Pollo in potacchio

Il pollo in potacchio è una semplice ricetta marchigiana che dimostra qualora ce ne fosse ancora bisogno come la cucina regionale sia una quasi infinita fonte d’insegnamento, d’ispirazione e un valore da difendere. Tutti avremo il tempo per sperimentare nuovi accostamenti di sapori e tecniche di cottura ma prima, almeno a mio modo di vedere, dobbiamo cercare di conoscere le “radici” del nostro patrimonio culinario. Le ricette più interessanti sono molto spesso quelle che fanno parte del filone povero, contadino o dei borghi di pescatori tramandate da secoli e giunte fino a noi con poche variazioni. Ignorarle o addirittura stravolgerne l’essenza per pura smania d’innovazione è un comportamento insensato e soprattutto dannoso. Penso, infatti, che sia molto deleterio relegare la nostra storia culinaria in un limbo nebuloso dove chiunque si arroga il diritto di spacciare improbabili ricette mascherandole col termine “rivisitazione”. Per rivisitare in modo intelligente qualsiasi cosa prima si deve conoscere e padroneggiare l’originale, altrimenti magari si fanno bellissime fotografie da inserire nei blog, ma è tutta fuffa al minimo inutile. Va bè mi sono sfogato 😈 ora torniamo alla ricetta del pollo in potacchio che è una delle maniere più gustose per portarlo a tavola. Riesce in fatti a rendere commestibile anche un volatile da cortile che il cortile non l’ha visto manco da lontano essendo stato allevato in capannone con cicli d’accrescimento forzati. Purtroppo soprattutto per chi vive in citta la materia prima di norma è questa ed il pollo ruspante è un vero miraggio.  La ricetta è bella anche perché richiede solo pomodorini, rosmarino, aglio, un 1\2 bicchiere di vino bianco secco e del triplo concentrato di pomodoro o meglio ancora se ne trovate del vero estratto asciugato al sole per ottenere un risultato che son certo vi stupirà positivamente. Un volatile da un chilo e mezzo circa, diviso in una decina di pezzi, è sufficiente per ottenere quattro porzioni. Il pollo in potacchio richiede quarantacinque minuti di cottura trenta in casseruola e gli ultimi quindici in forno a 180° per colorire bene ed essere certi che anche la carne vicina alle ossa non rimanga rosa. La metodica è dunque semplice anche se svolta in due fasi e l’unica attenzione richiesta è quella abbreviare di una decina di minuti la permanenza in casseruola dei pezzi del petto per evitare che le loro carni magre si asciughino troppo diventando stoppose. Accompagnate il pollo in potacchio con un bel contorno di patate e gusterete veramente un buon secondo piatto di carni bianche.

 

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Col pollo in potacchio abbinate un rosato dei Colli Pesaresi a base di sangiovese oppure per restare nell’ambito regionale accostate un Lacrima di Morro d’Alba.

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2 commenti su “Pollo in potacchio

  1. Vincenzo Bellini il said:

    Appetitosa ricetta: Volevo farla ma mi sono bloccato: nell’introduzione spieghi che il petto deve rimanere indietro di cottura una decina di minuti. Poi nella ricetta passo passo con le foto solo ad un certo punto c’è scritto di rimettere i pezzi di petto nella casseruola prima di passarli in forno, ma prima non ho trovato il momento in cui vanno tolti dalla casseruola. Da quando metti il pollo in casseruola e lo rosoli, visto che lo tieni 30 minuti, il pollo va tolto dopo 20 minuti? Ti sarei molto grato se potessi darmi una risposta. Grazie. Un saluto da Rimini

    • dentistaaifornelli il said:

      Premesso che i tempi sono sempre indicativi dipende da quanto sono grossi i pezzi insomma e ci vuole un po’ d’occhio, in linea di massima togli i pezzi di petto dopo venti minuti e li rimetti a fine cottura giusto prima di passare al forno. Grazie per la visita e scusami per il ritardo con cui ti rispondo ma sono stato fuori per un po’ di giorni.

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