Taralli cotti con pre bollitura

I taralli non li avevo mai fatti prima d’ora e questo primo esperimento è riuscito abbastanza bene. Certamente i taralli ottenuti sono migliorabili però già così me li sono sgranocchiati con piacere. Ricette di questi friabili sfizi salati ne girano una marea, io ho scelto quella più semplice. Niente strutto, niente lievito, solo olio extravergine, farina di semola e vino bianco. Ho anche deciso di non aromatizzarli e ho evitato di aggiungere semi di finocchio, origano o peperoncino. Questa scelta l’ho fatta per mantenerli il più “genuini” possibile.

Per agire così bisogna però avere olio di buona qualità e vino bianco ricco di profumi. Solo a queste condizioni si riesce ad ottenere un buon impasto. L’olio me lo prendono al frantoio da partite d’olive locali e visionabili prima della spremitura. Sono olive che dopo la raccolta stazionano meno di 24 ore prima d’essere torchiate. La qualità dell’olio è sicura, certo anche acquistato sfuso è costosetto ma il sapore ripaga la spesa sostenuta. Per il vino ho finito una bottiglia di Riesling, un bianco semi aromatico proprio adatto alla ricetta di questi taralli. Ultimo ingrediente la farina, io ho utilizzato 300 g di semola rimacinata di grano duro del Molino Rossetto.

La lavorazione dell’impasto è abbastanza semplice, si inserisce la farina nell’impastatrice e si aggiunge l’olio a filo fino a totale assorbimento. La quantità di farina è piccola e si fatica un po’ per farla amalgamare con l’olio. Conviene quindi spegnere la macchina un paio di volte per portare al centro della ciotola la farina adesa alle pareti. Alla fine di questa fase si ottiene una massa a grosse briciole. A questo punto unite il sale ed il vino e impastate col gancio a velocità due fino a compattare gli ingredienti. L’impasto finale non è morbido come quello del pane, risulta un po’ più consistente e un po’ più asciutto. Si lavora comunque senza sbriciolare…a parole meglio di così non riesco a descriverlo.

Fate riposare un’oretta in modo che l’impasto rilassi diventando più facile da lavorare. Tirate poi a mano filoncini dello spessore di 5-6 mm e staccatene pezzi lunghi 7-8 cm. Girateli a cerchio e saldate bene le estremità schiacciandole tra loro con forza. Cuoceteli in acqua salata portata a bollore, il liquido deve fremere e non bollire tumultuosamente. Scolate i taralli con una ramina appena vengono a galla come si fa per gli gnocchi di patate. Posateli man mano su un canovaccio pulito e lasciateli asciugare un’oretta. Poi infornateli per 20 minuti a 200° o comunque fino a doratura. Io li ho lasciati raffreddare nel forno spento con lo sportello aperto perché mi piacciono molto croccanti.

 

Accostate i taralli delle buone olive in salamoia e a qualche fetta di salame per un antipastino sfizioso. In questo caso beveteci assieme un buon Lambrusco come l’Otello NERODILAMBRUSCO delle Cantine Ceci frizzante e appena tannico.

taralli

Ingredienti: 300 g farina di semola rimacinata, 100-108 ml vino bianco, 75 ml olio doliva extravergine, 8 g sale.

Tempo preparazione compreso riposo: 3 ore       Tempo cottura: 20 minuti a 200°

Resa: 40 taralli.

 

Impastate la farina con l’olio aggiunto a filo fino ad ottenere una massa a grosse briciole. Poi unite il sale.

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Aggiungete il vino in più riprese.

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dopo un’ora di riposo tirate i filoncini.

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Formate i taralli.

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Ne otterrete circa una quarantina.

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Sbollentali una decina per volta in acqua salata.

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Lasciateli asciugare almeno mezzora su un canovaccio pulito.

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Infornata a 200° per 20 minuti con la ventilazione accesa fino a doratura.

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Preparate un gustoso antipastino.

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