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Mese: Gennaio 2017

WURSTEL CON I FAGIOLI BORLOTTI

| Carni

Ricetta veloce e piatto unico per chi ha poco tempo, i wurstel con i fagioli borlotti saranno graditi anche dai più piccini. Piatto gustoso e saporito.

INGREDIENTI PER I WURSTEL CON I FAGIOLI BORLOTTI

Per 4 pers.

Due pacchetti da 3 wurstel grandi

Due lattine da 400 gr. di fagioli borlotti

Una cipolla media

Un cucchiaio di concentrato di pomodoro

Tre cucchiai di olio evo

Pepe o peperoncino a piacere

Sale

PROCEDIMENTO

Pelare e tritare la cipolla, farla rosolare piano nell’olio, Tagliare i wurstel a rondelle non troppo sottili e aggiungerli alla cipolla, rosolare per 3-4 min., versarvi i fagioli ben scolati dal loro liquido e mescolare. Diluire il concentrato di pomodoro in mezzo bicchiere di acqua calda e versare nel tegame. Salare, pepare o unire peperoncino. Lasciar cuocere una decina di minuti. Servire i wurstel con i fagioli borlotti ben caldi, accompagnati da fette di pane casereccio.

CURIOSITA’

I WURSTEL

Il würstel è un alimento INSACCATO a base di carne; rappresenta l’alterego centro-europeo delle salsicce italiane, tant’è che la traduzione letteraria del termine “würstel” significa proprio “salsicciotto”.
Il würstel nasce tra l’Austria (frankfurterwürstel), la Germania (würstchen) e la Svizzera (wienerli); rappresenta anche un alimento tipico del nostro Trentino Alto Adige (wiener o wiener würstchen) ma sembra riscuotere particolare successo anche tra le popolazioni d’oltreoceano (hot-dogTradizionalmente il würstel è un insaccato ottenuto dalla macinatura di carne suina e/o bovina; in base alla ricetta locale e al tipo di würstel, agli ingredienti (percentuali di carne), alle forme, alle grammature, al budello esterno, al metodo di conservazione ecc., le varie preparazioni risultano sensibilmente differenti tra loro.
Grosso modo, è possibile definire che il würstel tradizionale sia un insaccato ottenuto dalla macinazione di carne e grasso animali con ghiaccio ed aromi, successivamente insaccati e cotti al forno a vapore. Attualmente, le produzioni industriali di würstel tradizionali DEVONO far utilizzo anche di additivi (tra i quali soprattutto conservanti)… ma analizzando i vari prodotti reperibili in commercio, pare ovvio che in Italia si faccia un uso prevalente di würstel ottenuti da carne separata meccanicamente e pertanto qualitativamente SCADENTI!

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/wurstel.html

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PASTA CON LA SENAPE SELVATICA

| Primi

Buonissima la pasta con la senape selvatica, per i buoni piatti di una volta. Molto gustosa con questa ricetta siciliana.

INGREDIENTI PER LA PASTA ALLA SENAPE SELVATICA

Per 4 pers.

Due mazzetti di senape selvatica

400 gr. di pasta penne o a vostro piacere

Un cucchiaio di pinoli

Un cucchiaio di uva passa

Tre filetti di acciuga sotto olio

Due spicchi di aglio

Peperoncino a piacere

4 cucchiai di olio evo

Sale

PROCEDIMENTO

Pulire e lavare la senape selvatica, che se ne avete la possibilità  raccoglietela nei campi oppure fate come me comprandola nei mercatini rionali dai contadini. Lessarla per 5 min. in acqua salata leggermente, scolarla ma non buttare via l’acqua di cottura che servirà per cuocervi la pasta, In una larga padella che possa poi contenere anche la pasta, far rosolare in olio i due spicchi di aglio, le acciughe a pezzettini e il peperoncino, unire l’uva passa precedentemente ammollata per 10 min. in acqua tiepida e i pinoli. Lasciare insaporire un min. e aggiungervi la verdura. Cuocere per 2-3 min. Nel frattempo avrete lessato la pasta nell’acua di cottura della senape, scolarla al dente e versarla in padella con la verdura con un mestolino di acqua di cottura, spadellare un paio di min. e servire subito la vostra pasta con senape selvatica. BUON APPETITO

CURIOSITA’

SENAPE SELVATICA

I suoi fiori, gialli come il sole, sono in grado di illuminare una persona soggetta a sbalzi di umore improvvisi. Le foglie invece, sono di colore verde scuro, irregolari per forma e grandezza. A guardarle non sembrerebbero troppo attraenti, ma provate a metterle in bocca. Bene, ora masticate per una decina di secondi e vedrete che concerto di sensazioni! Il primo ad affacciarsi è il dolce, che però dura un attimo, lasciando il posto a varie sfumature di amaro, ed infine il piccante, vivace e persistente che lascia la bocca piacevolmente stordita. Tra l’altro, siccome è ricchissima di acqua e croccantina, bastano pochi minuti sul fuoco per ottenere un contorno delizioso. Ma avete l’imbarazzo della scelta, perché la Senape Selvatica si presta per qualsiasi preparazione. Flan, torte salate, pasta, risotti, zuppe, insalate… insomma, a voi la scelta! Tra le altre cose, ad eccezione dei caldi mesi estivi, è disponibile tutto l’anno.

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LIQUORE SPEZIATO AL MANDARINO DI SICILIA

| Liquori

Il liquore speziato al mandarino di Sicilia, vi prenderà già dal suo primo assaggio con il suo gusto raffinato e il suo profumo inequivocabile di mandarino siciliano con un accenno di speziato..

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INGREDIENTI PER IL LIQUORE SPEZIATO AL MANDARINO DI SICILIA

Dodici mandarini non trattati

1/2 litro di alcool a 90° per liquori

Due chiodi di garofano

Un litro di acqua

1/2 kg. di zucchero

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PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare bene i mandarini. In un contenitore di vetro con tappo ermetico versare l’alcool, unire i chiodi di garofano e le bucce dei mandarini ( solo la parte arancione, io lo faccio con il pelapatate ).

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Mescolare e lasciare macerare per 72 ore, agitando una volta al giorno. Passato questo tempo far bollire il litro di acqua con lo zucchero, quando lo sciroppo si sarà freddato unire all’alcool, mescolare bene, filtrare due volte e imbottigliare. Il vostro liquore speziato al mandarino di Sicilia è pronto per essere sorseggiato, meglio se freddo di frigorifero.

CURIOSITA’

IL MANDARINO

Per mandarino si intende sia l’albero appartenente alla famiglia delle Rutaceae,  sia il frutto che esso produce (esperidio).
Il mandarino è un vero e proprio agrume, al pari di: cedro, pomelo, mandarancio (clementina, tangerino ecc.), pompelmo, arancio e limone. Al pari di cedro e pomelo, il mandarino è considerato una specie “pura”, mentre tutti gli altri agrumi sono frutto di vari incroci botanici. L’albero di mandarino (così come le foglie ed i frutti) non è di grandi dimensioni. Il frutto maturo è sferico, di color arancione chiaro (o verde se acerbo) e pesa approssimativamente tra i 50 ed i 100g; la polpa (anch’essa arancione) è differenziabile in spicchi, ha un sapore dolce (caratteristica unica tra le Specie originarie) e si separa molto facilmente dalla buccia. La varietà italiana di mandarino “per eccellenza” è il tardivo di Ciaculli, tipico siciliano della zona palermitana. E’ comunque doveroso specificare che la distinzione tra mandarino e mandaranci, a causa dei numerosi incroci effettuati nel corso della storia, non è sempre molto chiara. Il satsuma, ad esempio, che da tempo è considerato il “tipico mandarino americano”, sembra oggi rappresentare la varietà più antica di mandarancio introdotta dal Giappone; non a caso, la classificazione americana non prevede la strutturazione a sé stante di un gruppo di mandaranci, ma li accorpa totalmente a quello dei mandarini. Il mandarino è un frutto ricco di acqua, sali minerali, zuccheri semplici e vitamine. Si presta moltissimo alla dieta dello sportivo e, tra le sue varie proprietà, costituisce un’ottima fonte di acido ascorbico (vit. C).
L’apporto energetico è notevole (se paragonato ad altri prodotti della stessa categoria) ed apportato quasi totalmente da fruttosio; questa caratteristica impone di consumare il mandarino in porzioni minori rispetto ad altri frutti come mele, pere, arance, clementine, kiwi ecc., ma più o meno le stesse riferite ad uva, kaki e fichi. Il carico glicemico di buona entità e l’apporto calorico tutt’altro che trascurabile fanno del mandarino un frutto da consumare con moderazione, soprattutto in caso di diabete e sovrappeso.
Il mandarino contiene buone quantità di fibra alimentare delle quali una frazione più che rilevante di componenti solubili (viscose), utili nella prevenzione e nella moderazione della stipsi.
Per quel che concerne i sali minerali, il mandarino è ricco di potassio, mentre in merito alle vitamine spicca l’idrosolubile C, ovvero l’acido ascorbico.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/mandarini.html

 

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BACCALA’ IN INSALATA CON PATATE

| Pesce

Il baccala’ in insalata con patate è buono, leggero e squisito.

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INGREDIENTI PER IL BACCALA’ IN INSALATA CON PATATE

Per 4 pers.

Un kg di baccala’

4 grosse patate

Un mazzetto di prezzemolo

Uno spicchio di aglio

Olio evo

Sale

Pepe macinato fresco

Una foglia di alloro

Due limoni

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PROCEDIMENTO

Ammollare il baccala’ per almeno due giorni cambiando spesso l’acqua, oppure compratelo già ammollato. Lessare le patate in acqua salata. Mettere a bollire abbondante acqua non salata, poi lessarvi il baccalà tagliato a pezzi e la foglia di alloro. Cuocere 10-15 min. a secondo della grandezza dei pezzi. Scolare e lasciare raffreddare- Spellare e spinare i pezzi di baccalà, e sminuzzarli in pezzettini. Pelare, tagliare a fette le patate.  In una ciotola emulsionare abbondante olio evo, il prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio tritatissimo e sbattere con una forchetta. In un piatto di portata disporre al centro i pezzetti di baccalà, contornare con le patate, distribuirvi sopra il condimento al prezzemolo e pepe macinato al momento. Servire il baccala’ in insalata con patate accompagnato con fette di limone. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

IL BACCALA’

Proprio grazie al suo basso contenuto di grassi (notevolmente minore rispetto alla carne rossa), il Baccalà, si è meritato il titolo di “Pesce Magro” per eccellenza; questa peculiarità lo ha portato ad essere presente nei piatti di chi deve seguire delle diete, come soggetti obesi o sovrappeso e in particolare in soggetti con patologie come l’ipertigliceridermia e l’ipercolesterolemia. Il baccalà essendo prima di tutto un pesce eredita le caratteristiche di questa categoria, dai valori nutritivi alla facile digestione, alla presenza di particolari proteine e alla ricchezza di acidi grassi Omega 3 che riducono il cosiddetto colesterolo “cattivo” ed aumentano quello “buono”. Si tratta, quindi, di un alimento sano e che è in grado di sposarsi con diversi cibi grazie anche alla sua versatilità in cucina. Nei pesci la componente principale è proprio l’acqua che corrisponde alla metà o più del peso, escludendola e considerando solo la parte edibile possiamo affermare che il baccalà è composto da proteine e lipidi, per la maggior parte, e da minerali, glucidi e vitamine.

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Tratto da: B come baccalà

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ZUPPA DI CECI E INDIVIA RICCIA

| Minestre

La zuppa di ceci e indivia riccia, la buonissima cucina povera di una volta che riscalda nelle sere invernali..

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INGREDIENTI PER LA ZUPPA DI CECI E INDIVIA RICCIA

Per 4 pers.

350 gr. di ceci secchi

Un cespo di indivia riccia

Una foglia di alloro

Due spicchi di aglio

50 gr. di pancetta

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

Fette di pane casereccio

Parmigiano e Pecorino grattugiati

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere a bagno in acqua i ceci secchi. Sciacquarli e metterli in un tegame, possibilmente di terracotta con abbondante acqua e la foglia di alloro, farli cuocere per 2 ore a fuoco dolce. Poi tritare finemente i due spicchi di aglio, metterli in padella con i 4 cucchiai di olio e la pancetta a dadini, far rosolare. Lavare e tagliare a pezzi l’indivia, aggiungerla ai ceci, salare e far cuocere 5 min., poi versarvi il soffritto, fare insaporire un paio di min., aggiustare di sale e servire con fette di pane casereccio tostate, pepe macinato al momento, un filo di olio a crudo e parmigiano o pecorino a piacere. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

INDIVIA RICCIA

L’indivia riccia è caratterizzata da foglie larghe, con margine irregolare e colore bianco, giallo e verde; ha consistenza croccante e sapore amarognolo. Si differenzia in specie precoci e tardive: L’indivia è un ortaggio dal modestissimo apporto energetico; contiene pochissimi grassi, proteine e glucidi, mentre vanta un ottimo quantitativo di acqua, di fibre (in particolare l’inulina), di sali minerali e di vitamine.
Tra gli apporti di sali minerali spiccano il contenuto di potassio, di ferro e di calcio, mentre in merito alle vitamine idrosolubili non mancano riboflavina (vit. B2), niacina (vit. PP) e acido ascorbico (vit. C); tra le vitamine liposolubili si apprezza un notevole apporto di retinolo equivalenti (carotenoidi – pro vit. A). Contiene solo 16 calorie per 100 gr. di alimento

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/indivia.html

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