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Mese: Gennaio 2016

PASTA CON LA MOLLICA

| Primi

La pasta con la mollica, un piatto povero della tradizione siciliana di una volta, quando con pochi ingredienti si creavano pietanze saporite. Si prepara velocemente e quindi un ottimo aiuto in cucina per chi ha poco tempo a disposizione.

pastamollicaINGREDIENTI PER LA PASTA CON LA MOLLICA

Per 4 pers.

380 gr. di linguine o spaghetti

3 acciughe sotto sale

4 cucchiai di olio evo

2 spicchi di aglio

3 fette di pane casereccio raffermo di un paio di giorni.

peperoncino

qualche foglia di basilico

PROCEDIMENTO

Dissalare le acciughe  sotto l’acqua fredda corrente, aprirle a libro ed eliminare la lisca centrale tagliarle a pezzetti.  Rosolarle in una padella con i 4 cucchiai di olio, gli spicchi di aglio leggermente schiacciati, che poi andranno  eliminati e peperoncino a piacere, Lasciar disfare le acciughe. Unire la mollica di pane  ( io la metto a pezzetti nel mixer insieme a 2-3 foglie di basilico, in questo modo viene sbriciolata finemente ) e lasciare insaporire per qualche minuto. Aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno. Lessare la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolarla al dente e trasferirla in una zuppiera riscaldata, condirla con il miscuglio preparato, mescolare e servite la pasta con la mollica con pecorino grattugiato a parte, . BUON APPETITO

CURIOSITA’

ACCIUGHE SALATE

L’acciuga, detta anche alice, è un pesce diffuso in tutto il Mediterraneo, nell’Atlantico e nel Baltico. Simile alla sardina ha un corpo più sottile e affusolato che raggiunge in età adulta i 15-20 cm di lunghezza. Le acciughe appartengono alla categoria del pesce azzurro con la quale condividono forma, dimensione e colore del corpo. Il dorso delle alici è infatti percorso da una striscia azzurra con sfumature verdi, le scaglie delle parti laterali e del ventre sono invece argentee. Quando si acquistano acciughe conservate sotto sale è bene sciacquarle abbondantemente sotto acqua corrente in modo da non assumere quantitativi eccessivi di sodio.

 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/alici-acciughe.html

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ZUPPETTA DI COZZE

| Pesce

La zuppetta di cozze e pomodorini, il top per questi frutti di mare.

Zuppetta di cozze

INGREDIENTI PER LA ZUPPETTA DI COZZE

Per 4 pers.

1 Kg. e 1/2 di cozze

Due spicchi di aglio

4 cucchiai di olio evo

Un ciuffo di prezzemolo

1/2 bicchiere di vino bianco secco

300 gr. di pomodorini

Peperoncino

Sale e pepe q. b.

Procedimento

Pulire e lavare bene le cozze. Rosolare i due spicchi di aglio e il peperoncino a piacere nei 4 cucchiai di olio, poi eliminarli, aggiungere prezzemolo tritato  e sfumare con il vino, unire i pomodorini tagliati a metà, salare poco e pepare. Cuocere coperto per 10 minuti. Unire le cozze e cuocere 5 min. con il coperchio. Servire subito la zuppetta di cozze con fette di pane tostato e prezzemolo tritato. . BUON APPETITO

CURIOSITA’

COZZE

Le cozze sono creature ampiamente diffuse in tutta la penisola italiana, con maggior presenza (sia allo stato selvatico che di acqua-coltura) in prossimità del litorale Adriatico; NON sono pesci ma rientrano comunque nel gruppo dei prodotti della pesca e – anche grazie al costo moderato – il loro consumo rappresenta una delle principali fonti di sostentamento del commercio ittico nostrano.
Il mollusco delle cozze è debitamente protetto da due conchiglie ovali, allungate, triangolari e ricurve in prossimità dell’apice; il margine delle conchiglie ha una protuberanza abbastanza pronunciata. Esternamente, le cozze sono nere tendenti al viola scuro e con riflessi marroni e presentano dei sottili cerchi di accrescimento (anche se la colorazione, come altri aspetti morfologici, varia da zona a zona). La faccia interna delle cozze è azzurrognola e brillante, più o meno madre-perlata (soprattutto nei Moscioli, varietà catturata nella zona di Portonovo di Ancona, davanti al monte Conero). Le due conchiglie delle cozze sono tenute assieme da una cerniera dentellata che si trova all’estremità più sottile. Il colore del mollusco varia dall’arancione quasi rosso (nelle femmine sessualmente mature) al giallo (nei maschi sessualmente maturi) con i bordi delle lamelle branchiali di un nero intenso e sfumature chiare e brune sugli organi digestivi. Le lamelle branchiali delle cozze sono essenziali per trattenere l’ossigeno e captare il cibo.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/cozze.html

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CANEDERLI DEL SUD

| Minestre

Per recuperare del pane raffermo e ottenere una buona minestra. Li ho chiamati canederli del sud, perchè al posto del pane bianco ho usato il nostro pane siciliano casereccio di rimacinato di semola.

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INGREDIENTI PER I CANEDERLI DEL SUD

Per 4 pers.

Brodo di carne, due litri

250 g di mollica di pane raffermo.
2 uova
300 ml. di latte

Due cucchiai di parmigiano

Una piccola cipolla
Una noce di burro
Un piccolo ciuffo di prezzemolo

farina 00 q.b.
sale e pepe

PROCEDIMENTO

Per prima cosa preparare il brodo (se non avete della carne si può ottenere un buon brodo usando un pezzo di ossobuco e gli odori e verdure solite). Bagnare la mollica di pane tagliata a piccoli pezzi con il latte tiepido. e lasciare riposare per 15 minuti.  Nel frattempo rosolare la cipolla tritata fine nel burro a fuoco basso, non deve colorire. Con le mani sbriciolare il pane ormai ammorbidito, unirvi la cipolla, le uova sbattute, Il prezzemolo tritato, il parmigiano, un cucchiaio di farina, sale e pepe. Amalgamare bene ( meglio se con le mani). L’impasto non deve risultare troppo molle, in caso aggiungere un po’ di pangrattato. Lasciare riposare 20 min. in frigo coperto con pellicola. Formare delle palline grosse come quelle da ping pong. Quando saranno tutte pronte: versarle nel brodo bollente. non appena riprende bollore abbassare la fiamma, devono sobbollire per 15 min. Servire i canederli del sud con altro parmigiano a parte. BUON APPETITO

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CURIOSITA’

La leggenda racconta che un giorno un gruppo di Lanzichenecchi saccheggiatori arrivarono in un maso altoatesino ed il comandante minacciò di appiccare il fuoco al maso e alla casa se non avessero avuto subito qualcosa da mangiare. La contadina del maso era a casa da sola con le sue ragazze, ma senza spaventarsi si mise al lavoro.
Disse alle ragazze di radunare tutto quello che c’era da mangiare in casa. Riuscirono ad avere in tavola del pane vecchio, delle cipolle, alcune uova, un po’ di speck e un po’ di farina. La contadina tagliò il pane in piccoli pezzetti e mandò le figlie a pendere un po’ di erbette dal giardino e ordinò loro di tagliarle sottili sottili. Poi amalgamarono tutto in un’unica pasta, aggiunsero il sale, formarono delle palle e le buttarono nell’acqua bollente salata. Decisa, la contadina servì ai Lanzichenecchi affamati le scodelle piene di queste palle. Piacquero loro così tanto e li saziarono talmente, che dopo mangiato caddero in un sonno profondo. “Queste palle di cannone stenderebbero anche l’uomo più arrabbiato” disse il comandante meravigliato, dando all’astuta contadina un paio di monete d’oro come ricompensa, prima di congedarsi con le sue truppe.

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TORTA CIOCCOLATOSA SENZA UOVA NE BURRO

| Dolci

Sofficissima e golosissima la torta cioccolatosa senza uova ne burro, ottima a colazione o semplicemente quando si ha voglia di dolcezza.

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INGREDIENTI PER LA TORTA CIOCCOLATOSA SENZA UOVA NE BURRO

200 gr. di farina 00

80 gr. di cacao amaro

Una bustina di lievito per dolci

200 gr. di zucchero

400 ml. di latte

Il succo di un’arancia

40 gr. di olio di mais

Marmellata di arance q.b.

Burro per la tortiera

Farina per la tortiera

Zucchero a velo per decorare

Mandarini cinesi canditi

PROCEDIMENTO

Setacciare in una ciotola: la farina, il lievito, il cacao amaro e unirvi lo zucchero. A poco a poco unire il latte, il succo dell’arancia e l’olio di mais.  Amalgamare bene e versare in stampo imburrato e infarinato. Infornare a 175° per 35 min. circa, fare sempre la prova stecchino prima di spegnere. Far raffreddare,

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tagliare in due dischi, spalmare con marmellata  e ricomporre. Cospargere con zucchero a velo e decorare con i mandarini cinesi tagliati a metà. La vostra torta cioccolatosa senza uova ne burro è pronta. BUON APPETITO

CURIOSITA’

CACAO

La pianta del cacao è un sempreverde che può raggiungere i 10 metri di altezza e produce fiori bianchi con sfumature rosa da cui si sviluppano poi i frutti che all’inizio, prima di scurirsi, richiamano la forma del cedro. Il cacao viene ricavato dai semi che si trovano all’interno dei frutti mediante vari processi che possono essere torrefazione, triturazione e fermentazione.  Il nome scientifico della pianta del cacao è Theobroma cacao, appartiene alla famiglia delle Sterculiacee e si trova prevalentemente in Sud America. Fu Cristoforo Colombo ad importare dall’America la pianta del cacao; egli, più che dalle proprietà alimentari della pianta, fu colpito dal valore che gli indigeni davano al cacao; infatti era
allora utilizzato come una vera e propria moneta.
Le sostanze contenute nel cacao sono rappresentate da lipidi, glucidi e proteine oltre a minerali come il magnesio, potassio, calcio, fosforo, ferro e sodio. Molto importante la presenza di sostanze chimiche con proprietà benefiche per l’organismo umano come la caffeina, le serotonina, la tiramina e la feniletilamina.

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‘TIRAMISU’ IN COCOTTE’

| Dolci

 

L’idea del ‘tiramisu’ in cocotte’, mi è venuta un giorno che avevo ospiti. Presentandolo in modo diverso e già porzionato. La ricetta è quella classica.

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INGREDIENTI PER IL ‘TIRAMISU’ IN COCOTTE’

Per 4 pers

4 tazzine di caffè

Un bicchierino di marsala dolce

Due uova

Tre cucchiai di zucchero

250 gr. di mascarpone

Un pizzico di sale

200 gr. di savoiardi

cacao amaro per guarnizione

PROCEDIMENTO

Preparare il  caffè, zuccherarlo poco, lasciarlo raffreddare e aggiungere  il marsala. Nel frattempo montare a spuma soffice i 2 tuorli con lo zucchero, poi con un cucchiaio di legno incorporarvi il mascarpone. Pulire bene le fruste dai residui dei tuorli e montare con il pizzico di sale, i 2 albumi a neve fermissima. Sempre con il cucchiaio di legno  amalgamarli alla crema di mascarpone delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli. Sul fondo delle cocotte fare uno strato con i savoiardi bagnati velocemente nel caffè, coprire con la crema, poi di nuovo i savoiardi e finire con la crema, spolverizzoare con il cacao amaro, coprire con pellicola o con alluminio e mettere in freezer almeno per 3 ore, poi passarli in frigo mezz’ora e potrete  servire  i vostri ‘tiramisu’ in cocotte’. BUON APPETITO

CURIOSITA’

La pianta del caffè appartiene alla famiglia delle Rubiacee e viene identificata col nome di Coffea; ha piccole bacche rotonde e verdi che una volta giunte a maturazione diventano di color rosso vivo. Le specie di caffè attualmente commercializzate sono due: Coffea Canephora e Coffea arabica.
L’arabica cresce tra i 1.000 e i 2.000 metri di altezza, è molto delicata ma ha maggiori proprietàorganolettiche, mentre la Canephora, conosciuta anche col nome di Robusta, è più resistente e cresce ad altitudini inferiori, tra i 150 e i 600 metri. La qualità di caffè più coltivata al mondo è senza dubbio quella arabica che rappresenta circa il 75% della produzione mondiale. Pare che le prime notizie del caffè provengano dall’ Etiopia e precisamente dall’altopiano del Kaffa, da dove appunto proviene la prima pianta di caffè; per quanto riguarda la bevanda, trae le sue origini in Yemen, intorno all’anno 1.000.

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GNOCCHI AL RADICCHIO E CREMA DI GORGONZOLA

| Primi

Gli gnocchi al radicchio e crema di gorgonzola: possono costituire un piatto unico,  sostanzioso e molto saporito.

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INGREDIENTI PER GLI GNOCCHI AL RADICCHIO E CREMA DI GORGONZOLA

Per 4 pers.

Un cespo di radicchio di Chioggia

800 gr. di gnocchi agli spinaci Mamma Emma di Master gnocchi

Uno scalogno

30 gr. di burro

1,5 dl. di latte

150 gr. di gorgonzola-mascarpone

Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Questa ricetta nasce dalla collaborazione con azienda Master Gnocchi e i loro buonissimi gnocchi agli spinaci Mamma Emma, preparati come tradizione vuole.

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Far brasare nel burro: lo scalogno tritato. Poi unire il radicchio di Chioggia, lavato e tagliuzzato a striscioline,

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salare, pepare e fare insaporire per 5 min.. In una casseruolina far sciogliere nel latte:  il gorgonzola mascarpone, portare a ebollizione e fare addensare per un paio di min., Versarne la metà in padella con il radicchio e cuocere 2-3 min. Lessare gli gnocchi in acqua salata, scolarli, versarli nel condimento e fare insaporire 2 min. Distribuire la crema rimasta in 4 piatti, suddividervi gli gnocchi al radicchio e crema di gorgonzola e servire subito. BUON APPETITO

CURIOSITA’

RADICCHIO DI CHIOGGIA

Col termine generico “radicchio” si è soliti indicare un alimento di origine vegetale color rosso, verde o variegato, caratterizzato dalla forma a cespo (aperta o chiusa, affusolata o a palla) e da un sapore tipicamente amaro.
Radicchio rosso
: per radicchio rosso si intende una verdura pigmentata di color rubino o violaceo, appartenente a molte varietà, anche parecchio differenti per forma e provenienza. Radicchio Rosso di Chioggia (forma sferica e cespo chiuso)
Il radicchio, sia rosso sia verde, può essere consumato crudo o cotto. Nel primo caso (soprattutto per il variegato di Castelfranco ed il tondo di Chioggia), il procedimento di preparazione del radicchio crudo è identico a quello della comune insalata, anche se raramente viene consumato da solo e più spesso rappresenta un ingrediente essenziale delle “misticanze”.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/radicchio.html

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CAVOLO ALLA SICILIANA

| Verdure

Il cavolo alla siciliana, un ottimo piatto di verdura che accompagnato con fette di pane casereccio, delizia il palato.

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INGREDIENTI PER IL CAVOLO ALLA SICILIANA

Per 4 pers.

Un cavolo cappuccio

4 cucchiai di olio evo

50 gr. di uvetta

Un cucchiaio di pinoli

Due cucchiai di concentrato di pomodoro

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

1/2 dado vegetale

Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO

Sfogliare il cavolo, lavarlo e lasciarlo in acqua mentre in un tegame si farà rosolare in olio la cipolla tritata e l’aglio intero, senza far colorire troppo. Unire il cavolo ancora grondante di acqua,

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coprire subito con un coperchio e lasciarlo ammorbidire un poco a fuoco dolce.

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Aggiungere l’uvetta, i pinoli, il 1/2 dado, il concentrato e pepare. Rimettere il coperchio e portare a cottura. Se il sughetto dovesse asciugarsi: aggiungere un po’ di acqua calda. aggiustare di sale se ce ne fosse bisogno e servire il cavolo  alla siciliana caldo e accompagnato con pane casereccio.

CURIOSITA’

CAVOLO CAPPUCCIO

Il cavolo cappuccio contiene solo 19 calorie per 100 gr. di alimento. Grazie al perfetto equilibrio dei suoi componenti il cavolo esercita un’azione benefica su tutto l’organismo. Utilizzato da sempre per prevenire, curare o alleviare numerosissime malattie è molto ricco di minerali, fibre e vitamina C . Essendo ricco di acido ascorbico favorisce anche l’azione della vitamina E in esso contenuta. Sono ricchi di selenio, un minerale che protegge dal danno ossidativo. Secondo alcuni studi americani tra le principali proprietà di questo ortaggio vi è anche quella di prevenire il cancro al colon. Contiene il gefanto, una sostanza che protegge la mucosa dello stomaco dagli acidi (azione anti-ulcera). La clorofilla in esso contenuto favorisce la produzione dell’emoglobina ed è utile per curare l’anemia. L’infuso di cavolo e miele è utile in caso di malattie dell’apparato respiratorio ed in caso di anemia in quanto stimola la produzione di globuli rossi.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/CAVOLO-CAPPUCCIO-VERDE-CRUDO.htm

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RUSTICI A MODO MIO

| Torte salate

I rustici a modo mio, ovvero ripieni con un ragù di carne e piselli alla siciliana. Golosissimi, saranno graditi  anche dai più piccoli. Adatti per un buffet o una cena. Semplici da preparare, il che non guasta.

 

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INGREDIENTI PER I RUSTICI A MODO MIO

Per una dozzina di rustici

Due rotoli di pasta sfoglia

Un tuorlo

Due cucchiai di latte

Una carota

Una costola di sedano

Una cipolla media

Due cucchiai di concentrato di pomodoro

300 gr. di tritato di vitello

150 gr. di piselli

1/2 bicchiere di vino bianco secco

Un bicchiere di brodo vegetale

Tre cucchiai di olio evo

Noce moscata

Sale e pepe

Una foglia di alloro

Una mozzarella da 100 gr.

PROCEDIMENTO

Per prima cosa: preparare il ragù, ideale cuocerlo il giorno prima e conservarlo in frigo ben coperto ( in questo modo sarà più compatto). Tritare finemente: il sedano, la carota e la cipolla e rosolare in olio a fuoco dolce. Aggiungervi il tritato e lasciar rosolare una mezz’ora sempre a fuoco dolce mescolando spesso. Alzare la fiamma a fuoco medio aggiungendo il vino, lasciarlo evaporare tutto e unire il concentrato diluito nel brodo vegetale caldo. Pepare, unire l’alloro, una bella grattata di noce moscata e i piselli. Lasciare cuocere un’ora coperto, aggiustare di sale e fare raffreddare prima di metterlo in frigo. Al momento di preparare i rustici: aggiungervi la mozzarella a dadini.

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Stendere le sfoglie e ricavarne più dischi possibili, ritagliandoli con un coppapasta o un bicchiere di circa 10 cm.

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Su metà dei dischi mettere un po’ di ripieno. Coprire con la metà rimanente e con i rebbi di una forchetta sigillali tutto intorno.

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Disporli su placca con carta forno, spennellarli con il tuorlo sbattuto con il latte e infornare a 190°-200° per 25 min. circa o cmq. fino a doratura. I rustici a modo mio si possono mangiare caldi o tiepidi. BUON APPETITO

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FRASCATULE ALLA TRAPANESE

| Minestre

Le frascatule alla  trapanese sono: una minestra povera di una volta a base di semola per cuscus e cavolfiore. Chi non poteva permettersi il cuscus (per via del pesce che era un alimento costoso) si accontentava delle frascatule che cmq. alla fine risultavano una saporitea minestra. E’ uno dei miei piatti preferiti, che preparo spesso.

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INGREDIENTI PER LE FRASCATULE  ALLA TRAPANESE

300 gr. di semola per cuscus

4 cucchiai di farina di rimacinato di grano duro

Un cavolfiore di circa 1 kg.

Sale e pepe q.b.

olio evo q.b.

PROCEDIMENTO

In una larga insalatiera mescolare la semola e la farina. In un’altra ciotola più piccola mettere dell’acqua e salarla. Iniziare a lavorare  con le mani in senso rotatorio la semola unendo man mano qualche cucchiaio di acqua. Vedrete i granelli di semola crescere fino a diventare dei grumi, saranno pronti quando avranno raggiunto la grandezza della fregula sarda.

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Versare su uno strofinaccio da cucina e lasciare asciugare un paio di ore. Pulire, suddividere in cimette il cavolfiore, lavarlo e lessarlo in abbondante acqua bollente salata. A questo punto versarvi le frascatule e portare a cottura. Servire la minestra di  frascatule alla trapanese con olio evo  a crudo e un abbondante macinata di pepe. BUON APPETITO

CURIOSITA’

SEMOLA PER CUSCUS

Nel corso dei secoli, la preparazione del cus cus ha subìto numerose modifiche; dapprima, questo “semolato grossolano” veniva ottenuto per frantumazione, lavorazione a mano, setaccio ed essicazione del frumento integrale. Era un alimento non decorticato e tendenzialmente integrale (anche se non è da escludere che una parte del rivestimento fibroso venisse eliminata con il setaccio) e soprattutto NON precotto; attualmente, gli standard produttivi impongono sia la precottura del seme, sia la raffinazione del grano di origine. Inoltre, se attualmente il cus cus viene ottenuto per cottura dei semi, essicazione e macinatura, è ipotizzabile che in origine il processo fosse differente; per logica e praticità, la macinatura avveniva dopo l’essicamento del seme crudo ed era seguita da una lunga manipolazione MA prescindeva da qualsiasi trattamento termico.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/cuscus.html

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CORNETTI DI SFOGLIA CON MARMELLATA

| Dolci

I cornetti di sfoglia con marmellata, niente di più semplice e buono da preparare per la prima colazione.

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INGREDIENTI PER I CORNETTI DI SFOGLIA CON MARMELLATA

Per 8 cornetti:

Una pasta sfoglia tonda

marmellata di arance ( o a vostro gusto)

Un tuorlo

Un cucchiaio di latte

PROCEDIMENTO

Semplicemente ho preso una pasta sfoglia già pronta, di quelle tonde, l’ho tagliata in 8 spicchi, su ognuno ho messo 1 cucchiaino di marmellata d’arance. Li ho arrotolati partendo dal lato più largo, disposti su placca con carta forno, spennellati con il tuorlo sbattuto con il latte. Infornati a 190° per 20 min. o cmq. fino a doratura e i vostri cornetti di sfoglia con marmellata son pronti. BUON APPETITO

CURIOSITA’

ARANCIA

L’origine dell’albero si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma è anche molto facile trovarlo in Spagna, Grecia e Italia, dove è stato importato prima dagli arabi ed in seguito dai mercanti genovesi. Si ritiene che sia stato diffuso in Italia nel XIV sec, in particolare in Sicilia, dove da allora gli aranceti rappresentano il caratteristico paesaggio delle campagne e dove se ne coltivano molte varietà.
Il termine “agrumi” con il quale si classificano le arance, si riferisce al suo gusto acidulo o agre, ciò che vale anche per i limoni, i pompelmi, le clementine e il cedro. Sono il frutto che caratterizza l’inverno: infatti la sua maturazione avviene dal mese di novembre fino alla primavera e si possono raccogliere addirittura fino a giugno – luglio e i frutti che possono essere raccolti in un anno sono circa 500.
Esso si presenta con una scorza esterna piuttosto ruvida chiamata pericarpo, che inizialmente ha una colorazione verde ma, via via che avviene la maturazione, il colore varia dal giallo all’arancione, fino ad arrivare al rosso. La parte interna si chiama invece endocarpo, è naturalmente commestibile, polposa e suddivisa in spicchi più o meno sugosi, a seconda delle varietà: nei mercati infatti, generalmente le arance cosiddette “da tavola” vengono separate da quelle che si acquistano unicamente per la spremitura. Ma anche la buccia di questo agrume viene sfruttata: da essa infatti si ricava un olio essenziale e spesso viene trattata per realizzare “canditi”, ottimi per la preparazione di alcuni caratteristici dolci. Sul mercato anche la denominazione “Arancia rossa di Sicilia” che indica principalmente la varietà di arance a polpa rossa (moro, tarocco e sanguinello) che rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare “Arancia rossa di Sicilia IGP” (Indicazione Geografica Protetta). In realtà l’arancia a polpa rossa si coltiva anche in altre regioni, soprattutto in Calabria, dove la produzione supera di 1,7 volte quella della Sicilia.
Le arance rappresentano una importante fonte di vitamine: soprattutto la C e la A, ma anche una larga parte di quelle del gruppo B, (in particolare Tiamina, Riboflavina e oltre alla vitamina PP ovvero la Niacina) e per il fabbisogno giornaliero di vitamina C, basta consumare 2 o 3 arance al giorno. La vitamina C è importante innanzitutto perché contribuisce a rafforzare il sistema immunitario e aiuta quindi a prevenire raffreddori e malattie da raffreddamento. Ma non è tutto: le arance “vantano” anche un elevato contenuto di bioflavonoidi, sostanze che assieme alla vitamina C, sono molto importanti soprattutto per la ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per questo motivo possono favorire il rafforzamento delle ossa e dei denti, ma anche delle cartilagini, tendini e legamenti. Anche a livello di connettivo delle pareti dei vasi sanguigni, il binomio tra vitamina C e Bioflavonoidi può aiutare nella prevenzione della fragilità capillare e può migliorare in generale il flusso venoso. Una buona notizia quindi per chi soffre di cellulite, perché migliorando la circolazione sanguigna si può evitare la formazione del “ristagno” del sangue, principale causa dell’insorgenza dell’ inestetismo.

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