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Mese: Agosto 2017

LA PAELLA ALLA MIA MANIERA

| Riso

La paella alla mia maniera: il tipico piatto spagnolo preparato a modo mio. Buonissima da leccarsi i baffi.

INGREDIENTI PER LA PAELLA ALLA MIA MANIERA

Per 4 pers.

350 gr. di riso parboleid

Una cipolla rossa

Mezzo peperone

100 gr. di piselli

Un pomodoro rosso

Due calamari

Otto gamberi

Due bustine di zafferano

Un litro di brodo vegetale

Mezzo chilo di cozze

Cinque cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare i calamari, tagliarli ad anelli. Lavare anche i gamberi eliminando solo la testa senza sgusciarli. In una larga padella antiaderente (paella):  mettere l’olio, la cipolla rossa tritata, il mezzo peperone a dadini, i piselli, il pomodoro a piccoli dadini, i calamari, i gamberi e far insaporire insaporire per cinque minuti, aggiungere il riso,  e le due bustine di zafferano sciolte nel  brodo vegetale bollente, salare e pepare. Mescolare, coprire con un coperchio e cuocere senza più mescolare per 20 minuti, a metà cottura aggiungervi sopra le cozze pulite e lavate. Servire la paella alla mia maniera dopo averla lasciata riposare cinque minuti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA PAELLA

L’origine del nome del piatto più famoso della cucina spagnola proviene dal nome della pentola nella quale si cucina, cioè “paella o paellera”. Infatti la “paella” è una padella alla quale è stato tolto il manico per sostiutirlo con due maniglie in grado di sostenere il peso della pietanza, possiede un diametro minimo di 20 cm e a seconda di questo varia l’altezza dei bordi e di consegunza anche il numero delle razioni da cucinare. Una paellera di 20 cm è indicata per una razione, di 28 cm per due razioni, di 30 per 3, di 40 per 8 e di 55 per 15 e così via fino ad arrivare a quelle gigantesche utilizzate nel corso di sagre paesane o avvenimenti particolari, come ad esempio partecipare al concorso dei  “guiness dei primati”. Il materiale principale con il quale viene fabbricata una padella di qualità è il ferro lavorato a mano o in acciaio. Logicamente al giorno d’oggi i materiali in commercio sono molti e svariati.

 

tratto da Guida valencia

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SFOGLIATA DI ZUCCHINE E CIPOLLE ROSSE

| Torte salate

La sfogliata di zucchine e cipolle rosse, molto saporita, costituisce un piatto unico. Si può anche servire come antipasto tagliandola a quadrotti o come primo piatto accompagnata da un’insalata.

INGREDIENTI PER LA SFOGLIATA DI ZUCCHINE E CIPOLLE ROSSE

Per 4 pers.

Pasta sfoglia, un rotolo

Due zucchine medie

Due cipolle rosse di Tropea

Due uova

200 ml. di panna da cucina

50 gr. di parmigiano o grana grattugiati

Olio evo

Sale e pepe

Latte per spennellare i bordi

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare le zucchine, tagliarle a rondelle alte mezzo cm. Pelare e lavare le cipolle, asciugarle e affettarle. Versare le due verdure in padella con quattro cucchiai di olio, sale e pepe. Coprire con un coperchio e lasciarle brasare. Spegnere e far raffreddare. Srotolare la pasta sfoglia e sistemarla alzando i bordi in una teglia con carta forno. In una ciotola sbattere le uova con la panna, il parmigiano o grana, sale e pepe. Mescolarvi le verdure e versare il tutto sulla pasta sfoglia, spennellare i bordi con latte. Infornare a 190° per 25-30 minuti o comunque fino a doratura. La sfogliata di zucchine e cipolle rosse va servita calda o tiepida. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

La pianta delle zucchine, nome scientifico Cucurbita Pepo, è un’erbacea rampicante appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa a cui appartengono i meloni. I suoi frutti sono generalmente di colore verde, nelle sue diverse tonalità. Le zucchine traggono le loro origini dal continente americano ed attualmente vengono coltivate un po’ in tutto il mondo.
Le varietà di zucchine sono molto numerose e, in molto casi, prendono il nome dal luogo in cui vengono coltivate, le più conosciute sono la nana verde di Milano, la zucchina bolognese, la tonda di Firenze e la grigia genovese.
Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo.

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ROSOLIO AROMATICO AL BASILICO

| Liquori

Il rosolio aromatico al basilico è un ottimo digestivo da offrire dopo pranzo o cena ai vostri ospiti, molto piacevole da degustare da soli o in compagnia. Approfittiamo del basilico che ancora profuma nei nostri orti o nei nostri vasi sul balcone.

INGREDIENTI PER IL ROSOLIO AROMATICO AL BASILICO

Per due bottiglie da 750 ml.

Una sessantina di foglie di basilico bio

500 ml. di alcool per liquori

Un limone bio

400 gr. di zucchero semolato

400 ml. di acqua

PROCEDIMENTO

Pulire le foglie di basilico con una pezzuola umida (non vanno lavate), Metterle man mano In un contenitore di vetro con tappo ermetico, aggiungere l’alcool e la buccia (solo la parte gialla) del limone.

Lasciare riposare 20 giorni al buio in dispensa agitando ogni tanto. Passati i 20 giorni: far sciogliere lo zucchero in 400 ml. di acqua, facendolo bollire. Lasciare raffreddare e unire all’alcool, filtrare 2 volte, imbottigliare e far riposare  in frigo 15 giorni prima di consumare. Il rosolio aromatico al basilico va servito ben freddo.

CURIOSITA’

IL BASILICO

Non solo il basilico è un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. Questa particolare proprietà del basilico sembra sia da ricondursi alla sostanza che conferisce il caratteristico aroma al basilico, l’eugenolo.
Il basilico viene anche impiegato come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse.

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BAVETTE CON PESTO E VONGOLE

| Primi

Buonissime le bavette con pesto e vongole! Mangiate in Liguria, rifatta spesso a casa, si leccano anche i piatti

 

INGREDIENTI PER LE BAVETTE CON PESTO E VONGOLE

Per 4 pers.

Un kg. di vongole

400 gr. di pasta bavette

Due abbondanti manciate di basilico fresco

Due cucchiai di pinoli

Due spicchi di aglio

Due cucchiai di parmigiano e due cucchiai di pecorino grattugiati

Sale e pepe

Olio evo.

PROCEDIMENTO

 Preparare il pesto: pestando nel mortaio il basilico, i due cucchiai di pinoli, uno spicchio di aglio e sale, fino a ridurre in una poltiglia, versare in una ciotola, aggiungere olio evo e i due cucchiai di pecorino e di parmigiano alternandoli fino a raggiungere la giusta cremosità.. In padella con due cucchiai di olio e uno spicchio di aglio intero, lasciare aprire le vongole veraci dopo averle fatte spurgare in acqua salata per un’ora, e sciacquate per bene, filtrare il liquido e aggiungerlo al pesto. Lessare al dente le bavette, scolarle e condirle con il pesto e le vongole. Servire subito le bavette con pesto e vongole. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I PINOLI

I pinoli sono i semi commestibili prodotti da alcuni tipi di pino, primo fra tutti quello comune noto col nome scientifico Pinus pinea; i pinoli sono inseriti tra le scaglie delle pigne prodotte dai pini e sono avvolti da un guscio solido chiamato strobilo che li protegge.
Per ottenere 5 chilogrammi di pinoli sgusciati ne sono necessari circa 100 di pigne.
La raccolta delle pigne per la produzione di pinoli avviene nel periodo compreso da ottobre ad aprile; queste vengono poi ammucchiate e lasciate ad essiccare ai primi raggi del sole primaverile. In seguito i pinoli vengono privati del loro guscio protettivo, puliti, essiccati e messi in vendita dopo un’accurata selezione. In Europa sono principalmente due le specie di pino che producono semi abbastanza grandi da essere coltivati: il pino comune ed il pino
cembro.

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FRITTATONA DI PATATE E CIPOLLE

| Uova

Buonissima la frittatona di patate e cipolle, una vecchia ricetta che è sempre apprezzata.

INGREDIENTI PER LA FRITTATONA DI PATATE E CIPOLLE

Per 4 pers.

4 patate medie

Due cipolle grandi

Sette cucchiai di olio evo

Sei uova

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Tagliare a dadini: le patate dopo averle pelate e lavate. Pelare le cipolle, lavarle, asciugarle e tagliarle a fettine. In una larga padella mettere cinque cucchiai di olio, le patate e le cipolle. Far brasare a fuoco medio-basso,  fino a cottura,salare e pepare. Sbattere non molto (giusto il tempo per amalgamarle)  le sei uova con un pizzico di sale e pepe, poi aggiungere le verdure, mescolare e cuocere la frittata in padella con due cucchiai di olio. Servire la frittatona di patate e cipolle, calda o tiepida. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CIPOLLE

Appartiene alla famiglia delle Liliacee, viene coltivata in ogni parte del mondo e rappresenta uno degli aromi più utilizzati nelle cucine di tutto il mondo. La cipolla è un prodotto dell’orto molto antico, utile in cucina e ricca di proprietà terapeutiche. È una pianta erbacea che cresce ogni due anni, ma generalmente viene coltivata e in questo caso, produce i suoi bulbi annualmente. Il terreno sul quale cresce è generalmente un terreno fertile che non teme climi diversi, anche se “predilige” una temperatura piuttosto fredda. L’Emilia-Romagna, la Campania, la Sicilia e la Puglia sono tra le regioni più accreditate per la coltivazione di questo prodotto. La parte che noi mangiamo è il “bulbo” centrale, che può essere consumato sia crudo che cotto. Come riconoscere l’integrità di una cipolla e capire se è davvero fresca? È importante osservarne la forma che dovrà essere compatta, piuttosto soda e senza ammaccature o “strane” macchie, tipo muffa. La cipolla ha un gusto particolare che regala alle pietanze un sapore gradevole e spesso viene utilizzata come “base” per la preparazione di minestre, risotti, carni e gustosissimi sughi.

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POMODORI SECCHI SOTT’OLIO

| Conserve

I pomodori secchi sott’olio, una ricetta calabrese per gustarli in autunno o in inverno al massimo del loro sapore.

INGREDIENTI PER I POMODORI SECCHI SOTT’OLIO

Le quantità dipendono da quanti pomodori si hanno a disposizione

Pomodori secchi nuova produzione e non troppo salati

Acciughe salate

Capperi sotto sale

Aceto bianco

Aglio

Basilico

Olio di mais

PROCEDIMENTO

Ho appena finito di mettere in vasetto questi pomodori, che ho avuto la fortuna di far seccare al sole e all’aria 15 giorni fa. Per prima cosa sterilizzare i vasetti. Poi pulire le acciughe salate, lavarle con aceto bianco, diliscarle e tritarle finemente con il coltello, metterle in una ciotola. Lavare i capperi con aceto, scolarli e asciugarli su un canovaccio da cucina, unirli alle acciughe. aggiungere anche gli spicchi di aglio tritatissimo e basilico spezzettato a mano. Mescolare bene. Metterne mezzo cucchiaino ogni due mezzi pomodori, richiuderli e pressarli  un po. Poi metterli nei vasetti alternandoli con olio. fino a copertura. Conservare  in dispensa. Unica pecca ” son pochi “. I pomodori secchi sott’olio si possono consumare già dopo una settimana. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I POMODORI SECCHI

pomodori secchi possono essere preparati lasciando essiccare l’ortaggio fresco al sole o in forno, una procedura semplice che consente di ottenere una risorsa molto versatile in cucina e caratterizzata da notevoli qualità nutrizionali, nonché da proprietà benefiche per la salute. Sono sostanzialmente pomodori privi di acqua e decisamente molto saporiti, tuttavia, contrariamente a quanto accade nella maggior parte delle verdure, il processo di essiccazione non comporta una perdita di vitamine e sali minerali. Realizzati utilizzando prevalentemente la varietà San Marzano, i pomodori secchi sono un concentrato di elementi preziosi per la salute. Prima di passare in rassegna le numerose proprietà di questo alimento, è importante ricordare che deve essere consumato con moderazione, o perfino abolito dalla dieta, in caso di intolleranza al nickel o predisposizione all’acidità di stomaco.

 

Tratto da: Greenstyle.it

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TORTA SALATA CON ZUCCHINE E MELANZANE

| Torte salate

La torta salata con zucchine e melanzane può essere servita come antipasto, o in un buffet oppure come piatto risolvi cena. Semplice da preparare.

INGREDIENTI PER LA TORTA SALATA CON ZUCCHINE E MELANZANE

Per 4 pers.

Una melanzana

Una zucchina media

Un disco di pasta sfoglia

Due uova

Un bicchiere di latte

Due cucchiaiate di parmigiano o grana

Una mozzarella di 100 gr.

Sale e pepe

Latte per spennellare

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Tagliare a dadi la melanzana e la zucchina dopo averle lavate e asciugate, friggerle in olio abbondante, salarle e scolare dall’unto in eccesso su carta cucina.  (Se si vuole ottenere una preparazione più leggera si possono cuocere in forno dopo averle tagliate a dadi, condite con un po’ di olio evo e sale). In una ciotola sbattere le due uova con il bicchiere di latte, il parmigiano o il grana, sale e pepe. Aggiungere la mozzarella a dadini e le verdure fritte, mescolare. Foderare una teglia tonda con carta forno e disporvi il disco di pasta sfoglia, versarvi il ripieno, ripiegare i bordi e spennellarli con latte. Infornare a 190° per 30 min. circa o fino a doratura. Servire la torta salata con zucchine e melanzane dopo averla fatta riposare 10 minuti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LA PASTA SFOGLIA

La pasta sfoglia è una preparazione basilare di pasticceria, impiegata per molte ricette dolci o salate; gli alimenti più noti a base di pasta sfoglia sono: salatinitorte salate, torte dolci, “paste da bar salate” (tipo ricciola), “paste da bar dolci” (ripiene e non, tipo “cannoncino”, “trecce” ecc.) ecc. La pasta sfoglia si avvale di una ricetta piuttosto semplice, con pochi ingredienti; d’altro canto, la preparazione richiede diversi accorgimenti, senza i quali il risultato potrebbe essere scadente.
La pasta sfoglia è considerata un alimento tipicamente francese, anche se le sue origini richiamano fortemente l’alimentazione centro-mediterranea. Ovviamente, la ricetta antica era diversa rispetto a quella contemporanea: mentre la pasta sfoglia moderna viene preparata con acquafarinasale e burro, la prima ricetta (verosimilmente egiziana e poi greca) prevedeva l’impiego dell’olio di oliva. Ad ogni modo, sia la formula arcaica, sia quella moderna, richiedono un elevato impiego di grassi da condimento che, uniti ai carboidrati complessi della farina, strutturano il potere calorico della pasta sfoglia.

 

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/pasta-sfoglia.html

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PEPERONI BIANCHI RIPIENI ALLA TRAPANESE

| Verdure

I peperoni bianchi ripieni alla trapanese, cambia il colore ma non il sapore. Molto buoni e saporiti.

INGREDIENTI PER I PEPERONI BIANCHI RIPIENI ALLA TRAPANESE

Per 5 peperoni medi

200 gr. di mollica di pane raffermo

Una cucchiaiata di mandorle tostate

Una cucchiaiata di uva passa

Un ciuffo di prezzemolo

Uno spicchio di aglio

4-5 pomodorini

Un uovo

Due cucchiai di olio evo più quello per la pirofila

80 gr. di pecorino siciliano primizio

Sale e pepe

Un cucchiaino di origano

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i peperoni, tagliare via la calotta e eliminare i semi interni. In una ciotola mescolare la mollica di pane raffermo sbriciolata finemente con: le mandorle tritate grossolanamente, l’uvetta precedentemente ammollata per 15 minuti e scolata, il prezzemolo tritato, sale, pepe, lo spicchio di aglio tritato finemente, i pomodorini tagliuzzati, l’uovo, i due  cucchiai di olio, il pecorino a dadini piccolissimi e l’origano. Con questo composto riempire i 5 peperoni bianchi. Disporli in una pirofila con un filo di olio, irrorarli con poco olio.

Infornare a 180°  per 30 min. Servire i peperoni bianchi ripieni alla trapanese tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

PEPERONI BIANCHI

 Questa varietà, originaria dell’Est Europa, all’inizio del xx secolo arriva in Italia e incomincia ad essere coltivata soprattutto nell’area piacentina. Diventa, nel corso degli anni, una vera e propria varietà autoctona del territorio di Piacenza, rappresentandone un’importantissima bandiera alimentare. La bacca era per tradizione colta immatura, lasciata appassire, in luogo ombreggiato, per circa 15 giorni e poi conservata in una salamoia composta da sale ed aceto. il frutto di colore verde chiaro che, a maturazione, tende al rosso-arancio è provvisto di una polpa carnosa e abbastanza spessa, di circa 7mm. La forma è a corno o mezzo corno. Il peperone bianco piacentino è una varietà che si adatta sia alla coltivazione in serra sia alla coltivazione in pieno campo, ma necessita di sostegni in quanto l’apparato radicale, non molto sviluppato, non è in grado di ancorarsi saldamente al terreno. Dal punto di vista alimentare, il frutto di questa varietà, rispetto a molti altri dello stesso genere, risulta essere molto più digeribile anche nel caso in cui venga consumato crudo.

 

Tratto da. l’essenza della vita.

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SCALOPPINE AL LIMONE CON SPINACI

| Carni

Le scaloppine al limone con spinaci, un secondo piatto con contorno. Una ricetta semplice e veloce che fa sempre piacere.

INGREDIENTI PER LE SCALOPPINE AL LIMONE CON SPINACI

Per 4 pers.

16 fettine di girello di vitello

mezzo bicchiere di vino bianco secco

Due limoni bio

Un kg. di spinaci

50 gr. di burro

Uno spicchio di aglio

Farina per infarinare la carne

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire, lavare e lessare gli spinaci in un dito di acqua salata e lasciarli a scolare. Infarinare le fettine sottili di girello e rosolarle in padella con il burro, salare e pepare, man mano metterle al caldo in un piatto, quando saranno tutte pronte, versare nel condimento  rimasto in padella il mezzo bicchiere di vino bianco, il succo dei due limoni e la buccia grattugiata di uno. Quando inizierà a sobbollire aggiungere la carne e qualche fettina di limone.

Lasciare insaporire due minuti e aggiustare di sale. In un’altra padella far rosolare in 4 cucchiai di olio evo lo spicchio di aglio tagliato a metà, versavi gli spinaci, pepare e controllare di sale, cuocere due minuti. Servire le scaloppine al limone con spinaci. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo. Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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ANTIPASTO DI UVA E ACCIUGHINE

| Antipasti

L’antipasto di uva e acciughine, mangiate insieme è una delizia.  Io che amo moltissimo l’abbinamento dolce-salato, li mangio spesso. L’unico neo: si mangia troppo buon pane casereccio assieme.

INGREDIENTI PER L’ANTIPASTO DI UVA  E ACCIUGHINE

Per 4 pers.

Una ventina di acciughe sotto sale

Due bei grappoli di uva bianca e dolce (solo bianca)

Un bicchiere di aceto di mele

Olio evo abbondante

PROCEDIMENTO

Con un coltello a lama liscia raschiare le acciughine salate, lavarle in abbondante aceto di mele, fare scolare, tamponarle con carta cucina, metterle in una ciotola e coprirle con buon olio e.v.o. Servire l’antipasto di uva e acciughine solo ed esclusivamente con uva bianca italia e fette di pane casereccio.  Io son convinta che prima di dire non mi piace bisogna provare a mangiarlo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

UVA

L’uva, il frutto della vite (Vitis vinifera) ha la forma di un grappolo ed è ricca di proprietà nutritive. Grazie ai suoi effetti stimolanti, diuretici e antivirali svolge molte funzioni. Un componente dell’uva molto importante è il resveratrolo, ossia un fenolo non flavonoide contenuto nella buccia dell’uva con importanti proprietà benefiche sull’organismo (azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina, azione diuretica e antiossidante, ecc). I pigmenti responsabili dei colori differenti delle bucce d’uva si formano durante l‘invaiatura, il processo che porta alla maturazione, e sono costituiti da sostanze antiossidanti come acidi fenolici, antociani, flavonoli. Questi ultimi sono presenti nella buccia insieme a fibre e acidi organici mentre nei semi, oltre a cellulosa, amido, tanninisostanze antiossidanti e protettive della pelle e sali minerali, c’è una percentuale di olio ricca di acido linoleico. Ricca di proprietà nutritive e benefiche, l’uva è uno dei frutti più energetici e zuccherini, vivamente consigliata per i bambini e per gli anziani data la rapida assimilazione degli zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, destrosio e levulosio) in essa contenuti. L’uva contiene circa 60 kcal ogni 100 grammi di alimento fresco sale a oltre 260 calorie per l’uva sultanina (detta anche uva passa o uvetta).

 

Tratto da: curenaturali.it

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