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Mese: Settembre 2016

LE MIE SFINCE TRAPANESI

| Dolci

Le mie sfince trapanesi sono: delle golose frittelle aromatizzate ai semi di anice,  che una volta venivano preparate durante il periodo natalizio, adesso  si preparano durante tutto l’anno e non mancano mai in qualsiasi fiera o sagra.

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INGREDIENTI PER LE MIE SFINCE TRAPANESI

500 gr. di farina di semola di grano duro

250 gr. di patate

Un cucchiaio raso di semi di anice

Un grosso pizzico di sale

Il succo e la buccia di un’arancia non trattata

Una bustina di vanillina

Un cubetto di lievito di birra da 25 gr.

Olio di arachidi per friggere

Zucchero e cannella per completare

PROCEDIMENTO

Mettere nella planetaria o in una capiente ciotola: la farina di semola ( quella che si usa per il pane e la pasta ), le patate lessate e passate allo schiacciapatate, il succo e la buccia grattugiata dell’arancia, il sale, la vanillina, i semi di anice e il lievito sciolto in acqua tiepida. Iniziare a mescolare e poi impastare energicamente unendo man mano acqua calda non bollente,   fino ad ottenere un impasto morbidissimo e un po’ colloso.

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Fare lievitare un’ora ben coperto e in luogo caldo.  Scaldare in un tegame abbondante olio, E con le mani unte prendere dei pezzetti di pasta grandi come un mandarino, allargarlo un po’ facendo un buco al centro, Tuffarli  quando l’olio sarà ben caldo  e friggere fino a doratura. Farli scolare su carta cucina. Le mie sfince trapanesi: vanno mangiate calde e ben spolverizzate di zucchero e cannella.

CURIOSITA’

ANICE

Quella dell’anice ( Pimpinella anisum ) è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere; il suo fusto raggiunge in media un’altezza di 40/50 centimetri, i suoi fiori sono piccoli, di colore bianco e fioriscono all’inizio dell’estate. Il suo frutto è piccolo con forma ovale e verde giallognolo, tende a scurirsi durante la maturazione.
Le parti che si utilizzano dell’anice sono i semi che vengono raccolti in agosto; la pianta è originaria dell’oriente e veniva già coltivato in tempi antichi dalla popolazione egizia, araba e greca. In Italia l’anice cresce spontaneamente in zone con clima caldo ed asciutto, in
particolar modo nel bacino mediterraneo.

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PEPERONI AMMOLLICATI

| Verdure

Semplici e veloci da preparare, i peperoni ammollicati sono un ottimo contorno.

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INGREDIENTI PER I PEPERONI AMMOLLICATI

Per 6 pers:

Due peperoni rossi

Due peperoni gialli

Due peperoni verdi

Un dl. di olio evo

100 gr.  mollica di pane casereccio sbriciolata

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i peperoni, eliminare il picciuolo ed i semi, tagliarli a pezzi. Fare scaldare l’ olio in una larga padella e friggervi i peperoni. Toglierli, eliminare l’olio rimasto. Rimettere i peperoni in padella, salare, pepare e unire la mollica di pane sbriciolata, continuare la cottura a fuoco vivace fino a doratura della mollica.  I peperoni ammollicati vanno serviti tiepidi o a temperatura ambiente. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

I PEPERONI

La pianta del peperone, nome scientifico Capsicum annum, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è una pianta che nei paesi con clima mediterraneo ha carattere annuale mentre, in quelli con clima caldo, è perenne; la pianta è originaria dell’America meridionale.
Quella dei peperoni è una pianta che produce moltissime varietà di frutti con caratteristiche, proprietà e colori diversi tra loro; tutte le diverse specie di peperone possono essere coltivate nel nostro paese e, a seconda della zona, i frutti si possono raccogliere a partire dall’estate fino in autunno.
I peperoni si possono distinguere fra dolci e piccanti, grandi e
piccoli, forma allungata, forma tronca e di forma quadrangolare. I peperoni sono composti per il 92% circa da acqua, il 4,2% da zuccheri, il 2% da fibre, lo 0,50% da fibre, proteine e grassi. Questi i minerali presenti: potassio ( in buona quantità ), fosforo, sodio, calcio, magnesio. Manganese, zinco, rame e ferro sono presenti in minime quantità.
I peperoni contengono vitamina A, alcune del gruppo B in piccole quantità, vitamina C in grande quantità, vitamina E, J e K.
Tra gli amminoacidi citiamo: acido aspartico e glutammico,
arginina, alanina, valina, leucina, lisina, fenilananina e triptofano.

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RISOTTO CON COZZE E GAMBERI

| Riso

Il risotto con cozze e gamberi: un delicato primo dal sapore di mare.
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INGREDIENTI PER IL RISOTTO CON COZZE E GAMBERI
Per 4 pers.
350 gr. di riso per risotti
700 gr. di cozze
300 gr. di gamberi già sgusciati
Un bicchiere e mezzo di vino bianco secco
6 cucchiai di olio evo
Un ciuffo di prezzemolo
Uno spicchio di aglio
Una piccola cipolla
Una foglia di alloro
50 gr. di brandy
Sale e pepe q. b.
due litri di brodo di pesce o brodo vegetale
PROCEDIMENTO
Pulire le cozze e farle aprire su fuoco vivo con: un bicchiere di vino bianco, un cucchiaio di olio, il ciuffo di prezzemolo e lo spicchio di aglio. Sgusciarle e filtrare il liquido. Lavare i  gamberi ed eliminare il filo nero.  In un tegame far rosolare in 3 cucchiai d’olio la cipolla tritata, unire la foglia di alloro e i gamberi, farli rosolare e bagnare con il brandy e il mezzo bicchiere di vino bianco, salare, pepare e cuocere 10 min. Nel frattempo in un largo tegame far scaldare 2 cucchiai di olio, unire il riso e farlo rosolare, bagnare man mano con brodo bollente, a metà cottura unire il liquido delle cozze e qualche min. prima di spegnere unire anche le cozze e i gamberi.  Lasciare riposare il risotto con cozze e gamberi 3-4 min. prima di servire.  BUON APPETITO
CURIOSITA’
COZZE
Le cozze non sono alimenti difficili da reperire; i litorali del mar Adriatico ne risultano quasi infestati, così come alcune zone del mar Ionio e poche altre del Tirreno. Le cozze si nutrono sia di particelle organiche in sospensione, sia di plancton, entrambe componenti molto presenti nelle acque salmastre delle foci; non a caso, il mar Adriatico (litorale che parte dal Friuli Venezia Giulia e termina in Puglia – il versante marino più ricco di sbocchi fluviali) rappresenta quasi un’unica colonia ininterrotta di cozze spontanee; ma ciò non toglie che questa specie possa venir coltivata con successo (in acqua-colture, sia nelle sacche delle valli che in alto mare) in tutte le zone del mar Mediterraneo.

 

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PESCE PALOMBO CON AGLIATA

| Pesce

Il pesce palombo con agliata: un secondo piatto dal sapore mediterraneo.

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INGREDIENTI PER IL PESCE PALOMBO CON AGLIATA

Per 4 pers.

4 fette di pesce palombo

100 gr. di pomodori secchi

6 spicchi di aglio

500 gr. di pomodori pelati

Un ciuffo di prezzemolo

Peperoncino a piacere

5 cucchiai di olio evo

Farina per infarinare il pesce

50 ml. di aceto bianco

Sale

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare le fette di palombo, infarinarli e friggerli, salare. Tenere a parte. Tritare finemente i pomodori secchi tenuti a bagno in acqua per 30 min. con l’aglio, il ciuffo di prezzemolo e il peperoncino, fare soffriggere per qualche min. in olio e.v.o. bagnando con un paio di cucchiai d’acqua, unire i pomodori pelati tagliuzzati, fare addensare e aggiungere l’aceto bianco, salare e cuocere altri 10 min. Versare subito sul pesce. Servire il pesce palombo con agliata: tiepido con fette di pane casereccio abbrustolito. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

AGLIO

Allium Sativum L., appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Alcuni studiosi, per la forma dell’infiorescenza, la inseriscono, come la cipolla, nella famiglia delle Amarillidaceae.
L’aglio è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi tanto che era già utilizzata dagli Egizi nel III millennio a.C e, successivamente, dai Greci, dai Romani, dai Cinesi e dagli Indiani. I bulbilli oggi vengono usati fin dall’antichità come condimento di cibi. Utilizzati, crudi, in insalate o aggiunti a sughi, stufati, piatti di pesce o verdure. Molto impiegati anche nella preparazione di insaccati (salame all’aglio) e nell’industria conserviera per antipasti sott’olio e sott’aceto. Oggi viene coltivata in tutti i continenti ed è molto nota per l’uso culinario. In Italia viene coltivata maggiormente in Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia. E’ una perenne rustica, coltivata come annuale. Alleato di sistema immunitario, apparato cardiovascolare, intestino, apparato respiratorio
L’aglio ha una reputazione medicamentosa di tutto rispetto. Ottimo per la prevenzione di raffreddori, influenza, malattie cutanee e infallibile disinfettante per l’intestino. Uno spicchio d’aglio è serbatoio di principi attivi curativi di notevole efficacia come allicina, zolfo, vitamine del gruppo B. H

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PEPERONCINI RIPIENI SOTT’OLIO

| Conserve

Questo è il periodo delle conserve. Quindi perchè non preparare questi ottimi peperoncini ripieni sott’olio da utilizzare tutto l’Inverno. Anche se son talmente buoni che non dureranno tanto tempo.

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INGREDIENTI PER I PEPERONCINI RIPIENI SOTT’OLIO

Un kg. di peperoncini tondi

Un litro di aceto bianco più quello per lavare le acciughe

1/2 Kg. di acciughe sotto sale

Due-tre cucchiaiate di capperi sotto aceto

Olio di semi di girasole

Sale q. b.

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare i peperoncini,  indossare un paio di guanti in lattice, eliminare la calotta e svuotarli da tutti i semi. (Attenzione sono molto piccanti). Portare a bollore l’aceto bianco, l’acqua e sale,  immergervi i peperoncini, un po’ per volta,  non appena riprende il bollore: far cuocere circa 1 min.  non di più. Scolarli subito e metterli su un canovaccio da cucina a scolare e raffreddare.

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Nel frattempo pulire le acciughe sotto sale ( non usare i filetti in barattolo ). Lavarle con aceto e sfilettarle. Riempire ogni peperoncino con 1 filetto d’acciuga e 2-3 capperi sott’aceto.

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Sistemarli nei vasetti sterilizzati, coprirli con olio di semi di girasoli, ma non chiuderli subito, aspettare 12 ore in modo che se ci fosse ancora bisogno di olio, aggiungerlo. Chiudere e conservare in dispensa al buio e fresco. Sono consumabili già dopo 1 settimana. I peperoncini ripieni sott’olio si possono farcire anche con tonno e olive verdi.

CURIOSITA’

I CAPPERI

La raccolta dei capperi avviene nei mesi estivi in coincidenza con il periodo di fioritura della pianta; in particolare è importante che i capperi vengano colti non appena i boccioli germogliano.
I capperi sono composti per l’84 % da acqua, dal 4,5% da carboidrati, il 2,3 % da proteine, il 3% da fibre e la restante percentuale è divisa tra zuccheri, grassi e ceneri; discreta la presenza di minerali tra cui troviamo il sodio in grande quantità, il calcio, il potassio, il ferro, il fosforo, il selenio, il magnesio, lo zinco, il rame ed il manganese.
Sono presenti la vitamina A, la B1, B2, B3, B5 e B6, la vitamina C, la E, la K e la vitamina J; i capperi contengono inoltre quercetina ( rispetto al proprio peso è la pianta che ne contiene la percentuale più elevata ), una sostanza appartenente al gruppo dei flavonoidi ed in possesso di proprietà antiossidanti che sappiamo essere in grado di apportare benefici all’organismo umano.
Grazie alla grande quantità di quercetina, che abbiamo visto essere un antiossidante naturale, i capperi svolgono una funzione anti infiammatoria e la stessa quercetina è ora allo studio per le sue ipotetiche proprietà antitumorali.

 

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SPAGHETTI CON PESCATRICE E ZUCCHINE

| Primi

Gli spaghetti con pescatrice e zucchine: un primo piatto con eccellente sapore di mare. Semplice da preparare e il finale sarà premiato. Può costituire un piatto unico, visto l’abbondanza del pesce presente.

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INGREDIENTI PER GLI SPAGHETTI CON PESCATRICE E ZUCCHINE

Per 4 pers.

700 gr. di rana pescatrice

300 gr. di zucchine

300 gr. di pomodorini

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Uno spicchio di aglio

6 cucchiai di olio evo

350 gr. di spaghetti

Un ciuffo di prezzemolo tritato

Sale e pepe a piacere

PROCEDIMENTO

Mettere le zucchine tagliate a bastoncini in padella con tre cucchiai di olio e lo spicchio di aglio tritato finemente, salare, pepare  e lasciarle al dente. In un’altra padella far rosolare nei restanti tre cucchiai di olio, la pescatrice a tocchetti dopo averne tolti 4 tranci sottili per decorare i piatti. Sfumare con il vino bianco e unire i pomodorini tagliati a metà, salare e pepare. Cuocere una decina di minuti. Nel frattempo lessare gli spaghetti, scolare e versare in padella con il pesce e qualche cucchiaio di acqua di cottura, far mantecare, unire le zucchine e prezzemolo tritato. Servire gli spaghetti con pescatrice e zucchine subito e con un trancetto di pesce per decorazione. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

RANA PESCATRICE O CODA DI ROSPO

La rana pescatrice è un pesce di mare abbastanza pregiato e ad ampio consumo, nonostante la stragrande maggioranza della popolazione ne ignori il vero aspetto in quanto
è reperibile soprattutto in forma già decapitata ed eviscerata, spesso privata anche della pelle e delle pinne. La rana pescatrice o coda di rospo è un pesce molto magro ed assolutamente poco calorico; inoltre, tra i pochi lipidi, si distingue una netta prevalenza di acidi grassi polinsaturi della famiglia omega-3. E’ quindi deducibile che la rana pescatrice o coda di rospo si presti egregiamente ai regimi alimentari ipocalorici e contro le dislipidemie; inoltre, l’abbondanza di proteine ad alto valore biologico fa della coda di rospo un pesce particolarmente utilizzato nella dieta dello sportivo e del culturista. Le fibre sono assenti ed i carboidrati presenti poco oltre che in traccia; la quantità di colesterolo è irrisoria e di norma non costituisce un limite al suo consumo.

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ANTIPASTO PIEMONTESE DI VERDURE

| Antipasti

Questa è una conserva che ormai si può preparare tutto l’anno vista la reperibilità degli ingredienti. L’antipasto piemontese di verdure è ottimo per risolvere l’apertura di un pranzo. Come pasto unico accompagnato con fette di pane, per chi ha fretta oppure per un’ospite improvviso.

 

INGREDIENTI PER L’ANTIPASTO PIEMONTESE DI VERDURE

Tre kg. di pomodori da salsa

Tre etti di fagiolini

Tre etti di cipolline

Tre etti di sedano

Tre etti di carote

Tre etti di cavolfiore

Tre etti di peperoni

Tre etti di zucchine

Un bicchiere di olio evo

Un bicchiere di aceto bianco

Sale e zucchero a piacere

PROCEDIMENTO

Cuocere i pomodori freschi tagliati a metà in un tegame,  passarli al passapomodoro e mettere il passato sul fuocoin una pentola capiente che possa contenere anche tutte le verdure. Quando inizierà a bollire aggiungere le verdure, iniziare da quelle più dure. 3 etti  per ogni verdura si intende peso netto già pulite, in sequenza: carote a rondelle, cavolfiore a cimette, cipolline intere, sedano a pezzetti, fagiolini a metà, peperoni a pezzi e zucchine a tocchi. Tra l’inserimento di una verdura e l’altra far trascorrere 4-5 min. Infine con l’ultima verdura unire il bicchiere di olio, il bicchiere di aceto bianco, sale e zucchero a piacere. Versare nei vasetti, chiudere bene e sterilizzare per 30 min. Lasciare raffreddare nella pentola. Conservare in dispensa. Al momento di servire aggiungere tonno sotto olio sgocciolato. L’antipasto piemontese di verdure si conserva in dispensa anche 2 anni.

CURIOSITA’

PEPERONI

I peperoni si possono distinguere fra dolci e piccanti, grandi e
piccoli, forma allungata, forma tronca e di forma quadrangolare.
I peperoni sono composti per il 92% circa da acqua, il 4,2% da zuccheri, il 2% da fibre, lo 0,50% da fibre, proteine e grassi. Questi i minerali presenti: potassio ( in buona quantità ), fosforo, sodio, calcio, magnesio. Manganese, zinco, rame e ferro sono presenti in minime quantità.
I peperoni contengono vitamina A, alcune del gruppo B in piccole quantità, vitamina C in grande quantità, vitamina E, J e K.
Tra gli amminoacidi citiamo: acido aspartico e glutammico,
arginina, alanina, valina, leucina, lisina, fenilananina e triptofano.
Come abbiamo visto i peperoni contengono un’alta percentuale di vitamina C che sappiamo essere un ottimo antiossidante; per questo motivo l’assunzione di peperoni è indicata per contrastare l’attività dei radicali liberi.

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CAPONATA DI MELANZANE AL FORNO

| Verdure

La caponata di melanzane al forno: un’alternativa più leggera perchè senza frittura ma non per questo meno saporita.

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INGREDIENTI PER LA CAPONATA DI MELANZANE AL FORNO

Due melanzane violette

Due cipolle di Tropea

1/2 sedano piccolo

Due pomodori maturi

50 gr. di olive verdi snocciolate

50 ml. di aceto di mele

Due cucchiai di zucchero

Sale e pepe q.b.

Olio evo

PROCEDIMENTO

Lavare e asciugare le melanzane, tagliarle a dadi e metterle in una teglia capiente. Aggiungere la cipolla affettata grossolanamente, il sedano lavato, asciugato e tagliato a tocchetti, i pomodori a pezzetti e le olive. Condire con olio evo abbondante, sale  e pepe a piacere, mescolare bene con le mani.

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Infornare a 220° per circa 20 min.  mescolando di tanto in tanto  Sciogliere lo zucchero nell’aceto e versarlo sulle melanzane, rimettere in forno e far sfumare. circa 5 min., controllare che siano cotte e spegnere. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente. La caponata di melanzane al forno: va servita fredda, si conserva in frigo anche per 4-5 giorni. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

ACETO DI MELE

L’aceto di mele si ottiene facendo fermentare il succo di mela in grandi botti di legno per tutto il tempo necessario affinché diventi sidro; una volta ottenuto il sidro gli si aggiungono ( come per l’aceto di vino ) i batteri del genere Acetobacter che lo
trasformeranno in seguito in aceto di mele.
L’aceto in generale è composto per l’80% circa da acqua e da molti altri composti a seconda del tipo di aceto; aminoacidi, vitamine, alcoli, tannini, sali minerali e acidi organici sono le sostanze che conferiscono all’aceto le proprietà caratteristiche. Nell’aceto di vino troviamo in particolare: anidride solforosa, alcol etilico, ceneri, glicerina, metanolo, minerali vari come ferro, zinco, calcio, rame e piombo. Tra gli aminoacidi annoveriamo l’arginina, alanina, acido aspartico e acido glutammico.
Per quanto riguarda l’aceto di mele l’acqua è presente circa al 90%, possiede una maggior varietà di minerali, potassio in primis, oltre a calcio, sodio, fosforo, e moltissime vitamine ( A, B, C, D, E, K e J ).

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SALAME DI POLPO VERACE

| Antipasti, Pesce

Il salame di polpo verace: ottimo come antipasto o secondo di pesce. Si prepara con molto anticipo, il che lo rende comodo in caso si abbia ospiti e poco tempo

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INGREDIENTI PER IL SALAME DI POLPO VERACE

Per 4 pers.

Un polpo verace di un kg.

Olio evo

Un limone

Sale

Sale aromatizzato al limone

Pepe

Un ciuffo di prezzemolo tritato

PROCEDIMENTO

Eliminare dal polpo gli occhi e svuotare la testa ( se non lo sapete fare, chiedete di farlo al pescivendolo). Lavarlo bene e lessarlo in acqua bollente per 30 min. Salare l’acqua dieci min. prima di spegnere. Lasciare riposare ancora 15 min. Toglierlo ancora caldo e metterlo in un contenitore a cilindro oleato, ( va bene anche una bottiglia di plastica vuota alla quale avrete tagliato via la parte superiore.  ) pressarlo bene e mettervi un peso sopra in modo che rimanga ben schiacciato e compatto. Tenere in frigo 24 ore. Togliere dalla bottiglia tagliandola, affettarlo, disporlo in un piatto di portata  e condirlo  con un emulsione di olio evo, il succo del limone e pepe. Cospargere il salame di polpo verace con granelli di sale aromatizzato al limone e il prezzemolo tritato.

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CURIOSITA’

POLPO VERACE

Il polpo è un mollusco. Il polpo verace deve avere due file parallele di ventose sui tentacoli, Presente in tutti i mari e gli oceani, è molto diffuso anche nel Mar Mediterraneo. Il polpo fa parte del I° gruppo degli alimenti e, in quanto tale, apporta ottime quantità di proteine ad alto valore biologico. Il polpo non contiene molto colesterolo ed i glucidi (pur scarsissimi) sono addirittura quantitativamente superiori agli acidi grassi; queste caratteristiche conferiscono al polpo la famosa ipo-caloricità. Tra le vitamine non si evidenziano apporti degni di nota, mentre per quel che concerne i sali minerali spiccano ottime quantità di ferro, calcio, fosforo e potassio.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/polpo.html

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CONSERVA DI BASILICO AL SALE

| Conserve

Conserva di basilico al sale per i mesi invernali e quando non si ha a disposizione il basilico fresco. Per mantenere il profumo e l’aroma, Utile per aromatizzare le vostre pietanze.

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INGREDIENTI PER LA CONSERVA DI BASILICO AL SALE

100 gr. di sale marino grosso

Una sessantina di foglie di basilico bio.

PROCEDIMENTO

Per ogni 100 gr. di sale grosso: ci vogliono circa una sessantina di foglie di basilico possibilmente bio. Io ho usato il mio coltivato in vaso sul balcone. Pulire le foglie con un canovaccio inumidito (NON LAVARLE)  poi tritarle nel mixer insieme al sale. Conservare in vasetti di vetro sterilizzati  e ben chiusi. Conservare in dispensa. La conserva di basilico al sale è ottima per tutte le preparazioni in cui normalmente si utilizza il basilico.

CURIOSITA’

BASILICO

Non solo il basilico è un’ottima pianta aromatica in grado di dare più gusto ad una grande varietà di piatti della cucina mediterranea ma, grazie alle sue proprietà, rappresenta un valido aiuto naturale per la cura di diverse patologie. Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. Questa particolare proprietà del basilico sembra sia da ricondursi alla sostanza che conferisce il caratteristico aroma al basilico, l’eugenolo.
Il basilico viene anche impiegato come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse.
In ultimo è in grado di aumentare la produzione di latte materno durante l’allattamento e di lenire il fastidio delle punture di insetti.

 

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