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UOVA ALLA SCOZZESE

| Uova

Le uova alla scozzese, un modo diverso e sfizioso di preparare le uova e risolvere così una pietanza unica, arricchendola con un’insalatina .

INGREDIENTI PER LE UOVA ALLA SCOZZESE

Per 4 Pers.

Quattro uova + uno per l’impanatura

250 gr. di patate

150 gr. di salsiccia fresca

sale q.b.

pepe q.b.

Pangrattato q.b

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Lessare le patate con la buccia in acqua salata, pelarle passarle allo schiacciapatate. Nel frattempo rassodare le quattro  uova. Versare le patate in una ciotola e sbriciolarvi dentro la salsiccia spellata, salare, pepare  e fare raffreddare.

Dividere l’impasto in 4 parti. Sgusciare le uova e rivestirne ognuno con una parte dell’impasto.

Passarle in un albume ben sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere in abbondante olio, far scolare l’unto in eccesso su carta cucina. Servire le uova alla scozzese ben calde con un’insalata. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE UOVA

 Secondo la legge con la definizione “uovo” ci si riferisce a quello di gallina se si tratta di uova di altro tipo deve essere specificato il nome della specie di appartenenza. Sono un alimento prezioso per il loro alto potere nutrizionale e calorico ed hanno un elevato contenuto in grassi fosforati, vitamine e lecitina. Il periodo durante il quale le uova restano “Extra fresche” è di nove giorni dalla deposizione e sette dalla data di imballaggio. Il sapore di uovo fresco si sviluppa solo nei primi tre giorni dopo la deposizione.
Le varietà delle uova cambiano a seconda della specie animale che le ha deposte. Troviamo anche uova di gallina con caratteristiche diverse, per esempio il colore del guscio.
Un luogo comune è quello di credere che le uova dal guscio di colore marroncino siano più rustiche rispetto a quelle dal colore bianco candido. Invece anticamente nei paesi mediterranei il colore del guscio delle uova era quasi sempre bianco gesso. Infatti a seconda del tipo di allevamento della gallina non cambia il colore del guscio ma bensì il valore proteico dell’uovo, consistenza e spessore del guscio.
La scelta delle uova deve essere basata sul tipo d’uso che se ne deve fare, minore è la cottura necessaria e maggiore deve essere il livello di freschezza dell’uovo. Fuor di dubbio è che le uova è meglio che siano integre e pulite al momento dell’acquisto e con la tracciabilità ben in evidenza.

Attenzione il guscio NON deve essere lucido, ma opaco altrimenti sono vecchie !

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/uova-di-gallina.html
Copyright © Alimentipedia.it

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OLIVE ALL’ASCOLANA

| Antipasti

Le olive all’ascolana, il famoso antipasto marchigiano, buonissime anche per un buffet o come finger food per l’aperitivo. Possono sembrare difficoltose da preparare ma invece sono molto semplici. Se ce l’ho fatta io, lo possono fare tutti.

INGREDIENTI PER LE OLIVE ALL’ASCOLANA

Per 5-6 persone

400 gr. di olive ascolane verdi dolci

100 gr. di petto di pollo

200 gr. di polpa di maiale

250 gr. di polpa di vitello

Una piccola cipolla

Una costola di sedano

Una carota

Mezzo bicchiere di vino bianco

Due uova

Noce moscata

Tre cucchiai di parmigiano grattugiato

Tre cucchiai di olio evo

PER COMPLETARE

Farina 00 q. b.

Pangrattato per impanare

Due uova

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Questa ricetta me l’ha passata la mia amica Daniela Morroni marchigiana doc, che ringrazio. Iniziamo a preparare il ripieno, si fa brasare in pentola con olio, la cipolla, il sedano, la carota tagliate a pezzi, unire le carni a dadi, lasciare rosolare bene e sfumare con il vino bianco, si lascia cuocere per mezz’ora, salare poco e pepare. Dopo la cottura si lascia freddare. Quando sarà fredda macinare al tritatutto. Aggiungervi le due uova sbattute. il parmigiano e una grattata di noce moscata. Regolare di sale e pepe, deve avere una consistenza non troppo molle.

Sbucciare le olive intorno al nocciolo come se fossero mele a spirale.

Riempire le olive con la carne e avvolgere la polpa.

Passarle in farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato,

quando saranno tutte pronte,

friggerle in olio abbondante, metterle a scolare su carta cucina. Le olive all’ascolana si possono servire sia calde che tiepide o a temperatura ambiente. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE OLIVE ASCOLANE

Le olive verdi utilizzate per la preparazione delle olive all’ascolana appartengono alla varietà “Ascolana Tenera” del genere Olea europaea sativa, conosciuta anche in epoca romana, detta anche Liva da ConciaLiva Ascolana o Liva di San Francesco. Le olive, dopo essere state raccolte dalla pianta prima che abbiano raggiunto lo stato di piena maturazione, vengono immerse in un bagno di soluzione potassica che ne estrae il sapore amaro. Trascorso il tempo necessario, sono sottoposte ad alcuni lavaggi con sola acqua e successivamente messe in salamoia, soluzione di conservazione cui si aggiungono anche piccole quantità di finocchietto selvatico.

tratto da: Wikipedia

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MIGLIACCIO NAPOLETANO

| Dolci

Il migliaccio napoletano è un dolce campano che si usa preparare soprattutto per il carnevale. Si usa consumarlo molto spesso accompagnato da una bella e cremosa cioccolata calda (sanguinaccio ).

INGREDIENTI PER IL MIGLIACCIO NAPOLETANO

Mezzo litro di latte

125 ml. di acqua

250 gr. di zucchero

125 gr. di semolino

250 gr. di ricotta

Tre uova

25 gr. di burro

Una arancia bio

Una bustina di vanillina

Mezzo bicchierino di limoncello

Canditi ( facoltativi )

Un pizzico di sale

Zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO

 

Questa è una ricetta di Benedetta Parodi, ho voluto provarla e mi è piaciuta tantissimo. Iniziamo con il portare a ebollizione il latte con l’acqua, il burro, la vanillina, il pizzico di sale, metà zucchero e la scorza dell’arancia grattugiata. Versarvi a pioggia il semolino, mescolando con una frusta per evitare che faccia grumi. Dovrà addensarsi e cuocere circa 4-5 minuti. Versare in una ciotola a far raffreddare coprendo a filo con pellicola. Nel frattempo in un’altra ciotola sbattere a composto denso e cremoso le uova con il rimanente zucchero, unirvi la ricotta setacciata e il limoncello amalgamando bene, infine aggiungere il composto di semolino ormai freddo e i canditi se li usate, amalgamare. Versare il tutto in una tortiera di 26 cm. imburrata e infornare a 180° per 40 miuti, controllare con uno stuzzicadenti che sia asciutto.Lasciare raffreddare completamente e spolverizzare il migliaccio napoletano con zucchero a velo prima di servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL MIGLIACCIO NAPOLETANO

 Il suo gusto ricorda quello della pastiera napoletana con tutto il profumo dei millefiori che sprigiona quando è caldo. Della pastiera ha anche il colore, chiaro quasi da sembrare un raggio di sole. Un dolce considerato abbastanza calorico, soprattutto se alla versione classica si aggiunge anche la ricotta, il suo ripieno assomiglia molto a quello della famosissima sfogliatella. Questo dolce cotto al forno, può essere servito freddo ma c’è chi lo gusta anche caldo per assaporare al meglio quella semola che la terra ci ha donato.

 

tratto da: ricette delmondo.it

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INSALATA DI ARANCE ROSSE

| Insalate

Una solare e salutare insalata di arance rosse siciliane. Si può servire come antipasto o come contorno. Un sapore diverso dal solito ma che armonizza con gli altri ingredienti.

INGREDIENTI PER L’INSALATA DI ARANCE ROSSE

Per 4 pers.

Tre arance rosse

Un finocchio

50 gr. di olive nere

4 cucchiai di olio evo

Sale e pepe q. b.

PROCEDIMENTO

Sbucciare e tagliare a pezzi le arance rosse e metterle in un’insalatiera. Pulire, lavare e asciugare il finocchio, tagliarlo a listarelle e unirlo alle arance. Aggiungere anche le  olive nere. Condire semplicemente con un’emulsione di olio, sale e pepe. Servire come antipasto o insalata. In Sicilia l’insalata di arance rosse è un piatto abituale. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE ARANCE ROSSE

Le arance rosse non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole in inverno: sono poste dai nutrizionisti all’apice della piramide dei vegetali più salutari. Questi frutti, più simili a una medicina che a un alimento, sono un concentrato di sostanze utili per favorire le funzioni di moltissimi organi. Depurativa e remineralizzante, l’arancia rossa aiuta il fegato a smaltire i grassi; il magnesio potenzia il sistema nervoso e il potassio ha un effetto diuretico. La vitamina A la rende preziosa per la pelle, mentre la ricchezza in vitamina C ne fa un integratore contro radicali liberi, malattie e virus. Nelle arance rosse sono stati contati oltre 170 elementi chimici naturali, tra cui 60 flavonoidi che hanno proprietà antinfiammatorie e contrastano la formazione di placche aterosclerotiche. È il colore rosso degli spicchi con sfumature porpora il segreto salutare delle arance di Sicilia: più i frutti sono pigmentati di sfumature violacee, più significa che sono ricchi di antociani, potenti antiossidanti e antiradicali liberi. Queste sostanze proteggono i tessuti dalle alterazioni cellulari (tumori) e dall’invecchiamento. Oltre ai preziosi antociani, le arance contengono notoriamente anche la vitamina C, di cui i frutti rossi di Sicilia sono più ricchi di circa il 40% rispetto agli altri agrumi. La vitamina C non solo protegge e rinforza il sistema immunitario, ma è anche uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura; inoltre disintossica l’organismo, previene le malattie cardiovascolari e protegge lo stomaco da ulcera e gastrite. La vitamina C favorisce anche l’assimilazione del ferro e la deposizione di calcio e fosforo nelle ossa e nei denti. Per questo le arance rosse si rivelano dei frutti utilissimi per le donne in gravidanza e in menopausa, per le persone anemiche e per i fumatori (essendo in grado di ridurre i danni da assunzione di nicotina).

 

tratto da: riza.it

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TORTA DI PANE E MELE

| Dolci

La torta di pane e mele, una ricetta per trasformare il pane raffermo in un goloso dolce. Ottimo per la colazione o la merenda.

INGREDIENTI PER LA TORTA DI PANE E MELE

300 gr. di pane casereccio raffermo

800 gr. di mele

250 gr. di zucchero

400 ml. di latte

Tre uova

 Burro per lo stampo

Due limoni bio

75 gr. di uvetta

Mezzo cucchiaino di cannella in polvere

Due bicchierini di passito di Pantelleria o altro vino dolce

Zucchero di canna q.b.

PROCEDIMENTO

 

Tagliare il pane raffermo da un paio di giorni a dadini piccoli, fare lo stesso con le mele sbucciate e irrorarle con il succo di un limone per non annerire. Mettere l’uvetta a bagno nel passito. Nel frullatore mettere il latte, lo zucchero, le uova, la cannella e la scorza di un limone grattugiata, frullare fino a ottenere un composto omogeneo. Mescolare il pane con le mele e l’uvetta scolata. Imburrare uno stampo e distribuirvi il miscuglio di pane e mele. Versarvi il composto di latte e uova, coprire con pellicola e lasciare riposare mezz’ora. Passato il tempo, togliere la pellicola, spolverizzare con zucchero di canna e infornare a 180° per circa 50 minuti, fare la prova stecchino se ce ne fosse bisogno lasciare cuocere ancora 5-10 minuti. Lasciare raffreddare la torta di pane e mele, sformarla e servire. BUON APPETITO

CURIOSITA’

LE MELE

La pianta del melo è originaria dell’Asia, appartiene alla famiglia delle Rosacee ed il suo fusto può raggiungere gli otto metri di altezza. Enorme la varietà di mele esistente; infatti , ad oggi, se ne contano circa 2.000 varietà. Anche se la mela è un frutto che matura a fine estate, grazie all’importazione da paesi esteri, possiamo trovarla disponibile in ogni momento dell’anno.
La mela è uno dei frutti più consumati al mondo, anche grazie alla fama che ha di contribuire a mantenere integra la nostra salute allontanando molti tipi di malanni. In Europa si è stimato che il consumo pro capite di mele corrisponde a circa 18 kg all’anno, mentre negli Stati Uniti il consumo scende a circa 9 Kg pro capite all’anno.
La mela ha proprietà veramente uniche ed i suoi benefici sulla nostra salute sono stati dimostrati da tempi lontanissimi.

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ANTIPASTO DI SAN VALENTINO

| Antipasti

L’antipasto di San Valentino si può preparare per due o simpaticamente per una cena tra amici, sfizioso e colorato. L’importante è non far mancare il cuoricino di pan carrè.

INGREDIENTI PER L’ANTIPASTO DI SAN VALENTINO

Per ogni persona:

Una fetta di pancarrè

Una fettina di salmone affumicato

Un cucchiaio di robiola

Una fettina di formaggio a piacere

Una fettina di bresaola

Una fettina di prosciutto cotto

Una frittella di uovo e spinaci

Una cucchiaiata di caponata di melanzane

PROCEDIMENTO

Ritagliare con un tagliabiscotti i cuori dalle fette di pancarrè. Friggerli in olio oppure farli dorare in forno. Mescolare il salmone affumicato tritato finemente al mixer con la robiola prima lavorata con una forchetta per raffinarla. Mettere la crema ottenuta in un sac a poche con beccuccio a stella e fare dei ciuffi sul pancarrè. Scegliete 2-3 salumi a piacere ( io ho scelto bresaola e prosciutto cotto). Disporre il tutto su ogni piatto individuale e potete servire il vostro antipasto di San Valentino. BUON APPETITO.

CURIOSITA’

SAN VALENTINO

San Valentino, la festa degli innamorati affonda le sue radici nella festa più sfrenata dell’antica Roma, quella della fertilità, famosa per i suoi eccessi e trasgressioni.

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale  all’epoca romana,  nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo, in fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, che si facevano strada completamente nudi o, al massimo, con un gonnellino di pelle stretto intorno ai fianchi. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

 

tratto da focus.it

 

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CREMA DESSERT AL LIMONE

| Dolci

La crema dessert al limone è senza latte e non affatto dolciastra, ottima alla fine di un pranzo.

INGREDIENTI PER LA CREMA DESSERT AL LIMONE
Per 4 pers.

Due limoni bio

250 ml. di acqua

20 gr. di burro

Due uova

80 gr. di zucchero

40 gr. di amido di mais

Limoncello

Un cucchiaio di uva passa

PROCEDIMENTO

Versare l’acqua in un pentolino, aggiungere la buccia grattugiata dei limoni e il burro, lasciare bollire per due minuti o fino a che tutto il burro non si è sciolto. Teniamo da parte poi fino al momento dell’utilizzo. In un’altra casseruolina montare le uova intere con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso, unirvi l’amido di mais, poi a filo e senza filtrare unire l’acqua. Rimettere  il pentolino sul fuoco e mescolare finché il tutto non si addensa, togliere dal fuoco, aggiungere il succo dei due limoni filtrato e un cucchiaio di limoncello, mescolare bene finché tutto si è incorporato e distribuire in quattro coppe da mettere in frigo non appena la crema si sia freddata. Completare la crema dessert al limone con l’uvetta messa mezz’ora prima a macerare nel limoncello. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL LIMONE

Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.
Le varietà principali di limoni sono: Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli Santa Teresa provengono i migliori verdelli;
Il Monachello, resiste poco alla conservazione ed è utilizzato, principalmente, per la produzione di verdelli;
L’Interdonato, dal frutto grosso, ma poco succoso, utilizzato per la produzione del primofiore. I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.

 

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PESCE SPADA PANATO AL FORNO

| Pesce

Facile da preparare e molto gustoso, il pesce spada panato al forno piacerà anche ai bambini.

INGREDIENTI PER IL PESCE SPADA PANATO AL FORNO

Per 4 pers.

4 fette di pesce spada

Due spicchi di aglio

Pangrattato per impanare

Origano

Olio evo

Sale e pepe

PROCEDIMENTO

La sera prima mettere le fette di pesce in una pirofila, irrorare per bene da ambo i lati con olio evo, cospargere con gli spicchi di aglio tagliati a metà, sale e pepe. Coprire con pellicola e tenere in frigo tutta la notte. Un’ora prima di cucinarli eliminare l’aglio e mettere le fette di pesce in un scolapasta. Mescolare il pangrattato con mezzo cucchiaino di origano, passarvi premendo bene le fette di pesce e disporle su placca foderata con carta forno. Infornare a 180° per 20 min., a metà cottura rigirare il pesce. Servire  il pesce spada panato al forno ben caldo e con spicchi di limone. BUON APPETITO

CURIOSITA’

IL PESCE SPADA

Si tratta di un prodotto della pesca tra i più noti e diffusi, ma anche tra i più pregiati e costosi, grazie alle carni magre e particolarmente gradevoli. Il pesce spada contiene buone percentuali di acidi grassi essenziali, ragione per la quale viene spesso inserito nei regimi alimentari di nutrizione clinica. Si presta a molti tipi di preparazioni, dal “crudo” alla bistecca sulla brace. Per quel che concerne l’aspetto igienico, non si differenzia dal resto dei pesci azzurri, gruppo del quale è un degno esponente. Il pesce spada è un alimento estremamente proteico, caratterizzato da un alto valore biologico dei peptidi che lo compongono. Essendo particolarmente magro, non apporta grosse quantità di energia ed i pochi acidi grassi in esso contenuti sono prevalentemente di tipo polinsaturo essenziale del gruppo omega 3il colesterolo risulta piuttosto moderato.
I glucidi e le fibre sono assenti.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/pesce-spada.html

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SPEZZATINO DI VITELLO CON I FUNGHI

| Carni, Secondi

Ottimo lo spezzatino di vitello ai funghi, molto gustoso e inevitabile la scarpetta.

INGREDIENTI PER LO SPEZZATINO DI VITELLO AI FUNGHI

Per 4 pers.

800 gr. di muscolo di vitello tagliato a bocconcini

Una busta da 500 gr. di funghi misti surgelati o funghi a piacere

4 pomodori rossi maturi

Mezzo bicchiere di vino bianco

Brodo vegetale di dado

Una cipolla

Uno spicchio di aglio

6 cucchiai di olio evo

Farina per infarinare la carne

Sale e pepe

PROCEDIMENTO


Infarinare I bocconcini di vitello e farli rosolare in 4 cucchiai di olio, salare e pepare, poi sfumare con il vino bianco. Unire i 4 pomodori spellati e tritati, coprire e cuocere un’ora a fiamma bassa unendo man mano il brodo caldo. Intanto pulire i funghi se usate quelli freschi e tagliarli a pezzi. In padella con un paio di cucchiai d’olio, far brasare la cipolla affettata sottile e lo spicchio di aglio. Unire i funghi ed a fiamma vivace farli saltare per asciugare l’acqua di vegetazione e unirli alla carne a metà cottura, regolare di sale e  pepe. Servire ben caldo lo spezzatino di vitello ai funghi. BUON APPETITO

CURIOSITA’
I FUNGHI
I funghi sono alimenti poco calorici, ricchi di minerali come fosforo e potassio. Utili per il sistema immunitario, sono utilizzati anche per il sistema cardiovascolare. Non contengono grassi e sono poco calorici e dunque ottimi anche per chi voglia dimagrire e per chi debba seguire una dieta povera di grassi. Sono un’ottima fonte di minerali, in particolare fosforo, potassioselenio e magnesio. I funghi contengono, inoltre, lisina e triptofano, vitamine del gruppo B e alcune sostanze antiossidanti. Grazie alle loro caratteristiche aiutano il sistema cardiovascolare a mantenersi in forma. Da secoli, poi, i funghi sono considerati un toccasana per il sistema immunitario e vengono spesso consigliati nell’alimentazione durante il cambio di stagione tra estate e autunno, per aiutare l’organismo a difendersi meglio. Tra l’altro, quello è il periodo migliore per consumarli freschi, anche per la maggiore disponibilità di funghi che crescono spontaneamente. Durante tutto il resto dell’anno, è più facile trovarli surgelati o secchi.
tratto da curenaturali.it
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PIZZE RIANATE FRITTE

| pizze

La pizza rianata ( origanata ) è la pizza trapanese per eccellenza. In questa ricetta: la versione casalinga delle pizze rianate fritte.

INGREDIENTI PER LE PIZZE RIANATE FRITTE

Per 6 pizzette

250 gr. di farina di semola di grano duro

250 gr. di farina 00

280 ml. di acqua

Mezzo cubetto di lievito di birra

Un cucchiaino di sale

Due cucchiaini di zucchero

Un cucchiaio di olio

PER IL CONDIMENTO

Una lattina da 500 gr. polpa di pomodoro tritata fine

Uno spicchio di aglio

Tre cucchiai di olio evo

Un pizzico di sale

Mezzo cucchiaino di zucchero

Pecorino siciliano grattugiato

Origano

Tre filetti di acciughe

Olio per friggere

PROCEDIMENTO

Ho impastato nella planetaria le due farine, l’acqua tiepida con il mezzo cubetto di lievito di birra sciolto dentro, lo zucchero, il cucchiaio di olio, poi infine il sale (Per chi non ha tempo, può comprare la pasta per pizza già pronta dal panettiere). Ho suddiviso l’impasto in sei pagnottine e ho fatto lievitare 1 ora e mezzo coperte e in un luogo tiepido. Nel frattempo ho cotto il condimento, in un tegame ho messo la polpa di pomodoro, lo spicchio di aglio a fettine, il sale, l’olio, lo zucchero e un pizzico di origano di Pantelleria ( il più profumato che ci sia ), fatto cuocere dieci minuti. Con le mani ho schiacciato le pagnottine e le ho fritte in padella in olio abbondante e caldo.


Scolate dall’olio su carta cucina e condite immediatamente con il sugo, pezzettini di acciuga, il pecorino grattugiato e un altro bel pizzico di origano. Servire subito le pizze rianate fritte.  BUON APPETITO

CURIOSITA’

L’ORIGANO

La pianta dell’origano può raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, ha foglie ovali leggermente dentellate e i suoi fiori sono raggruppati in pannocchie di un gradevole colore bianco rosa; il suo frutto invece si presenta sottoforma di una capsula di colore scuro. Dell’origano vengono utilizzate le foglie e le sommità raccolte in estate durante la fioritura.
Le principali sostanze che compongono l’origano sono rappresentate da: grassi, carboidrati, fibre zuccheri, proteine, acqua; tra i minerali presenti nell’origano troviamo il potassio, calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro e zinco.
Le vitamine sono invece rappresentate dal Retinolo ( vitamina A), Riboflavina, Tiamina, Niacina e Acido folico( gruppo B); in quantità minori troviamo anche le vitamine C, D, E e K. Buona anche la presenza in percentuale degli aminoacidi e lipidi che vanno a completare la composizione dell’origano

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