALUCI (LUMACHINE) ALLA PALERMITANA

| Lumache

I babbaluci (lumachine) alla palermitana, un piatto saporitissimo di cibo povero. Piatto famosissimo che si cucina per tradizione il giorno del festino  di Santa Rosalia patrona della città.

INGREDIENTI PER I BABBALUCI (LUMACHINE) ALLA PALERMITANA

Per 4 pers.

Un chilo di babbaluci

4 spicchi di aglio

Un bel ciuffo di prezzemolo

Olio evo

Pepe

Sale

Una manciata di semolino

PROCEDIMENTO

Mettere in un colapasta le lumachine, cospargerle con semolino, e lasciarle spurgare 48 ore con un coperchio sennò fuggono e ve le ritrovate per tutta casa. Lavare bene le lumachine, metterle in una casseruola con acqua fredda, coprire con coperchio e farle andare a fuoco bassissimo ( in questo modo loro usciranno dal guscio). Portare a bollore, cuocere 10 minuti. Scolarle, risciacquarle e metterle in acqua pulita e salata, far cuocere altri 30 minuti. Scolare. In una larga padella: far soffriggere in mezzo bicchiere di olio: l’aglio tritatissimo, versarvi le lumachine, dopo 5 minuti aggiungere il prezzemolo tritato e pepe abbondante, cuocere altri 5 minuti mescolando. Ora potete servire i vostri babbaluci (lumachine) alla palermitana. Buon Appetito

CURIOSITA’

LUMACHINE


Uno dei proverbi siciliani sulle lumache recita: “babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai saziari” (lumache da mangiare e donne da baciare non saziano mai!).
L’origine della parola babbaluci deriva dall’arabo babush (lumaca) per la somiglianza dell’involucro delle lumache alla scarpe orientali che hanno la punta rivolta verso l’alto.
Le lumache da terra commestibili apportano un valore energetico molto basso e, se lessate (senza l’aggiunta di grassi da condimento), potrebbero rientrare tranquillamente nella dieta ipocalorica contro il 
sovrappeso. Le chiocciole sono gasteropodi dalle carni ricche di proteine ad alto valore biologico ed estremamente magre, anche se non sono disponibili dettagli sul contenuto in colesterolo e sulla ripartizione degli acidi grassi in esse contenuti. la bava di lumaca viene ampiamente sfruttata come ingrediente cosmetico antiage, mentre nella medicina popolare l’ingestione di lumache vive è descritta come un eccellente rimedio contro gastriti ed ulcere gastriche.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/lumache-chiocciole.html

 

Commenti disabilitati su BABBALUCI (LUMACHINE) ALLA PALERMITANA

REGINETTE CON MELANZANE E MOZZARELLA

| Primi

 

Le reginette con melanzane e mozzarella, piatto semplice ma da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI PER LE REGINETTE CON MELANZANE E MOZZARELLA

Per 4 pers.

400 gr. di pasta reginette

500 gr. di sugo fresco di pomodoro ( essenziale per la bontà del piatto )

Una grande melanzana violetta ( più dolce rispetto alle nere )

200 gr. mozzarella di bufala

Parmigiano grattugiato per accompagnare

Olio per friggere

Sale

PROCEDIMENTO

Preparare la salsa di pomodoro fresco, per vedere la ricetta cliccate qui: http://bit.ly/2vRLWOa

Friggere a dadi la melanzana in olio abbondante, salare poco e far scolare l’unto su carta cucina. Tagliare a pezzetti la mozzarella. Lessare la pasta, scolarla e condirla con il sugo e le melanzane. Suddividere la pasta nei piatti, distribuirvi la mozzarella e servire le reginette con melanzane e mozzarella accompagnate da parmigiano. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LE MELANZANE

La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell’India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio.
La melanzana è un ortaggio tipicamente estivo, infatti, al di sotto dei 12°, la pianta smette di crescere; è un ortaggio che non può essere consumato crudo, in quanto, oltre ad avere un gusto non proprio gradevole, contiene una sostanza tossica il cui nome è solanina.
Molte sono le varietà esistenti di questo ortaggio, che, oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga. La melanzana è composta per il 92% da acqua, per il 3% da fibre alimentari, 1% proteine, carboidrati, ceneri e zuccheri.
Tra i minerali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio.
Sul versante delle vitamine annoveriamo: vitamina A, quasi tutte le vitamine del gruppo B ( B1, B2, B3, B5, B6 ), vitamina C, vitamina K, vitamina J e in quantità molto ridotta la vitamina E o Alpha-tocoferolo.

Commenti disabilitati su REGINETTE CON MELANZANE E MOZZARELLA

SOFFICI E MORBIDI PANINI ALLA ZUCCA

| pane

Dei  gustosi  e soffici e morbidi panini alla zucca, semplici da preparare e da portare a tavola.

INGREDIENTI PER I SOFFICI E MORBIDI PANINI ALLA ZUCCA 

Per circa 10 panini

500 gr. di farina 0

200 gr. di zucca gialla già pulita

1/2 cucchiaio scarso di zucchero

Un cubetto di lievito di birra

150 ml. di acqua tiepida

Due cucchiaini rasi di sale

Due cucchiai di olio evo

PROCEDIMENTO

Io li ho impastati nella planetaria ma si può fare benissimo anche manualmente. Per prima cosa cuocere a vapore la zucca. Sciogliere il lievito di birra nell’acqua tiepida insieme allo zucchero. Versare la farina nella ciotola della planetaria e  con il gancio a spirale iniziare a impastare unendo l’acqua con il lievito, l’olio e man mano la zucca passata al passaverdura, dopo 5 minuti aggiungere il sale, continuare a impastare e quando si sarà ottenuto un’impasto omogeneo coprire e lasciare lievitare un’ora. Poi riprendere, formare i panini di circa 60 gr. ciascuno e far lievitare in luogo tiepido per un’ora su placca da forno foderata con carta forno. Infornare a forno caldo a 200° per 20 minuti. E i vostri soffici e morbidi panini alla zucca  son pronti. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA ZUCCA

Contrariamente a quanto si possa pensare, la zucca, dolcissima e gustosa, è un alimento amico delle diete povere di calorie, adatta persino ai diabetici per la scarsità in termini glucidici. Nonostante gli impieghi della zucca in cucina siano davvero numerosissimi, non dobbiamo dimenticare che la pianta – grazie alle innumerevoli proprietà benefiche – viene assai utilizzata anche in ambito erboristico, fitoterapico e cosmetico. I semi, possono essere mangiati previa salatura ed essiccazione (od arrostimento in forno); anche i fiori sono mangerecci, e sono squisiti fritti o, semplicemente, scottati in padella come base per frittate o pasta. La polpa di zucca si presta eccellentemente a mille impieghi: infatti, dopo averla privata della scorza – procedura comunque piuttosto complessa perché molto dura e massiccia – la zucca può essere cotta a vapore o bollita per preparare zuppe e minestroni, ma può essere anche tagliata a cubetti e cucinata in padella come le classiche patate arrosto, aggiungendo quindi olio extravergine d’oliva, sale, pepe. 

Commenti disabilitati su SOFFICI E MORBIDI PANINI ALLA ZUCCA

POLPETTE DI RICOTTA FRITTE

| formaggi ecc.

Le polpette di ricotta fritte, possono sostituire egregiamente quelle di carne, saporite e più leggere. Ottime come antipasto.

.

INGREDIENTI PER LE POLPETTE DI RICOTTA FRITTE

Per 4 pers.

400 gr. di ricotta

Un uovo

4 cucchiaiate di parmigiano grattugiato

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Due cucchiai di pangrattato

Sale e pepe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

 

Mettere in un colino la ricotta e farla scolare (l’ideale sarebbe farlo la sera prima e lasciarvela tutta la notte, coperta e in frigo). Poi versarla in una ciotola, aggiungere l’uovo, il parmigiano, il pangrattato, lo spicchio di aglio  e il prezzemolo tritati finemente,  sale e pepe, amalgamare bene. Con le mani umide di acqua per non farvi appiccicare la ricotta: formare le polpette e man mano friggerle in olio abbondante, farle scolare su carta cucina e servire le polpette di ricotta fritte, calde o tiepide. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LA RICOTTA

La ricotta è un latticino ottenuto riscaldando, con o senza aggiunta di acidificanti, il siero residuato dalla lavorazione del formaggio (ri-cotta). Dato che non viene prodotta dalla cagliata, ma da un suo sottoprodotto (il siero di latte), la ricotta non può essere considerata un vero e proprio formaggio. Con il termine ricotta si intende, di solito, quella fresca. La ricotta fresca ha la tipica forma tronco-conica dei recipienti forati nei quali viene messa a scolare. Di colore bianco più o meno candido, a seconda del tipo di latte impiegato, ha una consistenza abbastanza soffice e granulosa, non elastica, né tantomeno dura. L’odore della ricotta fresca è di latte caldo e fieno (quest’ultimo è più intenso nei prodotti ricavati dal latte di pecora e ancor più di bufala). Il peso è variabile e può oscillare, a seconda del tipo, da 100 g a diversi chilogrammi. Durante il riscaldamento del siero, che a seconda dell’origine viene portato fino a una temperatura di 75-95°C, le proteine del latte, principalmente le sieroproteine, coagulano. Si formano così dei fiocchi bianchi che affiorano spontaneamente in superficie, inglobando al loro interno una certa quantità di grassolattosio e sali minerali. Questa massa viene quindi estratta con la schiumarola e raccolta in appositi cestelli forati, per consentirne lo sgocciolamento prima di conferirgli la caratteristica forma.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/ricotta.html

 

Commenti disabilitati su POLPETTE DI RICOTTA FRITTE

INSALATA RUSSA-PIATTO FREDDO

| Antipasti

L’insalata russa-piatto freddo n bel piatto da servire come antipasto o come piatto da buffet.  Piace molto anche ai bambini.


INGREDIENTI PER INSALATA RUSSA-PIATTO FREDDO

Per 4 pers.

200 gr. di patate

200 gr. di carote

200 gr. di piselli

PER LA MAIONESE

Un uovo intero

Due tuorli

Olio di semi di mais q. b.

Il succo di mezzo limone

Un cucchiaino di aceto bianco

Sale

PROCEDIMENTO

Pelare, lavare, tagliare a dadini le carote e cuocerle a vapore, lasciare raffreddare.

 

Cuocere nello stesso modo i piselli.

Pelare, lavare e tagliare a dadini le patate e cuocere a vapore anche loro. Far raffreddare.

 

Mentre le verdure si freddano, preparare la maionese. Nel bicchiere del frullatore a immersione versare l’uovo intero e i due tuorli, il succo di limone e iniziare a frullare con il minipimer unendo a filo l’olio, aggiungere il sale e l’aceto e continuare con l’olio fino a cremosità desiderata. Aggiustare se ce ne fosse bisogno di limone, aceto e sale. Versare le verdure in una ciotola capiente, salare leggermente, aggiungere la maionese e mescolare delicatamente.

 

Sistemare l’insalata russa-piatto freddo su un vassoio di portata e decorare a piacere. Tenere in frigo fino al momento di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

INSALATA RUSSA

Buffet, ricevimenti, aperitivi, l’ insalata russa è uno degli antipasti più diffusi e più variati. Si prepara con verdure cotte o cotte e crude, patate e maionese. Dal nome è lecito supporre che sia di origine russa, ma in realtà le sue origini sono bene più curiose e poco recenti. Pare che l’insalata russa risalga nientemeno che al Settecento, quando veniva servita ai ricevimenti dell’aristocrazia ligure e veniva chiamata insalata alla genovese. Secondo altre fonti l’invenzione di questo antipasto si deve ad un cuoco di casa Savoia che, in occasione della visita di dignitari russi, ebbe l’idea di cuocere alcune verdure, tagliarle e mescolarle con la panna. Questo spiegherebbe perché in molti posti, come la Germania, l’insalata russa sia più nota come “insalata italiana”. Un’altra ipotesi a riguardo fa riferimento al fatto che questa insalata venisse già servita alla corte di Caterina de Medici, che aveva portato i propri cuochi in Francia.

 

Tratto da lettera43.it

 

Commenti disabilitati su INSALATA RUSSA-PIATTO FREDDO

ZUPPA INGLESE CON SALSA DI MORE

| Dolci

La zuppa inglese con salsa di more: una golosa variazione del classico dessert. Semplice da preparare, sarà ben gradito e apprezzato.

INGREDIENTI PER LA ZUPPA INGLESE CON SALSA DI MORE

Per 4 pers.

PER LA CREMA PASTICCERA

Mezzo litro di latte

La scorza di un limone bio

Tre tuorli

80 gr. di zucchero

50 gr. di farina 00

Un pizzico di sale

Per la bagna all’alkermes

200 ml. di acqua

100 gr. di zucchero

100 ml. di liquore alkermes

PER LA SALSA DI MORE

200 gr. di more

Una noce di burro

80 gr. di zucchero

Due cucchiai di Marsala

Per completare il dolce

300 gr. di savoiardi

PROCEDIMENTO

Preparare la crema pasticcera: versando il latte in una casseruola e farlo bollire unendo la scorza di limone. Sbattere i tuorli con lo zucchero, quando sono ben montati unire la farina, un pizzico di sale e il latte caldo, fare addensare la crema sul fuoco sempre mescolando, farla bollire qualche minuto, poi spegnere e lasciare raffreddare. Preparare la bagna portando a bollore l’acqua con lo zucchero, lasciare freddare e aggiungere l’alkermes. Ed ora passiamo  alla salsa di more: In un tegame mettere le more, lo zucchero, il marsala e il burro. Lasciare cuocere 5 minuti a fuoco medio-basso e fare raffreddare anche questa. In una pirofila di vetro iniziare un primo strato di savoiardi bagnati velocemente nella bagna, poi uno strato di crema pasticcera e continuare gli strati fino a finire gli ingredienti. Completare con la salsa di more. Tenere la zuppa inglese con salsa di more in frigo fino al momento di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MORE

Appartengono alla famiglia delle more sia quelle di rovo, di colore nero e anche rosso, sia quelle di gelso, tipicamente rossastre. Le more di rovo crescono spontanee in tutta Europa, ed è facile trovarle nelle nostre campagne e nei boschi, solitamente lungo il bordo delle strade. Il gelso, al contrario viene coltivato e le sue foglie servono come alimento primario per il baco da seta.

Commenti disabilitati su ZUPPA INGLESE CON SALSA DI MORE

LIQUORE ALLA CREMA DI CAFFÈ

| Liquori

Il liquore alla crema di caffè, una vera delizia per il palato. Ottimo da sorseggiare o offrire a gli ospiti, questo delizioso liquore molto cremoso e molto facile da fare è un successo assicurato.

INGREDIENTI PER IL LIQUORE ALLA CREMA DI CAFFÈ

Per due litri circa di liquore

800 gr. di zucchero

15 tazzine di caffè

750 gr. di panna fresca non zuccherata

1/2 litro di alcool a 90°

PROCEDIMENTO

Sciogliere lo zucchero nel caffè caldo e lasciarlo raffreddare, quando si sarà freddato unirvi la panna fresca e l’alcool, filtrare e imbottigliare. Da tenere assolutamente in frigo, in estate si consiglia in freezer, tanto non congelerà. Il liquore alla crema di caffè va agitato bene prima di essere servito. 

CURIOSITA’

IL CAFFÈ

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e viene identificata col nome di Coffea; ha piccole bacche rotonde e verdi che una volta giunte a maturazione diventano di color rosso vivo. Le specie di caffè attualmente commercializzate sono due: Coffea Canephora e Coffea arabica.
L’arabica cresce tra i 1.000 e i 2.000 metri di altezza, è molto delicata ma ha maggiori proprietàorganolettiche, mentre la Canephora, conosciuta anche col nome di Robusta, è più resistente e cresce ad altitudini inferiori, tra i 150 e i 600 metri. La qualità di caffè più coltivata al mondo è senza dubbio quella arabica che rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. Pare che le prime notizie del caffè provengano dall’ Etiopia e precisamente dall’altopiano del Kaffa, da dove appunto proviene la prima pianta di caffè; per quanto riguarda la bevanda, trae le sue origini in Yemen, intorno all’anno 1.000. In origine, allo stato di “chicco”, il caffè contiene moltissime sostanze tra proteine, grassi, minerali, carboidrati che però dopo la tostatura si riducono drasticamente fino a quasi scomparire. Bisogna però sottolineare che quelle che restano sono sostanze con proprietà molto utili al nostro organismo.

Commenti disabilitati su LIQUORE ALLA CREMA DI CAFFÈ