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Mese: Dicembre 2016

VITELLO TONNATO ALLA PIEMONTESE

| Antipasti

Il vitello tonnato alla piemontese, un saporitissimo antipasto. Ottimo anche per un pranzo o una cena, accompagnato con un frutto.

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INGREDIENTI PER IL VITELLO TONNATO ALLA PIEMONTESE

Per 6 pers.

Un kg. di girello di vitello

Una carota

Una costola di sedano

Una cipolla

1/2 limone bio

150 ml. di vino bianco secco

Tre cucchiai di olio

200 gr. di tonno sotto olio

Due filetti di acciuga salata

300 gr. di maionese

Qualche cappero

PROCEDIMENTO

Legare il girello di vitello o farlo fare al macellaio, metterlo in un tegame con la carota, la cipolla e la costola di sedano a pezzetti, la scorza del ½ limone.  Bagnare con il vino bianco, l’olio, due bicchieri di acqua fredda e il succo del mezzo limone, salare poco e cuocere per un’ora da quando inizia il bollore del liquido. Quando è cotto sgocciolarlo e passare il liquido di cottura al passino fine, rimettere la carne in tegame con il liquido filtrato e farla raffreddare completamente ( meglio se preparato la sera prima). Poi sgocciolarlo e asciugarlo e affettarlo molto sottile, mettere il sughetto sul fuoco ad addensare. Passare al mixer il tonno ben sgocciolato con i filetti d’acciuga e 4-5 capperi, diluire con qualche cucchiaio di brodo di cottura, mescolare alla maionese ( meglio se fatta in casa ). Alternare in un piatto da portata le fettine di carne con la crema di tonno, decorare con capperi e servire il vostro vitello tonnato alla piemontese.

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CURIOSITA’

I CAPPERI

I capperi sono diffusi nell’area mediterranea e crescono in modo spontaneo sui terreni calcarei; necessitano di pochissima acqua per vivere e svilupparsi. I capperi sono stati utilizzati a scopo gastronomico fin dai tempi più antichi tanto che il medico e farmacista greco Dioscoride, nel 70 d.C. circa, ne parlò nella sua opera De Materia Medica dove descriveva i capperi come un alimento diuretico ed efficace contro il mal di denti.

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LA CUCCIA DI SANTA LUCIA

| Dolci

La cuccia di santa Lucia è per noi il cibo che non deve mai mancare sulle tavole dei siciliani il 13 dicembre. Per devozione dovrebbe costituire l’unico cibo ammesso in questo giorno.La cuccìa è legata al culto di Santa Lucia e la sua preparazione è un rito di tante famiglie non solo siciliane, ma anche di buona parte del Mezzogiorno e del resto d’Italia. Tante sono le storie e leggende che legano il cibo alla festa del 13 dicembre. Ve ne raccontiamo una fra le più significative. Si narra che, diversi secoli fa, in Sicilia, dopo una lunga carestia, arrivò nel porto di Palermo o Siracusa ( si discute ancora, su questo dilemma), una nave carica di grano proprio il giorno di Santa Lucia. L’evento fu accolto dalla popolazione stremata come un aiuto divino. Il grano fu subito distribuito e la gente, affamata, per non perdere ancora del tempo per macinarlo e trasformarlo in farina e poi in pane o pasta, lo cucinò così com’era. Da allora, in segno di riconoscenza, il giorno di Santa Lucia, ritenuta l’artefice del miracolo, non si mangiano pane e pasta, ma “si cuccìa” dal verbo “cucciari” derivato da “còcciu” cosa piccola, chicco.

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INGREDIENTI PER LA CUCCIA DI SANTA LUCIA

500 gr.  chicchi di grano duro

200 gr. di ceci secchi

13 fave secche con la buccia

2-3 foglie di alloro

La buccia di un’arancia bio

PROCEDIMENTO

A Trapani, noi la prepariamo e condiamo in modo diverso da altre ricette siciliane. Mettere a bagno il grano duro,

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le fave e i ceci in acqua la sera dell’antivigilia ( la sera del giorno 11 dicembre, per intenderci). 13 fave in onore al giorno di Santa Lucia.  La sera del 12 dicembre, si mettono in pentola con abbondante acqua perchè in cottura ne assorbiranno molta:  il grano e i legumi scolati, le foglie di alloro, la buccia a pezzi dell’arancia

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e si lascia cuocere minimo 2 ore, fin quando il grano sarà morbido e avranno assorbito tutta l’acqua. Si lascia riposare tutta la notte con un coperchio. Al mattino e per tutta la giornata, si mangerà cuccì’a condita con vino cotto e cannella. A Palermo è uso mangiarla con ricotta zuccherata e canditi oppure con crema dolce fatta con amido, latte e zucchero.

CURIOSITA’

FRUMENTO O GRANO

Il grano duro viene utilizzato per ottenere la semola, con cui si preparano la pasta secca industriale (non a caso sulla confezione è riportata la dicitura “pasta di semola”) ed alcuni tipi di pane (come quello di Altamura). Il frutto del frumento, chiamato cariosside, è interamente ricoperto da un pericarpo fibroso; si tratta di un involucro esterno, costituito da più strati di cellule ricche in cellulosa e sali minerali; questa parte, dopo il processo molitorio, va a costituire la crusca. Al di sotto del pericarpo è presente uno strato monocellulare, costituito da cellule di grandi dimensioni e di forma cubica; questa porzione viene chiamata strato aleuronico e separa il cuore della cariosside dai tegumenti esterni. Dal punto di vista nutrizionale, il pericarpo è particolarmente ricco di nutrienti, come proteine, lipidi, vitamine e sali minerali; tuttavia è particolarmente esiguo in termini quantitativi e, soprattutto, viene perso durante il processo molitorio.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/frumento.html

 

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PASTICCIO DI ZITI AL FORNO

| Primi

Un bel primo piatto : questo pasticcio di ziti al forno. Un piatto per la domenica o i giorni di festa.

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INGREDIENTI PER IL PASTICCIO DI ZITI AL FORNO

Per 4 pers.

400 gr. di pasta ziti

200 gr. di pisellini surgelati

50 gr. di burro

400 gr. di salsa di pomodoro già cotta e condita

250 gr. di besciamella

200 gr. di mozzarella

Un uovo

100 gr. di grana o parmigiano grattugiati

Pangrattato q. b.

Sale pepe

PROCEDIMENTO

Fare saltare in padella i  pisellini già scottati e scolati con 20 gr. di burro, salare, pepare e cuocere 10 min. a fuoco basso.

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Lessare al dente gli ziti, scolarli e condirli con: la salsa di pomodoro cotta e condita, la besciamella, i piselli, la mozzarella a dadini e la crema di grana ottenuta sbattendo l’uovo con il grana e pepe a piacere.

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Versare in teglia imburrata e cosparsa di pangrattato. Cospargere con poco pangrattato e qualche fiocchetto di burro.

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Infornare a 180° per 30 min. Lasciare riposare il pasticcio di ziti al forno per una decina di minuti prima di servire. BUON APPETITO.

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CURIOSITA’

GLI ZITI

Gli ziti sono un tipo di pasta di grano duro, di forma allungata, tubulare e cava e con superficie liscia come i bucatini ma di diametro maggiore, un po’ più stretti dei rigatoni ma più larghi dei mezzani. Nella varietà “ziti rigati”, presentano sulla superficie righe e creste elicoidali o parallele alla sezione verticale. Anche se confezionati come pasta lunga, la tradizione culinaria dell’Italia meridionale vuole che prima di cuocerli li si spezzi manualmente nel piatto.  Il nome deriva dalla forma dialettale “i zit” (gli sposi): tale formato di pasta per tradizione veniva infatti cucinato durante i pranzi di nozze. Secondo la tradizione partenopea, gli ziti sono da gustare conditi con sughi densi e corposi come il ragù, ma sono anche ottimi per la preparazione di timballi e pasticci al forno Gli ziti sono diventati molto popolari negli Stati Uniti con la serie televisiva I Soprano.

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TARTINE CUORI E STELLE

| Antipasti

Con le tartine cuori e stelle:  ecco un’altra idea semplice e gustosa per gli antipasti da servire con l’aperitivo o finger food

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INGREDIENTI PER LE TARTINE CUORI E STELLE

Per una ventina di tartine rosa:

100 gr. di salmone affumicato

100 gr. di robiola cremosa

Una cucchiaiata di uova di lompo rosse

Un limone bio

Pan carrè

Per una ventina di tartine nere

100 gr. di formaggio cremoso tipo Philadelphia

Due cucchiai di patè di olive nere

Un’arancia bio

Pan carrè

PROCEDIMENTO

Per le tartine rosa: passare al mixer il salmone affumicato e la robiola fino a ottenere una crema fine, poi aggiungere le uova di lompo rosse e amalgamare delicatamente con un cucchiaio..  Ritagliare  dalle fette di pan carrè con le formine a cuore e stelle: le tartine. Con un sac a poche e bocchetta a stella piccola distribuire la crema sulle tartine. Lavare e asciugare il limone, tagliarlo a fettine sottili e ricavare da ogni fettina sei triangolini, con questi decorare le tartine.

Per quelle nere: passare nel mixer il formaggio cremoso e i due cucchiai di patè di olive nere, sempre con il sac a poche e la bocchetta a stella piccola disporre sulle tartine. Lavare e asciugare l’arancia e procedere come per il limone, decorando ogni tartina  con un triangolino di arancia.  Le vostre tartine cuori e stelle son pronte ad essere servite con l’aperitivo. BUON APPETITO

CURIOSITA’

SALMONE AFFUMICATO

Il Salmone è un pesce tipico dei mari del Nord. Depone le sue uova in acque fresche ed ossigenate, dopo aver risalito i freddi fiumi di montagna. Dopo la riproduzione ritorna al mare, ma spesso muore durante il lungo ed estenuante viaggio di ritorno. Il salmone affumicato è ottenuto grazie all’omonimo metodo di cottura con l’impiego di legni aromatici come ginepro, rosmarino e lauro. Vivendo in acque fredde il salmone è ricco di acidi grassi polinsaturi, utili per isolare il corpo e mantenere costanti le temperature interne. E’ considerato un pesce grasso ma molto salutare in quanto i grassi in esso contenuti riducono il colesterolo cattivo ed aumentano il colesterolo buono. Dal punto di vista nutrizionale è inoltre ricco di proteine e fosforo, oltre ad avere un discreto contenuto in calcio e ferro. Ogni 100 gr. di prodotto contengono 147 Kcl.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/salmone-affumicato.htm

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PENNE AL SUGO CON CARCIOFI

| Primi

Un piatto super saporito questo delle penne al sugo con carciofi.

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INGREDIENTI PER LE PENNE AL SUGO CON CARCIOFI

Per 4 pers.

5 carciofi

Una cipolla

100 gr. di pancetta affumicata a dadini

Uno spicchio di aglio

300 gr. di polpa di pomodoro tritata fine

Peperoncino o pepe

400 gr. di pasta penne

Olio evo

Sale

Parmigiano grattugiato

PROCEDIMENTO

Tritare finemente la cipolla, farla soffriggere in tre cucchiai di olio con la pancetta a dadini, il peperoncino e lo spicchio di aglio, poi da togliere. Unire la polpa di pomodoro tritata fine, salare, pepare e cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Nel frattempo mettere sul fuoco l’acqua per la pasta. Pulire i carciofi, tagliarli a metà e poi a spicchi spessi 2 cm., quando l’acqua prende il bollore, salare e versarvi i carciofi e la pasta. Scolare e condire con il sugo. Servire le penne al sugo con carciofi accompagnate da  parmigiano.  BUON APPETITO

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CURIOSITA’

I CARCIOFI

Il carciofo è una pianta di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato; la sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. Il carciofo è un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi. Era utilizzato come alimento fin dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani. Il segreto delle sue virtù risiede nella cinarina, la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e molte delle sue proprietà benefiche e terapeutiche. Il carciofo è ricco di potassio e sali di ferro, mentre ha una scarso contenuto a livello di vitamine. Troviamo poi alcuni zuccheri consentiti ai diabetici, come mannite e inulina e altri minerali come rame, zinco, sodio, fosforo e manganese. L’organo che trae maggior beneficio dalle proprietà del carciofo è il fegato; la cinarina, i cui benefici vengono disattivati dalla cottura (per questo motivo è meglio consumare il carciofo crudo),

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