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Mese: Giugno 2017

GELO DI ANGURIA-UN DOLCE SICILIANO

| Dolci

Il gelo di anguria-un dolce siciliano, fresco, delicato dolce al cucchiaio da consumare nelle calde giornate estive.

 

INGREDIENTI PER IL GELO DI ANGURIA-UN DOLCE SICILIANO

Per 4 pers.

Un chilo circa di polpa di anguria

50 ml di acqua di cannella

Una stecca di cannella

30 ml. di acqua di gelsomino (facoltativo)

Una manciata di fiori di gelsomino o una bustina di vanillina

150 gr. di zucchero

65 gr. di amido di mais

Una cucchiaiata di gocce di cioccolato

Granella di pistacchi

PROCEDIMENTO

La sera prima, mettere in infusione in 30 ml. di acqua i fiori di gelsomino e tenere in frigo.  Mettere in 100 ml. di acqua  la stecca di cannella e portare a ebollizione, lasciare bollire due min., spegnere. Togliere i semini alla polpa di anguria, e frullarla con il minipimer. Mettere in un colino e raccogliere 500 ml di succo. Versare il succo in un tegame, unire l’acqua al gelsomino ( facoltativo ) se non trovate i fiori potete sostituire con una bustina di vanillina, 50 ml. di acqua di cannella, lo zucchero e l’amido di mais, Portare e ebollizione sempre mescolando, cuocere circa due min.. Spegnere e unirvi le gocce di cioccolato. Versare in stampini monodose inumiditi e tenere in frigo per 7-8 ore prima di consumare. Servire il gelo di anguria-dolce siciliano cospargendo con granella di pistacchio. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

IL GELO DI MELONE_ANGURIA

Da questo famoso frutto dunque nasce un gustoso dolce appunto il “gelo di melone”. Altro non è che una gelatina d’anguria di un colore rosso intenso, che ricorda il gelato per il suo aspetto, la sua dolcezza e la sensazione di freschezza. Molte leggende circondano questo tipico dolce. C’è chi sostiene che le sue origini siano da attribuire agli Arberesch. Provenendo dall’Albania, si stanziarono in territori della Sicilia in cui ancora oggi risiedono. Mantennero usi e costumi della loro terra di origini, utilizzando l’abbondanza idrica delle zone in cui vennero a stabilirsi per coltivare appunto l’anguria che necessita di grandi quantitativi di acqua. Probabile però che questa golosità risalga al tempo della dominazione araba in Sicilia. Il fatto di arricchire l’anguria con aromi del cioccolato, dei pistacchi e del gelsomino, lo conferma.

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PENNE AL SUGO DI TONNO, PESTO E MANDORLE

| Primi

Le penne al sugo di tonno, pesto e mandorle: un gustosissimo primo piatto.

INGREDIENTI PER LE PENNE AL SUGO DI TONNO, PESTO E MANDORLE

Per 4 pers.

400 gr. di pasta penne

150 gr. di tonno sotto olio

Un bicchiere di passata di pomodoro

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Una grossa manciata di foglie di basilico

Due spicchi di aglio

100 gr. di mandorle pelate

Peperoncino (facoltativo)

Sale e pepe

Sei cucchiai di olio evo

Parmigiano o grana grattugiati

PROCEDIMENTO

In una grande padella: fare rosolare in tre cucchiai di olio il tonno sgocciolato dal liquido di conservazione, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco, poi unire il bicchiere di passata di pomodoro, salare, pepe o peperoncino a piacere. Cuocere per 12-15 min. Nel frattempo in un mortaio o nel mixer, tritare finemente una bella manciate di foglie di basilico, i due spicchi di aglio, un po’ di sale, le mandorle pelate e tre cucchiai di olio. Cuocere le penne, scolarle, versarle nel sugo di tonno con 3-4  cucchiai di acqua di cottura, mescolare unendo il pesto e  parmigiano, servire subito le penne al sugo di tonno, pesto e mandorle. Io li ho serviti accompagnati con frittura di pesce. BUON APPETITO

CURIOSITA’

MANDORLE

Alle mandorle, oltre alle proprietà altamente energetiche, vengono attribuite proprietà lassative; fin dai tempi più antichi il latte di mandorle era considerato un ottimo rimedio rinfrescante dell’intestino e della vescica. Le mandorle sono indicate in caso di denutrizione, oltre che altamente nutritivo sono anche un alimento molto equilibrato, e il loro utilizzo viene consigliato in determinati momenti in cui l’organismo ha particolarmente bisogno di energia: gravidanze, convalescenze, attività sportiva, superlavoro fisico ed intellettuale.
Molto importante il ruolo della vitamina E che svolge un’azione determinante nell’attenuazione del rischio di attacchi cardiaci; insieme ai grassi insaturi contribuisce a ridurre la crescita della placca aterosclerotica nelle arterie.

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RISO ALL’INDIANA CON MANDORLE

| Riso

 

Riso all’indiana con mandorle: un primo piatto speziato e gustosissimo.

INGREDIENTI PER IL RISO ALL’INDIANA CON MANDORLE

Per 4 pers.

400 gr. di riso basmati

60 gr. di burro chiarificato

Uno spicchio di aglio

Una cipolla rossa

Un cucchiaio abbondante di uva passa

Un cucchiaino di zenzero in polvere

Due cucchiai di mandorle

Due chiodi di garofano

Peperoncino in polvere

Un pezzetto di cannella

Una bustina di zafferano

Sale

PROCEDIMENTO

Ridurre in polvere i chiodi di garofano e la cannella. Lavare il riso basmati, finchè l’acqua non esce pulita. In un tegame far sciogliere il burro chiarificato ( si trova al supermercato ) e farvi rosolare: lo spicchio di aglio e la cipolla rossa tritati, unire  l’uva passa, precedentemente ammollata per 20 min. in acqua tiepida ed asciugata e le mandorle tritate grossolanamente, fare  insaporire un minuto insieme allo zenzero, i chiodi di garofano, il peperoncino in polvere (a piacere)  e la cannella il tutto macinato. Aggiungere il riso ben scolato e far tostare 5 min. mescolando, aggiungere acqua; il doppio del volume del riso e far cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, a metà cottura unire lo zafferano e  poco sale. Portare a cottura il riso all’indiana con mandorle aggiustandolo di sale prima di spegnere. Lasciare riposare 5 min. e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CHIODI DI GAROFANO

I Chiodi di garofano sono ricavati dal bocciolo essiccato della pianta Eugenia caryophyllata. Dall’azione digestiva, tonificante e antisettica, sono utili contro mal di testa, mal di denti e spossatezza. I chiodi di garofano hanno proprietà anestetiche locali e analgesiche, per questo venivano usati in passato come rimedio naturale contro il mal di denti e ancora oggi sono presenti nella composizione di molti disinfettanti orali. Stimolano la circolazione sanguigna, aiutano a vincere la spossatezza, il mal di testa e la perdita di memoria, sono digestivi e tonificanti. Inoltre, sembrerebbe che i chiodi di garofano rientrino tra i cibi dalle proprietà afrodisiache. Medici senesi del 500 scrissero che i chiodi di garofano, cotti in una tazza di latte, stimolano le “forze di Venere” e che “giovano ai difetti dello stomaco, del fegato, del cuore e del capo” e “corroborano al coito”. Altra virtù di questa preziosa spezia è quella di essere un potente antiossidante naturale: combatte l’azione dei radicali liberi mantenendo giovane l’organismo.

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LE GENOVESI, DOLCI ERICINI

| Dolci

Le genovesi, dolci ericini sono tipici di Erice (Trapani) fatte di pasta frolla e crema simil pasticcera, una vera leccornia. Si gustano calde.

INGREDIENTI PER LE GENOVESI, DOLCI ERICINi

Per una dozzina di genovesi

Per la pasta frolla

500 gr. di farina 00

Tre tuorli

Un pizzico di sale

150 gr. di zucchero

Un limone bio

Una fialetta di aroma al limone

Una bustina di vanillina

200 gr. di burro

50 ml. di acqua ghiacciata

Una bustina di lievito per dolci

Per il ripieno

Mezzo litro di latte intero

Un limone bio

Due tuorli

120 gr. di zucchero

60 gr. di amido di mais

PROCEDIMENTO

Per prima cosa preparare la crema. Far riscaldare il latte  con la scorza del limone (solo la parte gialla), coprire e lasciare in’infusione 10 min.. In una ciotola montare i due tuorli con lo zucchero, unire i 60 gr. di amido di mais e mescolare bene. Diluire con il latte tiepido e filtrato, rimettere sul fuoco e sempre mescolando fare addensare. Lasciare raffreddare.
Preparare la pasta frolla: impastando: ( io l’ho fatto nella planetaria con l’attrezzo a foglia) ma si può benissimo fare a mano sulla spianatoia ) la farina 00, il pizzico di sale, i tre tuorli, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone bio, la fialetta di aroma limone, la vanillina, il  burro a pezzettini freddo dal frigo, l’acqua ghiacciata e la bustina di lievito. Impastare velocemente (altrimenti si surriscalda) avvolgere in pellicola e far riposare mezz’ora in frigo.
Stendere la pasta all’altezza di mezzo cm. ricavare dei dischi di 9-10 cm., su metà di questi mettere al centro una cucchiaiata abbondante di crema, chiudere con l’altra metà dei dischi, sigillare bene i bordi, disporre su carta forno e infornare a 180° per 25 min. circa o comunque fino a doratura. Sfornare, cospargere con zucchero a velo. Le genovesi, dolci ericini gustate calde danno il massimo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

Sembra siano state inventate dalle suore di clausura del convento San Carlo, le quali per mantenersi producevano e vendevano dolci.

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PENNE DELL’AVIATORE CON VERDURE

| Primi

Le penne dell’aviatore con verdure: un bel piatto di pasta molto estivo, dai sapori mediterranei. Da provare assolutamente.

INGREDIENTI PER LE PENNE DELL’AVIATORE CON VERDURE

Per 4 pers.

400 gr. di pasta penne

Uno spicchio di aglio

Peperoncino a piacere

Due filetti di acciuga sott’olio

Due etti di melanzana

Due etti di zucchina

150 gr. di tonno sott’olio

Un ciuffo di prezzemolo

Parmigiano grattugiato

Sale

Cinque cucchiai di olio evo

PROCEDIMENTO

Tagliare a cubetti la melanzana e la zucchina.

In olio fare imbiondire lo spicchio di aglio schiacciato e il peperoncino. Poi unire i filetti di acciuga tritati e farli sciogliere, togliere l’aglio e aggiungere le verdure a cubetti.

e far rosolare alcuni minuti. Unirvi il tonno sgocciolato dall’olio.

Portare a cottura aggiustando di sale. Lessare la pasta al dente e scolarla, versarla nel condimento unendo qualche cucchiaio dell’acqua di cottura, far amalgamare, cospargere di prezzemolo tritato e parmigiano. Servire le penne dell’aviatore con verdure e BUON APPETITO

CURIOSITA’ 

LE ZUCCHINE

La pianta delle zucchine, nome scientifico Cucurbita Pepo, è un’erbacea rampicante appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa a cui appartengono i meloni. I suoi frutti sono generalmente di colore verde, nelle sue diverse tonalità. Le zucchine traggono le loro origini dal continente americano ed attualmente vengono coltivate un po’ in tutto il mondo.
Le varietà di zucchine sono molto numerose e, in molto casi, prendono il nome dal luogo in cui vengono coltivate, le più conosciute sono la nana verde di Milano, la zucchina bolognese, la tonda di Firenze e la grigia genovese.
Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo. Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina.

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LA MIA SALSA DI POMODORO FRESCO

| Conserve, Verdure

La mia salsa di pomodoro fresco è un condimento leggero e poco calorico, senza soffritto ma con il sapore delle verdure, adatto anche per chi è a dieta. Ha con se tutto il sapore dell’estate
INGREDIENTI PER LA MIA SALSA DI POMODORO FRESCO
Per 4 pers.
Un chilo e mezzo di pomodori a grappolo
Due spicchi di aglio
Un ciuffo di basilico
Una bella cipolla rossa
Sale
Pepe
Olio evo
PROCEDIMENTO
Io metto in un tegame i pomodori a grappolo (ma vanno bene qualsiasi pomodori da sugo) lavati e leggermente schiacciati per far uscire i semi, la cipolla rossa a pezzi, gli spicchi di aglio e foglie di basilico. Metto il coperchio e faccio cuocere fino a quasi spappolamento del pomodoro. Poi passo il tutto al passapomodoro, rimetto in tegame, aggiungo, sale, pepe, olio e di nuovo basilico, lascio cuocere al massimo 20 min. (a me piace sentire il sapore del pomodoro fresco). sulla pasta. Quasi sempre ne preparo molto di più, lo metto in vasetti di vetro e lo congelo (così all’occorrenza l’ho già pronto e mantiene tutto il sapore del fresco).
 La mia salsa di pomodoro fresco si può usare sulla pasta, per una parmigiana, per accompagnare altre pietanze ecc…
CURIOSITA’
I POMODORI
Pianta erbacea annua, appartenente alla famiglia delle Solanacee, ordine Tubiflore; originario del Sud America il pomodoro viene ormai coltivato un po’ dappertutto da lungo tempo ed è presente sul mercato con numerose varietà orticole.
Dopo la patata è l’ortaggio più coltivato sul pianeta. Anche se molti prodotti ortofrutticoli presentano un contenuto minerale e vitaminico decisamente superiore, il pomodoro è l’ortaggio che, grazie al suo largo consumo e alle sue proprietà, dà il maggior
contributo al raggiungimento della dose giornaliera consigliata.
Il pomodoro è costituito dal 93% di acqua. il 2,9% di carboidrati, lo 0,2% di grassi, 1% di proteine e 1,8% di fibre.
Gli zuccheri sono rappresentati da glucosio e fruttosio, mentre gli acidi maggiormente presenti sono quello citrico, che rappresenta il 90% degli acidi totali, e l’acido malico.
Gli aminoacidi del pomodoro comprendono tutti quelli ritenuti indispensabili per l’alimentazione: l’acido glutamminico, l’acido aspartico, la treolina e l’asparagina. Tra i pigmenti troviamo i carotenoidi, il licopene (87%) e il Beta-carotene.
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TORTA DI SFOGLIA AL PROSCIUTTO

| Torte salate

La torta di sfoglia al prosciutto è un’idea gustosa per risolvere un pasto, semplice e veloce da preparare. Piacerà a grandi e piccini.

INGREDIENTI PER LA TORTA DI SFOGLIA AL PROSCIUTTO

Per 4 pers.

Un disco di pasta sfoglia

4 fette di prosciutto cotto

Due uova

100 ml. di panna da cucina

Tre cucchiai di parmigiano o grana grattugiati

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Aprire il disco di pasta sfoglia, disporlo in una teglia foderata con carta forno. Adagiarvi le fette di prosciutto cotto. In una ciotola sbattere le uova con il parmigiano o il grana, poco sale, pepe e la panna, versato  il tutto sul prosciutto. Infornare a 200° per 25 min. circa, fino a doratura. Lasciare riposare 5 min. e potrete servire la vostra torta di sfoglia al prosciutto. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PROSCIUTTO COTTO

Il prosciutto cotto  è un  salume non insaccato  che si ricava dalla coscia o spalla del maiale, prepara a partire da maiali di peso inferiore ai 100 kg.  I loro prosciutti vengono messi in salamoia subito dopo l’abbattimento. Dopodichè si procede con la cottura che non è però in grado di sterilizzare completamente l’alimento. Per questo motivo il prosciutto cotto ha un tempo di conservazione limitato. Dal punto di vista nutrizionale il prosciutto cotto ha un discreto apporto calorico e lipidico; tuttavia contiene molti meno grassi e calorie rispetto ad altri salumi, compreso il prosciutto crudo. Rispetto a questo ultimo paga però una minore qualità delle carni riscontrabile specialmente nel prosciutto cotto magro spesso derivante da suini esteri allevati con particolari mangimi vietati in Italia. Gran parte dei prosciutti prodotti industrialmente contengono nitriti e nitrati, sostanze potenzialmente cancerogene che vengono neutralizzate dalla vitamina C. Per un peso di un etto di prosciutto si hanno 215 kcal, se lo priviamo del grasso visibili, le calorie scenderanno a 132 e pertanto è indicato a sostituire la carne una volta a settimana.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/prosciutto-cotto.htm

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FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

| Pesce, Secondi

Con la frittura di ritunni (zerri) un buon pesce azzurro. ogni tanto si può fare un peccato di gola

INGREDIENTI PER LA FRITTURA DI RITUNNI (ZERRI)

Per 4 pers

Un chilo di zerri

Farina di semola di grano duro

Olio per friggere

Sale

Due limoni

PROCEDIMENTO

Lavare bene gli zerri, lasciarli interi, non vanno puliti all’interno. Metterli in un colapasta, salarli, poi infarinare con farina di semola di grano duro e non 00. Friggere in olio abbondante e servire la frittura di ritunni (zerri) con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI ZERRI

Gli zerri: in siciliano ritunni. Lo zerro è una specie diffusa nel Mediterraneo. Un piccolo pesce, la cui lunghezza non supera i venti centimetri e che vive in branchi sui fondali ricchi di posidonia. Le femmine hanno strisce nerastre verticali dal dorso ai fianchi, mentre i maschi si distinguono per le linee azzurrine che corrono longitudinalmente sui fianchi e, nel periodo nuziale, dalla livrea coloratissima. Un pesce incluso tra quelli “poveri”, perché da sempre considerato, dal punto di vista commerciale, poco interessante e venduto a basso costo. Molto spesso appena pescato viene ributtato in mare, onde evitare di avere solo costi, se si considera lo scarso guadagno alla vendita. Eppure, questi pesci “poveri” non sono tali dal punto di vista nutrizionale. Non potranno competere con altre specie più meritevoli, ma anch’essi sono validamente in grado di contribuire al piacere della nostra tavola ed al benessere del nostro corpo, oltre che a quello del nostro portafoglio. In alcune regioni, dove lo zerro è pescato intensamente, vengono impiegate particolari reti a strascico. In Sicilia, in comune con la pesca alle boghe e ai sugarelli, per lo zerro viene utilizzata la “filosa”, una particolare lenza da traino. Lo zerro è molto diffuso anche in Liguria, dove prende il nome di zerlo o pignuetto.

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COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

| Carni, Secondi

Le cosce di pollo panate al forno: sono di una bontà unica.

INGREDIENTI PER LE COSCE DI POLLO PANATE AL FORNO

Per 4 pers.

4 cosce con sovracoscia di pollo

150 gr. di pangrattato

Un cucchiaino colmo di origano

1/2 bicchiere di olio evo

Due limoni

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Eliminare tutta la pelle dalle cosce di pollo, lavarle e asciugarle bene. In una ciotola mescolare il pangrattato, un pizzico di sale, pepe e l’origano. In un’altra ciotola sbattere l’olio evo con il succo dei limoni. Salare poco le cosce di pollo, passarle uniformemente nel succo e olio, poi nel pangrattato facendolo aderire bene. Disporre in teglia velata di olio. Infornare a 180° per circa 50 min. Controllare la cottura e servire le cosce di pollo panate al forno calde BUON APPETITO

CURIOSITA’

OLIO DI OLIVA

Le prime piantagioni di ulivi ebbero luogo circa 6.000 anni prima della venuta di Cristo, ed esattamente in Palestina e Siria; solo nel 1000 a.C. l’ulivo venne importato in Italia. L’olio d’oliva, a differenza da tutti gli altri oli che si ottengono da semi, è l’unico che si ottiene dal frutto della pianta. L’olio di oliva è praticamente un grasso allo stato liquido a temperatura ambiente. L’olio di oliva extravergine si ottiene dalla spremitura meccanica delle olive escludendo qualsiasi trattamento industriale. Per meritarsi la denominazione di olio di oliva extravergine, oltre ad essere estratto in modo esclusivamente meccanico, l’olio non deve essere soggetto ad alcun tipo di riscaldamento, il suo grado di acidità non deve essere superiore all’ uno per cento ed il suo punteggio da un punto di vista organolettico non deve essere inferiore a 6,5. Tutti gli oli che non soddisfano queste caratteristiche vengono messi in commercio con altre denominazioni. Alimento fondamentale della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva è ormai considerato un elemento fondamentale per la cura e la prevenzione di diverse patologie. Secondo diversi studi, condotti a più riprese, sono state dimostrate diverse proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva: il suo uso abituale riduce la presenza di colesterolo LDL o “colesterolo cattivo” ed aumenta la percentuale di quello “buono”.

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SPAGHETTI CON LE MANDORLE TOSTATE ALLA PEPPINA

| Primi

Gli spaghetti con le mandorle tostate alla Peppina: un primo saporitissimo, veloce e semplice da preparare.

INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI ALLE MANDORLE TOSTATE ALLA PEPPINA

Per 4 pers.

400 gr. di spaghetti

80 gr. di mandorle tostate

400 gr. di pomodorini

Peperoncino (a piacere)

5 cucchiai di olio evo

Due spicchi di aglio

Prezzemolo

Sale

PROCEDIMENTO

Tritare grossolanamente le mandorle, e lavare i pomodorini. In una larga padella far rosolare in olio: gli spicchi di aglio tritati, il peperoncino e 50 gr. di mandorle.

Aggiungere i pomodorini tagliati a pezzi, salare e lasciar cuocere 5 min.

Nel frattempo lessare gli spaghetti al dente, scolarli e versarli in padella con 3-4 cucchiai di acqua di cottura, spadellare due min. Servire gli spaghetti con le mandorle tostate alla Peppina cosparsi con prezzemolo tritato e le rimanenti mandorle. BUON APPETITO

CURIOSITA’

Il peperoncino

Fin da tempi antichissimi, il peperoncino è un condimento molto popolare e presente nella dieta di popolazioni molto diverse e lontanissime tra loro nel tempo e nello spazio, un successo che si spiega non solamente a causa delle sue proprietà organolettiche ma che ha come elementi fondanti le proprietà benefiche di questa bacca sulla salute.
Quattro composti del peperoncino, tra cui iflavonoidi e i capsaicinoidi, hanno un effetto antibatterico, cosicché cibi cotti col peperoncino possano essere conservati relativamente a lungo.  Questo spiega anche perché più ci si sposta in regioni dal clima caldo, maggiore sia l’uso di peperoncino ed altre spezie. I peperoncini sono ricchi in vitamina C e si ritiene abbiano molti effetti benefici sulla salute umana, purché usati con moderazione ed in assenza di problemi gastrointestinali. Alcuni medici ne consigliano l’assunzione fino a cinque volte la settimana anche ai bambini dai 7 ai 16 anni. Il peperoncino ha un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumrorale. Inoltre, il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione.

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