INVOLTINI DI VITELLO SAPORITI

| Carni, Secondi

Gli involtini di vitello saporiti, un gustoso piatto di carne che se accompagnato da un’insalata può risolvere una cena o un pranzo.

INGREDIENTI PER GLI INVOLTINI DI VITELLO SAPORITI

Per 4 pers.

8 fettine di vitello di circa 50 gr. ciascuna

150 gr. di spinaci crudi già puliti

4 fettine di mortadella

100 gr. di fontina

un cucchiaio di polpa di pomodoro tritata finemente

40 gr. di burro

Due cucchiai di olio

Un bicchierino di marsala secco

Un bicchiere di brodo (anche vegetale )

Farina 00 per infarinare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Prendere le fettine di vitello e metterle su un tagliere, su ognuna disporre: mezza fettina di mortadella, gli spinaci tagliuzzati, poco sale, pepe e la fontina tagliata sottile. Arrotolare ad involtino e fissare con due stecchini. Infarinarli, eliminare la farina in eccesso e farli rosolare in una padella con: il burro e l’olio. Farli colorire, peparli e spruzzarli con il marsala secco. Quando sarà evaporato, unirvi un mestolino di brodo caldo e la polpa di pomodoro. Cuocere per 20 minuti circa e se occorre aggiungere altro brodo. Eliminare gli stecchini e servire gli involtini di vitello saporiti con un’insalata di pomodori. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

GLI SPINACI

Le origini delle spinaci paiono risalire al continente asiatico, e precisamente in Nepal, dove pare siano stati coltivati per la prima volta; tuttavia esistono testimonianze che asseriscono che già nel cinquecento, a Firenze, le suore benedettine coltivassero già le spinaci nei loro orti.
Il periodo di raccolta delle spinaci va da novembre fino a marzo.
Gli spinaci sono caratterizzati da un alto contenuto di vitamine A e C e in minore quantità, vitamine B, D, F, PP e K; oltre alle vitamine troviamo una discreta quantità di minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo. Cento grammi di spinaci contengono: 90 gr. di acqua, 2 gr. di fibre, 3,4 di proteine, 0,7 gr, di grassi e 3 grammi di carboidrati.
Molto importante, come andremo a vedere, la presenza nelle spinaci della luteina, un carotenoide con particolari proprietà utili alla vista.

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MINESTRA DI CECI E PATATE ALL’ANTICA

| Minestre

La minestra di ceci e patate all’antica, fa parte delle buone minestre di una volta, sempre gradite e sostanziose.

INGREDIENTI PER LA MINESTRA DI CECI E PATATE ALL’ANTICA

Per 4 pers.

300 gr. di ceci secchi

Tre patate grandi

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

4 cucchiai di olio evo

100 gr. di cotenna di maiale

Un bicchiere di passata di pomodoro

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere a bagno in abbondante acqua i ceci secchi. Il giorno dopo, tritare finemente la cipolla e lo spicchio di aglio, farli rosolare piano con l’olio, unire la cotenna ben lavata, asciugata e tagliata a pezzetti. Sciacquare i ceci e scolarli, aggiungerli al soffritto.  il bicchiere di passata di pomodoro e tre litri di acqua. Coprire con il coperchio e cuocere per 2 ore e mezzo a fuoco medio-basso. Dopo un’ora e mezza di cottura: pelare, lavare e tagliare a dadi le patate e unire anche queste. Portare a cottura, salare e pepare. Servire la minestra di ceci e patate all’antica con fette di pane casereccio tostato oppure versarvi 150 gr. di pasta, cuocere, aggiustare di sale e servire con olio crudo e pepe. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I CECI

I ceci sono i semi di una pianta appartenente alla famiglia delle Fabaceae il cui nome scientifico è Cicer arientinum. Questo legume è uno dei più antichi nella storia dell’umanità ed attualmente rappresenta il terzo legume più consumato al mondo dopo i fagioli e la soia. La pianta del cece proviene dall’oriente, probabilmente dalla Turchia, ed è coltivata fin da tempi antichissimi in tutta la zona del bacino mediterraneo. Due sono le varietà principali, una occidentale dalla forma più grande e dal colore beige/giallognolo ed una orientale dal diametro più piccolo e dal colore tendente al rossastro. Degna di nota la presenza di una buona quantità di fibre solubili. Queste hanno la proprietà di regolare le funzioni del nostro intestino. Allo stesso tempo contribuiscono a mantenere equilibrati i livelli di glucosio nel sangue.

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BACCALA’ A GHIOTTA ALLA SICILIANA

| Dolci, Pesce

Il baccala’ a ghiotta alla siciliana un saporitissimo secondo di pesce dai profumi e sapori mediterranei.

INGREDIENTI PER IL BACCALA’ A GHIOTTA ALLA SICILIANA

Per 4 pers.

Un chilo di baccala’ sotto sale

600 gr. di patate

Una scatola di pomodori pelati

50 gr. di olive nere siciliane snocciolate

Un cucchiaio di capperi dissalati

Un cucchiaio di pinoli

Due cucchiai di uvetta

Una cipolla rossa di Tropea

6 cucchiai di olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Per prima cosa ammollare il baccala’ per due giorni cambiando spesso l’acqua ( oppure per velocizzare acquistatelo già ammollato ). Tagliarlo a pezzi. In una larga  padella antiaderente dai bordi alti, versare l’olio, disporvi la metà del baccala’. Pelare, lavare e affettare a fette alte un cm. le patate, farne uno strato sopra il pesce con la metà fette, tagliuzzare i pelati e metterne la metà sopra le patate con la metà degli altri ingredienti rimasti. Salare poco e pepare. Fare un altro strato ripartendo dal baccala’ e il resto degli altri ingredienti, irrorare con un filo di olio e un bicchiere di acqua, coprire con il coperchio, cuocere a fuoco medio basso per 45-50 minuti aggiungendo se ce ne fosse bisogno altra acqua calda. Smuovere ogni tanto la padella. Servire il baccala’ a ghiotta alla siciliana ben caldo accompagnato da fette di pane casereccio. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

IL BACCALA’

Proprio grazie al suo basso contenuto di grassi (notevolmente minore rispetto alla carne rossa), il Baccalà, si è meritato il titolo di “Pesce Magro” per eccellenza; questa peculiarità lo ha portato ad essere presente nei piatti di chi deve seguire delle diete, come soggetti obesi o sovrappeso e in particolare in soggetti con patologie come l’ipertigliceridermia e l’ipercolesterolemia. Il baccalà essendo prima di tutto un pesce eredita le caratteristiche di questa categoria, dai valori nutritivi alla facile digestione, alla presenza di particolari proteine e alla ricchezza di acidi grassi Omega 3 che riducono il cosiddetto colesterolo “cattivo” ed aumentano quello “buono”.
Si tratta, quindi, di un alimento sano e che è in grado di sposarsi con diversi cibi grazie anche alla sua versatilità in cucina.

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BISTECCHE DI MAIALE ALLA TOSCANA

| Carni, Secondi

Le bistecche di maiale alla toscana: un secondo di carne molto saporito da accompagnare con della polenta o spinaci saltati in padella.

INGREDIENTI PER LE BISTECCHE DI MAIALE ALLA TOSCANA

Per 4 pers.

4 grandi braciole di maiale con osso

Un cucchiaino colmo di concentrato di pomodoro

4-5 cucchiai di olio evo

Due spicchi di aglio

Due dl. di vino chianti classico

Farina 00 per infarinare

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

Infarinare, salare e pepare le braciole. Scaldare l’olio in una larga padella e farvi rosolare la carne a fuoco vivo, abbassare la fiamma e portare a cottura, sgocciolarla, tenere in caldo e unire all’olio gli spicchi di aglio tritati finemente, far imbiondire appena e aggiungere il concentrato diluito nel chianti rosso, fare quasi ridurre quasi del tutto aggiustare di sale e pepe abbondante, rimettervi le bistecche e lasciarle insaporire 3-4 minuti. Servire le bistecche di maiale alla toscana ben calde. BUON APPETITO

  .CURIOSITA’

IL CHIANTI CLASSICO

Il Chianti Classico è uno dei vini più nobili al mondo e si fregia del nome della terra da cui nasce, nel rispetto di norme severe che ne tutelano e garantiscono la qualità.Il vino Chianti Classico ha colore rubino brillante, tendente al granato e odore profondamente vinoso. Il gusto è asciutto, sapido tendente con il tempo al morbido vellutato. La quantità di zucchero massima deve essere di 4 grammi al litro di zuccheri riduttori, l’estratto secco totale minimo 2,3% e l’acidità totale minima 5 per mille. Il Chianti Classico deve essere invecchiato per almeno 11 mesi (può essere ammesso al consumo solo a partire dal 1° ottobre dell’anno successivo alla vendemmia) ed avere una gradazione alcolica minima di 12°. Protagonista indiscusso del Chianti Classico è il Sangiovese di qualità superiore, presente in percentuali che possono andare dall’80 al 100%. Sono ammesse altre uve a bacca rossa per un ammontare complessivo che può arrivare al massimo al 20%: Canaiolo,ColorinoCabernet Sauvignon e Merlot. Il Chianti Classico di medio corpo di bassa tannicità adatto ad accompagnare carni rosse alla griglia. I piatti più elaborati, invece, come ad esempio la selvaggina, richiedono il più strutturato Riserva.

 

Tratto da: chianticlassico.it

 

 

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FUSILLI CON TRIFOLA DI ZUCCHINE

| Primi

I fusilli con trifola di zucchine sono un primo piatto veloce e facile da preparare. Nonostante i pochi ingredienti risulterà molto saporito. 

INGREDIENTI PER I FUSILLI CON TRIFOLA DI ZUCCHINE

Per 4 pers.

Tre zucchine medie e sode

400 gr. di fusilli corti

Due spicchi di aglio

4 cucchiai di buon olio evo

Qualche foglia di basilico

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Lavare, asciugare e tagliare a metà per il lungo le zucchine e poi a rondelle sottili, farle brasare in olio in padella con gli spicchi di aglio tritato, salare, pepare abbondantemente. Nel frattempo lessare la pasta al dente e versarla nel condimento con qualche cucchiaiata di acqua di cottura e far saltare due minuti con le foglie di basilico spezzettate a mano. Servire subito e accompagnare a tavola i fusilli con trifola di zucchine con parmigiano o pecorino gratugiati.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ZUCCHINE

Le zucchine traggono le loro origini dal continente americano ed attualmente vengono coltivate un po’ in tutto il mondo.
Le varietà di zucchine sono molto numerose e, in molto casi, prendono il nome dal luogo in cui vengono coltivate, le più conosciute sono la nana verde di Milano, la zucchina bolognese, la tonda di Firenze e la grigia genovese.
Come altri ortaggi provenienti da paesi particolarmente caldi, le zucchine prediligono climi temperati e soffrono particolarmente gli sbalzi di temperatura tendenti al freddo.
Il loro periodo di raccolta coincide con la primavera anche se attualmente, grazie alle serre e all’importazione, sono presenti sul mercato tutto l’anno. Sono composte per il 92% da acqua, dal 2,7% da proteine dall’1% da ceneri, dall’1% da fibre alimentari e dallo 0,5 % da grassi.
I minerali sono: potassio, fosforo, sodio, magnesio, calcio, ferro, zinco, rame e manganese.
Sul fronte delle vitamine troviamo la vitamina A, le vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e la vitamina C.
Questi invece gli aminoacidi: acido glutammico, acido aspartico, arginina, alanina, cistina, glicina, fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, valina, triptofano, prolina, metionina, serina, tirosina e treonina. 

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MINESTRA DI ZUCCA E FAGIOLI

| Minestre

La minestra di zucca e fagioli, un abbinamento di sapori che dà un ottima resa. Semplice da preparare, si sposa bene sia con il pane che con la pasta.

INGREDIENTI PER LA MINESTRA DI ZUCCA E FAGIOLI

Per 4 pers.

400 gr. di fagioli borlotti secchi

Una cipolla

300 gr. di zucca già pulita

Una costola di sedano

Un mazzetto di finocchietto selvatico (se non lo trovate usate un mazzetto di biete )

Tre cucchiai di olio evo

100 gr. di pancetta

4 pomodori maturi

Sale e pepe

Pane casereccio

PROCEDIMENTO

 Lasciare  fagioli borlotti a bagno per 1 notte.

Poi sciacquarli e metterli in un tegame con: tre litri di acqua fredda, mezza cipolla affettata, la costola di sedano. Pulire e lavare il finocchietto o le biete e aggiungerli a pezzi, cuocere per due ore, dopo un’ora e mezza di cottura unire la zucca tagliata a dadi. A parte in una padella far rosolare con i tre cucchiai di olio l’altra mezza cipolla tritata e la pancetta a dadini, unire i pomodori maturi spellati e tritati, lasciare addensare  e salare. Versare nei fagioli, salare e pepare. Cuocere 5 minuti e servire subito la minestra di zucca e fagioli con fette di pane casereccio e un filo di olio crudo. Oppure versarvi 200 gr. di pasta per minestre e cuocere. BUON APPETITO

CURIOSITA’

FINOCCHIETTO SELVATICO

Il finocchio selvatico è un potente depurativo ed un eccellente antispasmodico di cui si possono apprezzare gli effetti digestivi e carminativi (favorisce l’espulsione dei gas intestinali) soprattutto dopo un pasto abbondante. Il suo utilizzo è consigliato anche nei bambini molto piccoli, poiché agisce favorevolmente sui dolori addominali e sulle coliche di cui spesso è affetto il neonato nei primi mesi di vita. Il finocchio selvatico è una pianta molto diffusa nelle zone costiere italiane e sono assai note le sue proprietà aromatiche, soprattutto per il suo utilizzo in cucina (taralli, pane, condimento per carni grasse come le salsicce, pesci o primi piatti, come la pasta palermitana con le sarde, liquori e insalate). Del finocchietto selvatico si utilizzano tutte le sue parti: i frutti (semi), le foglie e le radici.

 

Tratto da naturopataonline

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SCIAKISCIUKA PANTESCA DI VERDURE

| Verdure

La sciakisciuka pantesca di verdure è una sorta di ciampotta, cucinata in modo superbo con ingredienti dell’isola. Ne esistono diverse versioni, questa è quella che ho mangiato io.

INGREDIENTI PER LA SCIAKISCIUKA PANTESCA DI VERDURE

Per 4 pers.

Due peperoni

Una melanzana

Tre patate medie

250 gr. di pomodorini

Una cipolla rossa

Un cucchiaio di capperi di pantelleria

Cinque cucchiai di olio evo

Peperoncino ( facoltativo )

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

In una larga padella far rosolare piano la cipolla rossa affettata sottile in 5 cucchiai di olio evo. Unirvi: i due peperoni lavati, asciugati, puliti e tagliati a pezzi, la melanzana a dadi non troppo grossi, le patate pelate e tagliate a dadi come la melanzana, i  pomodorini lavati e tagliati a metà, i capperi dissalati e peperoncino come si usa nella vicina Tunisia e paese di origine del piatto.. Cuocere per circa mezz’ora la sciakisciuka pantesca di verdure, salare e pepare. Servire tiepida o a temperatura ambiente accompagnata da fette di pane casereccio. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

I CAPPERI

La pianta dei capperi, nome scientifico Capparis Spinosa, appartiene alla famiglia delle Capparidaceae; le sue foglie sono tondeggianti mentre i suoi fiori sono di colore bianco e molto odorosi. Le parti commestibili che vengono utilizzate a scopo alimentare, i capperi, sono contenute nei boccioli dei fiori.
I capperi sono diffusi nell’area mediterranea e crescono in modo spontaneo sui terreni calcarei; necessitano di pochissima acqua per vivere e svilupparsi. I capperi sono stati utilizzati a scopo gastronomico fin dai tempi più antichi tanto che il medico e farmacista greco Dioscoride, nel 70 d.C. circa, ne parlò nella sua opera De Materia Medica dove descriveva i capperi come un alimento diuretico ed efficace contro il mal di denti.
La raccolta dei capperi avviene nei mesi estivi in coincidenza con il periodo di fioritura della pianta; in particolare è importante che i capperi vengano colti non appena i boccioli germogliano.

 

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PENNE MANTECATE AL MASCARPONE

| Primi


Volete un primo piatto veloce e gustoso? Le penne mantecate al mascarpone, fanno al caso vostro.

INGREDIENTI PER LE PENNE MANTECATE AL MASCARPONE

Per 4 pers.

400 gr. di penne

120 gr. di pancetta affumicata

Due cucchiai di olio evo

Uno spicchio di aglio

150 gr. di mascarpone

60 gr. di parmigiano grattugiato

Sale e pepe

Un ciuffo di prezzemolo

PROCEDIMENTO

In una larga padella antiaderente far rosolare in olio: lo spicchio di aglio intero e la pancetta tagliata a dadini, poi eliminare lo spicchio di aglio. Nel frattempo lessare al dente la pasta. Scolarla non completamente e versarla in padella con la pancetta, aggiungere il mascarpone, il parmigiano, pepe abbondante e servire cosparsa di prezzemolo tritato.  Le penne mantecate al mascarpone van servite calde. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MASCARPONE

Il mascarpone è un formaggio molle tipico di alcuni territori lombardi, in particolare della zona di Lodi e Abbiategrasso.

Il termine mascarpone deriva probabilmente da “mascherpa“, che nel dialetto locale significa crema di latte. Tradizionalmente, nei territori d’origine, veniva preparato in occasione delle festività invernali, mentre oggi, grazie all’impiego delle moderne tecnologie, viene prodotto tutto l’anno ed è presente su tavole di diverse nazionalità.In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, il mascarpone è sostituito dal Cream Cheese, prodotto simile ma preparato con una diversa tecnologia alimentare. Conosciutissimo in Italia come “Philadelphia“, il Cream Cheese è il classico Formaggio Cremoso Spalmabile e, a dir il vero, la sua assimilazione con il mascarpone risulta piuttosto impropria, non solo per le differenze dal punto di vista merceologico e tecnologico, ma anche per il diverso profilo nutrizionale.

A differenza degli altri formaggi, il mascarpone non si ottiene dal latte, bensì dalla sua crema (anche conosciuta come panna). Questa viene scaldata a 80-90°C e addizionata ad acido citricotartarico o succo di limone sotto agitazione del composto (la coagulazione del formaggio è dovuta proprio alla combinazione di acidità e calore). Terminata questa fase, il prodotto viene fatto raffreddare per 24 ore, al termine delle quali, non richiedendo stagionatura, è già pronto per il consumo.
Sebbene, a causa di questo suo particolare metodo di lavorazione, sia da molti escluso dalla categoria dei formaggi, per la legge italiana il mascarpone dev’essere considerato tale. Si presenta come una delicatissima crema, con un colore che varia dal bianco neve al giallo paglierino; il sapore è delicato, tende al gusto dolce e ricorda vagamente quello acidulo della panna.

Il tempo di conservazione è limitato, per questo motivo andrebbe conservato in frigorifero e consumato il prima possibile, soprattutto se fresco. Quando viene confezionato in condizioni di sterilità e/o sottovuoto, il mascarpone prolunga la sua data di scadenza fino a due settimane dal confezionamento. Una volta aperto va comunque consumato entro un paio di giorni, poiché tende ad irrancidire piuttosto rapidamente.

Tratto da personaltrainer.it

 

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CONCHIGLIONI RIPIENI AI FUNGHI PORCINI E PROSCIUTTO CRUDO

| Primi

Una golosa pasta ripiena da preparare per la domenica o i giorni di festa, i conchiglioni ripieni ai funghi porcini e prosciutto crudo sono: molto semplici da preparare ma buonissimi da mangiare.

INGREDIENTI PER I CONCHIGLIONI RIPIENI AI FUNGHI PORCINI E PROSCIUTTO CRUDO

Con queste dosi ho preparato 16 conchiglioni

Due funghi porcini

Una ventina di conchiglioni

 50 gr. di prosciutto crudo

4 cucchiai di olio evo

250 ml. di besciamella

Uno spicchio di aglio

50 gr. di fontina

4 cucchiai di parmigiano grattugiato

Un ciuffo di prezzemolo

Sale e pepe

30 gr. di burro

PROCEDIMENTO

Pulire con uno straccio umido i funghi,

tagliarli a fette e poi a dadini. In una padella con tre cucchiai di olio far rosolare appena lo spicchio di aglio tagliato a metà, unire i funghi e far saltare, salare, pepare ed eliminare l’aglio. Tenere da parte. Nella stessa padella con un cucchiaio di olio far rosolare poco il prosciutto crudo a dadini (deve rimanere morbido). In una ciotola mescolare i funghi, il prosciutto, la fontina a dadini, due cucchiai di parmigiano, 200 ml. di besciamella e il prezzemolo tritato.

Lessare molto al dente una ventina di conchiglioni, ( ne lesso qualcuno in più per sicurezza). Scolarli senza sciacquarli sotto l’acqua fredda, li farebbe spaccare. Metterli a scolare su un telo da cucina. Poi riempirli con i funghi e disporli in teglia imburrata e cosparsa con la besciamella rimasta.

Cospargere i conchiglioni  con i due cucchiai di parmigiano e fiocchetti di burro.

Infornare a 180 fino a leggera gratinatura, circa 20 minuti. Servire i conchiglioni ripieni ai funghi porcini e prosciutto crudo ben caldi. BUON APPETITO

CURIOSITA’

I FUNGHI PORCINI

Sono un’ottima fonte di minerali, in particolare fosforo, potassio, selenio e magnesio. I funghi contengono, inoltre, lisina e triptofano, vitamine del gruppo B e alcune sostanze antiossidanti. Grazie alle loro caratteristiche aiutano il sistema cardiovascolare a mantenersi in forma. 100 g di funghi porcini contengono 26 kcal / 107 kj.

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FRITTATA DI PATATE ALLA PEPPINA

| Uova

La frittata di patate alla Peppina, un modo diverso di prepararla. Molto gustosa e appetibile. 

INGREDIENTI PER LA FRITTATA DI PATATE ALLA PEPPINA

Per 4 pers.

Tre grosse atate

Sei uova

Due spicchi di aglio

Peperoncino

Un ciuffo di prezzemolo

5 cucchiai di olio evo

Sale

PROCEDIMENTO

 

Lavare le patate con la buccia e lessarle in acqua con sale. Pelarle e tagliarle a fettine sottili. Far soffriggere in una padella con 4 cucchiai di olio i due spicchi di aglio tritati e il peperoncino a piacere, unire le patate, salare e mescolare spesso. Unire il prezzemolo tritato e mescolare ancora per qualche minuto. Togliere dal fuoco e fare raffreddare. Sbattere le uova e unirvi le patate. Friggere in una padella dai bordi alti o in una teglia ungendole con il cucchiaio di olio rimasto, nel forno a 180° per 20-25 minuti o in padella sul gas fino a doratura. Servire la frittata di patate alla Peppina va servita calda o tiepida. BUON APPETITO

 

CURIOSITA’

LE PATATE

In Europa le patate giunsero solamente nel XVI secolo ad opera del conquistatore spagnolo Francisco Pizzarro.
Le patate, già dai tempi più remoti, godevano di una certa considerazione grazie alle loro proprietà sia curative che nutrizionali; in Italia, lo stesso Papa Pio IV, era un grande sostenitore delle proprietà curative delle patate grazie al fatto che venne guarito da una grave malattia proprio grazie ad una cura a base di patate.
Attualmente al mondo si contano circa duemila varietà di patate che possono essere divise per comodità in due grandi gruppi: patate a pasta bianca, piuttosto farinose e quindi adatte alla preparazione di purè ed alla frantumazione in generale, e patate a pasta gialla con polpa compatta ed adatte quindi ad essere cucinate intere o fritte.
Le patate contengono circa il 79% di acqua, il 15% di amido e la restante percentuale si divide tra ceneri, zuccheri, grassi, proteine e fibre alimentari; molto buona la percentuale di potassio presente nelle patate a cui si aggiungono il fosforo, il calcio, il sodio, il magnesio, il ferro, lo zinco, il rame ed il manganese.
Queste le vitamine presenti nella patata: B3, B5, B6, vitamina C, K e J. Gli zuccheri invece si dividono tra saccarosio, destrosio e fruttosio. Tra gli aminoacidi, quelli presenti in maggior percentuale sono: acido aspartico e glutammico, leucina, lisina, valina, arginina e serina.

 

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