Polletto ripieno

La ricetta di polletto ripieno che vi descrivo in questo breve articolo, è quella basica e la prima che ho preparato tanto tempo fa. Nel corso degli anni ci sono state molte varianti ma a questa rimango affezionato e qualche volta la ripeto come piatto forte della domenica. E’ un polletto ripieno saporito, facile da eseguire e quello che lo caratterizza maggiormente è l’uso del petto battuto a coltello per sfruttarlo insieme con altri ingredienti nella creazione della farcitura. Usare il petto in questo modo ci permette di superare una delle maggiori difficoltà che s’incontrano nella sua cottura al forno perché, anche con tutte le cure e attenzioni del caso, le carni restano sempre un po’ meno morbide di quelle delle cosce o delle ali. Per questo motivo spesso avanza nel piatto di servizio e sono costretto a riciclarlo, così il giorno dopo finisce irrimediabilmente a polpette o similari e non sempre si ha voglia di mangiarle. Usandolo invece in questo modo si crea un bel ripieno gustoso che viene apprezzato da tutti anche per la consistenza. Il resto degli ingredienti è classico, parmigiano, uovo, un salume saporito e a me piace la mortadella, mollica ammollata nel latte e per dare una nota di colore pistacchi di Bronte appena scottati e liberati dalla pellicina di rivestimento. Quando eseguo questa ricetta, preferisco prendere polli piccoli che pesino circa un chilo e mezzo un po’ perché in famiglia siamo tre un po’ perché evito di disossarli. Le piccole dimensioni mi consentono, infatti, di porzionarli senza problemi dividendoli in quattro pezzi anche con una grossa forbice da cucina, cosa che non mi potrei permettere con volatili di maggiori dimensioni che hanno ossa assai più resistenti al taglio. Come dicevo qualche riga più su la ricetta è tutto sommato semplice, ci sono solo due difficoltà da superare. La prima è imparare a staccare il petto con tutto lo sterno mantenendo il più possibile integri i due lembi di pelle che lo ricoprono e che andranno poi ricuciti con refe da cucina, la seconda è procurarsi del buon pollo. Scansate se potete quelli venduti in vaschetta di polistirolo perché non sanno proprio di nulla e cercate volatili piccoli ma allevati a terra e nutriti adeguatamente in modo che le carni siano gustose e non abbiano una consistenza troppo molle. La cottura dura quasi un’ora, vanno infornati a 180° e bagnati con un filo d’olio e vino rosato quando vi sembra ben cotto e colorito accendete la ventilazione e aumentate la temperatura a 200° per rendere croccante la pelle. Non mi sembra ci sia altro da dire, aggiungo soltanto un “buon appetito” con questa festosa ricetta da pranzo domenicale.

 

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Con il polletto ripieno abbinate dei vini rossi di medio corpo profumati e di buona persistenza come un Cabernet del Collio oppure un Valpolicella classico e se vogliamo scendere in Sicilia un buon Etna rosso Doc come il Petralava delle cantine Antichi Vinai, sovradimensionato per un semplice pollo al forno ma in questo caso ben adeguato al piatto per la presenza del gustoso ripieno .

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