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Mese: Febbraio 2017

PENNE CON CREMA DI CARCIOFI

| Primi

Le penne con crema di carciofi: un gustoso primo piatto da realizzare con questi ortaggi e pochissimi altri ingredienti, semplice da preparare ma molto gradito.

INGREDIENTI PER LE PENNE CON CREMA DI CARCIOFI

Per 4 pers.

6 carciofi

Uno spicchio di aglio

Tre cucchiai di olio evo

1/2 litro di brodo vegetale, anche di dado

200 ml. di panna da cucina

400 gr. di pasta penne

Sale e pepe

Un limone

PROCEDIMENTO

Pulire i carciofi per ottenere i 6 cuori, man mano tuffarli in acqua e limone. Farli lessare per 5 minuti in acqua bollente salata, scolarli, fare intiepidire e tagliarli a spicchi sottili. In una casseruola, rosolare a fuoco bassissimo in olio lo spicchio di aglio a fettine (non devono colorarsi). Aggiungere i carciofi, fare insaporire due min. e bagnare con un mestolo di brodo vegetale bollente, lasciare assorbire e non aggiungere altro brodo se il precedente non si è quasi asciugato. Alla fine i carciofi devono esser diventanti quasi una crema, aggiustare di sale e pepe se bisogna. A questo punto amalgamare con la panna. Lessare le penne, scolarle e condire con la crema. Servire le penne con crema di carciofi con parmigiano. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I CARCIOFI

L’organo che trae maggior beneficio dalle proprietà del carciofo è il fegato; la cinarina, i cui benefici vengono disattivati dalla cottura (per questo motivo è meglio consumare il carciofo crudo), favorisce la diuresi e la secrezione biliare. Secondo recenti ricerche scientifiche è stato dimostrato che mangiare carciofi contribuisce al benessere del nostro organismo e soprattutto a prevenire diverse malattie. Il carciofo ha proprietà digestive e diuretiche e, grazie alla presenza di inulina permette di abbassare i livelli di colesterolo; inoltre, nel cuore del carciofo è presente un acido clorogenico, antiossidante, che è in grado di prevenire malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari. Le sostanze con proprietà antiossidanti contenute nel carciofo hanno una potenziale attività antitumorale che è tutt’ ora oggetto di ricerche onde poterne confermare la veridicità. Infine, una raccomandazione alle mamme che allattano o che sono in procinto di farlo: meglio astenersi dal consumare carciofi in tale periodo, in quanto riducono la produzione di latte.

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SGOMBRO LESSO AL PEPE ROSA

| Pesce

Ottimo secondo piatto di pesce, lo sgombro lesso al pepe rosa può essere considerato un piatto leggero e dietetico ma saporito reso aromatico dal delicato sapore del pepe rosa.

INGREDIENTI PER LO SGOMBRO LESSO AL PEPE ROSA

Per 4 pers:

4 sgombri grandi.

Un limone bio

Due foglie di alloro

5-6 grani di pepe nero o bianco

Pepe rosa

Sale

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare gli sgombri, se non siete capaci, fatelo fare al pescivendolo.

In una pentola capiente che li possa poi contenere tutti e 4: mettere dell’acqua, 3-4 rondelle di limone con la buccia ben lavato, le foglie di alloro, sale e i grani di pepe nero o bianco. Portare a ebollizione e immergervi i pesci. Lessare per 30 min. e lasciare riposare nell’acqua di cottura altri 20 min. Scolarli, dividere i filetti, eliminare le lische e sistemarli in un piatto di portate, irrorare con olio, cospargere con pepe rosa leggermente schiacciato. Servire i filetti di sgombro lesso al pepe rosa a temperatura ambiente. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PEPE ROSA

Il pepe rosa in realtà non è davvero pepe.
A differenza infatti di pepe nero, bianco e verde, che sono i frutti (differentemente lavorati) del Piper nigrum, il pepe rosa è il frutto di una albero sempreverde chiamato Shinus molle, originario dell’America Latina.
Il frutto che nasce dallo Shinus molle ha il caratteristico colore rosa e somiglia molto nella forma ad una bacca di pepe, per questo è chiamato comunemente pepe rosa o falso pepe pur avendo un sapore completamente diverso e molto più delicato e dolce.
Pepe rosa: proprietà e benefici
Il pepe rosa favorisce la digestione poiché è stomachico, tonico e stimolante.
Per il suo potere antisettico è stato usato dalla medicina popolare per curare ferite e infezioni.
Ha inoltre proprietà diuretiche e sembra efficace nel trattamento di disturbi come mal di denti, reumatismi e dolori mestruali.
Pepe rosa: uso in cucina
Il pepe rosa è piuttosto delicato e il suo aroma è dolce e speziato con delle note di limone e fragola.
Perfetto per insaporire piatti a base di pesce, ma soprattutto carpacci di pesce spada, tonno o salmone.

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CARCIOFI GRATINATI AL FORNO

| Verdure

I carciofi gratinati al forno, sono un ottimo contorno per accompagnare qualsiasi pietanza. Semplici e veloci da preparare, saranno molto graditi e apprezzati.


INGREDIENTI PER I CARCIOFI GRATINATI AL FORNO

Per cinque carciofi

Cinque carciofi

Dieci cucchiaiate abbondanti di mollica di pane casereccio raffermo, sbriciolata finemente

4 cucchiai di pecorino o grana grattugiati

Due spicchi di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

4 cucchiai di olio evo più quello per la pirofila

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire i carciofi, lavarli, tagliarli a metà e eliminare eventuale fieno, man mano metterli a bagno in acqua e limone. Sbollentarli in acqua bollente salata per 5 min., e scolarli. Intanto preparare la gratinatura mescolando in una ciotola: la mollica di pane raffermo sbriciolata finemente, il pecorino o il grana, l’olio, il prezzemolo e gli spicchi di aglio tritati, sale pepe. Distribuire su i mezzi carciofi e disporli in teglia oleata, versare il 1/2 bicchiere di vino bianco e ancora 1 filo di olio. Infornare a 175° forno ventilato o 180° forno statico per 20-25  min. Servire i carciofi gratinati al forno: caldi o tiepidi. BUON APPETITO

 CURIOSITA’
I CARCIOFI
Il carciofo è una pianta di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato; la sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. Il carciofo è un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi. Era utilizzato come alimento fin dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani. Il segreto delle sue virtù risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e molte delle sue proprietà benefiche e terapeutiche. Il carciofo è ricco di potassio e sali di ferro, mentre ha una scarso contenuto a livello di vitamine. Troviamo poi alcuni zuccheri consentiti ai diabetici, come mannite e inulina e altri minerali come rame, zinco, sodio, fosforo e manganese.
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ALI DI POLLO AL FORNO CON PATATINE

| Carni

Le ali di pollo al forno con patatine sono: irresistibili per grandi e piccini. Gustose e semplici da preparare.

INGREDIENTI PER LE ALI DI POLLO AL FORNO CON PATATINE

Per 4 pers.

Una dozzina di ali di pollo

600 gr. di patatine novelle

Una grossa cipolla di Tropea

Salvia e rosmarino

Una decina di pomodorini

Qualche fiocchetto di burro

Sale e pepe

Olio evo

PROCEDIMENTO

Pulire da eventuali piumette, lavare e asciugare le ali di pollo. Lavare bene le patatine con la buccia e asciugarle. Mettere i due ingredienti in una teglia capiente, aggiungervi: La cipolla di Tropea a rondelle, i pomodorini tagliati a spicchi, il rosmarino, la salvia, olio evo, sale, pepe e mescolare il tutto con le mani in modo da distribuire per bene il condimento. Completare con qualche fiocchetto di burro.

Infornare in forno caldo a 175° per 50-60 min. controllare la cottura delle ali e delle patatine prima di spegnere. Servire le ali di pollo al forno con patatine ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL ROSMARINO

Il rosmarino cresce spontaneo in tutta la costa mediterranea, lo si riconosce perché può superare i 200 cm di altezza, ha dei fusti di colore chiaro che protendono verso l’alto e ramificano molto; le foglie sono lunghe massimo 3 cm e sono opposte, di forma lanceolare, di colore verde scuro lucido; i fiori sono piccoli, raccolti a grappolo, di color azzurro-viola con sfumature di lilla. Fiorisce fra marzo ed ottobre. Per le preparazioni erboristiche, del rosmarino si usano le foglie, i fiori ed i rametti giovani. Questo suo nome particolare deriva da Ramerino, traduzione italiana del latino Rosae maris (rosa del mare) anche se, secondo altre fonti, in realtà deriverebbe da Ros Marinus ovvero rugiada marina. Secondo la leggenda i fiori erano inizialmente bianchi, diventarono azzurro-viola per aver assorbito il colore del manto di Maria che vi si nascose durante la fuga in Egitto.

Tratto da portale benessere

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CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

| Secondi, Verdure

Ottimi questi champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, molto gustosi. Costituiscono un piatto completo.

INGREDIENTI PER I CHAMPIGNON RIPIENI ALLA SALSICCIA E SPINACI

Per 4 pers.

12 funghi champignon grandi

150 gr. di spinaci già puliti

150 gr. di salsiccia fresca

40 gr. di burro

Uno scalogno

Uno spicchio di aglio

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe q. b.

Un mestolo di brodo vegetale (anche di dado)

Olio per la pirofila

PROCEDIMENTO

Pulire i funghi un po con uno straccetto umido, tenere da parte i gambi, e scavare poco l’interno dei cappelli per allargare la cavità, tritare a dadini i gambi e la parte tolta ai cappelli. In padella  far sciogliere il burro e rosolare poco lo scalogno e lo spicchio di aglio tritati, unire il trito di funghi, rosolare per 2 min., aggiungere anche gli spinaci tagliati a striscioline, sale, pepe e prezzemolo tritato, lasciare cuocere un altro paio di min.. Fare raffreddare e mescolare alla salsiccia spellata e sbriciolata. Con questo miscuglio riempire i cappelli dei funghi e disporli in una teglia leggermente oleata  e versarvi il mestolo di brodo vegetale.

Infornare a 180° per 25-30 min. Servire gli champignon ripieni alla salsiccia e spinaci, caldi o tiepidi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Gli spinaci, uno dei prodotti ortofrutticoli più diffusi sul pianeta, sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Possono raggiungere l’altezza di 70 cm circa con grosse foglie verde scuro.
Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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CIAMBELLA DI PAN D’ARANCIA

| Dolci

Questa sofficissima e profumatissima ciambella di pan d’arancia è il top per una colazione nutriente o una merenda deliziosa. E’ un dolce siciliano molto apprezzato.

INGREDIENTI PER LA CIAMBELLA DI PAN D’ARANCIA

Per una tortiera di 26 cm. di diametro

Tre arance non trattate

300 gr. di farina 00 più quella per la tortiera

Due uova

100 ml. di latte

100 ml. di olio di girasole o mais

Mezza fialetta di aroma vaniglia

Un pizzico di sale

220 gr. di zucchero

Una bustina di lievito vanigliato

4 cucchiai di marmellata di arance

burro per la tortiera

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare due arance, grattugiarne la buccia. Poi pelarle a vivo, tagliarle a pezzi ed eliminare eventuali semi. Metterle nel frullatore con: il latte, l’olio, il sale, lo zucchero, la buccia grattugiata, le uova e la vaniglia. Frullare fino a crema. Versare in una ciotola. Imburrare e infarinare lo stampo. Setacciare la farina e il lievito insieme ed incorporarli ai liquidi evitando di far grumi. Versare nello stampo e infornare a 180° per 35-40 min. fare sempre la prova stecchino prima di spegnere. Lasciare raffreddare. In un pentolino mettere il succo della terza arancia spremuta e i cucchiai di marmellata, far sciogliere e lasciare intiepidire. Versare uniformemente sulla superficie della torta. Lasciar riposare ancora mezz’ora prima di consumare la vostra ciambella di pan d’arancia. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ARANCE

Il citrus aurantium, ossia l’arancio, è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus (famiglia Rutaceae) e il suo frutto è chiamato arancia. Può essere alto fino a 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose e da splendidi fiori bianchi. I suoi germogli sono sempre verdi e i suoi frutti sono costituiti da bacche piuttosto grandi, chiamate anche esperidi. Per trovare l’origine del nome bisogna risalire alla mitologia greca in cui si parla appunto dell’arancio e si narra di come questi alberi crescessero nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte.

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DOLCE MATTONELLA DI BISCOTTI AL CIOCCOCAFFE’

| Dolci

Golosissima questa dolce mattonella di biscotti al cioccocaffe’. Semplice e veloce da preparare. Non vi è cottura a parte il caffè.

INGREDIENTI PER LA DOLCE MATTONELLA DI BISCOTTI AL CIOCCOCAFFE’

Per 4 pers.

20 biscotti oro saiwa

Un bicchiere piccolo di nutella

Due cucchiaini di caffè in polvere

4 tazzine di caffè lunghi

Un bicchierino di marsala (facoltativo)

Un cucchiaio di cacao dolce

PROCEDIMENTO

Preparare il caffè e lasciarlo raffreddare, se lo si preferisce si può zuccherare e aggiungervi il marsala. Preparare un piatto di portata quadrato o rettangolare. Disporvi i primi 4 biscotti bagnati velocemente nel caffè,  uno vicino all’altro. Mescolare alla nutella resa più fluida al microonde o a bagnomaria: un cucchiaino di caffè in polvere, spalmarne 1/5 sui biscotti. Continuare gli strati come prima. Finire con la nutella.  Coprire con carta di alluminio e tenere in frigo almeno 4 ore. Prima di servire spolverizzare con il cacao dolce mescolato all’altro cucchiaino di caffè in polvere e decorare a piacere. La dolce mattonella di biscotti al cioccocaffe’ è pronta. BUON APPETITO Si può ottenere più grande in larghezza quanto si vuole, aumentando gli ingredienti, l’importante è non impilare più di 5 biscotti

CURIOSITA’

IL CAFFE’

In seguito a diversi studi si è potuto appurare che le persone che assumono caffè abitualmente sviluppano una maggiore protezione nei confronti di varie patologie come il morbo di Parkinson e il declino cerebrale dovuto all’età avanzata. La caffeina presente nel caffè combatte l’azione dei radicale liberi, che, come sappiamo, possono essere responsabili dell’insorgere di diverse patologie, anche gravi. Molto importante l’azione che il caffè esercita nella riduzione dei rischi cardiovascolari. Studi sulla caffeina e le sue proprietà hanno dimostrato il suo effetto termogenico, ossia la sua capacità di bruciare energie e di conseguenza i grassi. Altri benefici del caffè: tre tazzine al giorno possono aiutare che ha problemi di respirazione dovuti ai bronchi, in quanto il caffè ne favorisce la dilatazione; dopo pranzo una tazzina di caffè aumenta la produzione di saliva e di conseguenza ne favorisce la digestione.

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SPEZZATINO DI VITELLO AL VINO ROSSO

| Carni, Secondi

Lo spezzatino di vitello al vino rosso: uno dei buoni piatti della nonna. Inevitabile la scarpetta.

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI VITELLO AL VINO ROSSO

Per 4 pers.

600-700 gr. di muscolo di vitello

Due carote

Una costola di sedano

Una cipolla

5 cucchiai di olio evo

200 ml. di buon vino rosso

Un cucchiaio di concentrato di pomodoro

Un litro di brodo di carne anche di dado

400 gr. di cipolline

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Pelare, lavare e tagliare a rondelle le carote, lavare e tagliare a tocchetti il sedano, sbucciare e affettare la cipolla. In un tegame con l’olio farli rosolare, poi unire lo spezzatino di vitello. Fare insaporire una decina di minuti, unire il vino rosso e cuocere altri 20 min., sciogliere il concentrato di pomodoro nel brodo caldo, versare sulla carne, coprire e cuocere per un’ora, aggiustare di sale e pepare. 15 min. prima di spegnere aggiungere le cipolline pelate. Servire lo spezzatino di vitello al vino rosso subito.. BUON APPETITO

 
 CURIOSITA’
LE CAROTE
Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, la carota viene coltivata soprattutto per le proprietà della sua radice che ha un alto potere nutritivo e curativo. Dalla carota selvatica, pianta originaria del nostro continente, e comunissima nei prati e nei luoghi incolti, ne sono state ricavate numerose varietà, al fine di modificarne le dimensioni, forma e colore della radice, chiamata anche fittone, che è la parte utilizzata a scopi alimentari.
Altro carattere su cui si è intervenuti è il tempo della maturazione, in base al quale si distinguono oggi varietà di carote precoci, medie e tardive. Oggi le carote sono disponibili tutto l’anno e ciò le rende ancora di più un ortaggio prezioso. L’assunzione alimentare ideale è rappresentata dal succo di carote fresche, anche mescolato al latte per potenziarne le proprietà depurative.
Vanno anche bene le carote crude come spuntino o aggiunto ad un piatto di altri alimenti crudi; le carote lessate in pochissima acqua e condite con olio d’oliva extravergine ed erbe aromatiche.
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TROFIE PANCETTA E FUNGHI ALLA CACCIATORA

| Primi

Ottimo primo piatto, le trofie pancetta e funghi alla cacciatora sanno farsi apprezzare. Facili da preparare.  

INGREDIENTI PER LE TROFIE PANCETTA E FUNGHI ALLA CACCIATORA

Per 4 pers.

400 gr. di trofie fresche

50 gr. di funghi secchi

4 cucchiai di olio evo

Uno spicchio di aglio

Mezza cipolla

Mezza costola di sedano

Un ciuffo di prezzemolo

100 gr. di pancetta

200 ml. di panna da cucina

Sale e pepe

Parmigiano o grana grattugiati

PROCEDIMENTO


Ammollare i funghi secchi in una tazza di acqua tiepida. Fare rosolare nell’olio l’aglio, la cipolla e il sedano tritati finemente. Aggiungere la pancetta a listarelle e lasciarla soffriggere a fuoco basso per 4-5 min. Unirvi i funghi sciacquati, strizzati e tagliuzzati, lasciare insaporire per un paio di min. Aggiungere la panna e lasciare cuocere per una ventina di min. a fuoco basso. Salare e pepare quasi a cottura. Lessare le trofie, scolarle e versarle nel condimento con qualc he cucchiaiata dell’acqua di cottura e prezzemolo tritato, spadellare 2 min. e servire subito accompagnati con il parmigiano o il grana a parte.. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PARMIGIANO

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio DOP a pasta dura, prodotto con latte vaccino crudo, parzialmente scremato per affioramento, senza l’aggiunta di additivi o conservanti. La zona di produzione del Parmigiano Reggiano comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del fiume Reno e Mantova a sud del fiume Po. Attualmente gran parte della produzione del Parmigiano-Reggiano avviene con latte prodotto da vacche Frisone, introdotte nel territorio nel corso del Novecento, ma la razza tradizionalmente sfruttata per la produzione del formaggio è la Reggiana rossa, a triplice attitudine (latte, lavoro e carne), introdotta probabilmente dai Longobardi. Una forma di formaggio Parmigiano-Reggiano deve obbligatoriamente avere un peso variabile compreso tra 30 kg e oltre 40 kg, anche se mediamente s’aggira sui 40 kg[2]. Per produrre una forma di Parmigiano-Reggiano servono circa 550 litri di latte con una media di 14 litri per ogni chilogrammo di formaggio prodotto.

 

Tratto da: wikipedia

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TORTA SALATA FRIARIELLI E SALSICCIA

| Torte salate

Questa gustosissima  torta salata friarielli e salsiccia può risolvere un pranzo o una cena, essendo un piatto completo.

INGREDIENTI PER LA TORTA SALATA FRIARIELLI E SALSICCIA

Per 4 pers:

Un chilo di friarielli o cime di rapa

400 gr. di salsiccia fresca

150 gr. di scamorza fresca o mozzarella

Un rotolo di pasta sfoglia rotonda.

Tre cucchiai di olio evo

Uno spicchio di aglio

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare bene i friarielli o le cime di rapa, lessarli in acqua salata, scolarli.  In psdella con l’olio far rosolare lo spicchio di aglio intero, unire i friarielli, salare poco se ce ne fosse bisogno, pepare e far insaporire 3-4 min. Eliminare lo spicchio di aglio. Tagliare a tocchetti la salsiccia e farla rosolare in padella antiaderente senza condimento. Allargare la pasta sfoglia su carta forno, sistemarla in una teglia tonda, facendo trasbordare un po’ i bordi, disporvi i friarielli, i tocchetti di salsiccia, e la scamorza o la mozzarella a dadini. Infornare a 190° Per 25-30 min. circa o comunque fino alla doratura della pasta sfoglia. Lasciare riposare 5 min. e servite la vostra torta salata friarielli e salsiccia. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I FRIARIELLI

I friarielli, Brassica campestris è il loro nome scientifico, ma in termini dialettali nel sud Italia sono detti broccoli, broccoletti o cime di rapa, sono degli ortaggi che fanno parte della famiglia delle brassicacee, sono italiani, ma vengono prevalentemente coltivati in USA (vi giunsero durante l’emigrazione del XX sec.) ed Australia. Si tratta di piante che possono raggiungere anche il metro di altezza, sono a ciclo autunnale e si coltivano in questa stagione ed in inverno. Le foglie sono lunghe e di un verde intenso, le infiorescenze sono gialle ma si raccolgono e si consumano prima che sboccino, si cucinano insieme alle foglie più tenere. Essendo ricche di vitamina C, i friarielli proteggono dai mali di stagione e dallo scorbuto, inoltre favorisce la sintesi del collagene, aiuta a sviluppare la resistenza dell’organismo contro le infezioni ed accelera la guarigione dalle ferite.

Tratto da. Portale benessere

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