Penne ai funghi e briciole di pancetta

Le penne ai funghi e briciole di pancetta si sono rivelate una piacevole sorpresa e dimostrano che ai fornelli c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e mettere poi in pratica al momento opportuno. La metodica per creare le briciole di pancetta croccante l’ho vista al volo in televisione e manco mi ricordo più né in quale trasmissione né quando è successo, di fatto, ho chiuso l’informazione in qualche cassettino della memoria ed è rimasta lì silente. Oggi ero a corto d’idee per cui ho deciso all’ultimo momento di preparare un primo con i funghi champignon che ho visto bei freschi e ben chiusi dal fruttivendolo. Non essendo proprio convinto e son stato a rimuginare per dare un tocco di sapore in più e diversificare il piatto di penne che sarebbe comunque stato buono ma abbastanza scontato. Di botto mi sono tornate alla mente le briciole croccanti di pancetta così ho fatto una scappata in salumeria e ho comprato sei fette sottili di pancetta cotta al vapore e un po’ affumicata. In pratica è un pezzo di pancetta bello alto trattato come il prosciutto cotto e poi lievemente affumicato, è un salume che acquisto assai raramente e che uso solo da cotto in modo che perda l’eccesso di grasso. L’accostamento di sapori e consistenze s’è rivelato vincente in questa ricetta che si esegue in tempi abbastanza corti e che non presenta nessuna difficoltà, basta solamente controllare ogni tanto l’aspetto delle fettine che cuociono in forno per toglierle al momento giusto. Gli champignon vanno solo puliti per bene, ridotti a cubetti piccoli e, trifolati in aglio, prezzemolo e peperoncino, per essere poi finiti con poca passata di pomodoro e un mestolino di brodo vegetale. Mentre stringe il fondo di cottura calate le penne rigate o un altro formato di pasta corta che scolata al dente sarà saltata con il sugo di funghi e cosparsa con le briciole croccanti di pancetta. Io non ho aggiunto formaggi ma le mie assaggiatrici affermano che un po’ di  parmigiano grattugiato ci sta, io negli ingredienti non lo metto poi vedete voi.

 

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Un buon bicchiere di Chianti giovane dei Colli Senesi che abbia tannini non troppo pronunciati e persistenza gusto olfattiva capace d’accompagnare ma non sovrastare il piatto visto che siamo difronte a funghi di coltura e a un salume non troppo aromatico e solo un po’ affumicato.

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