Omelette al tartufo nero estivo

L’omelette rappresenta a mio gusto uno dei modi più saporiti per creare un secondo a base d’uova, in pratica si tratta di una frittata cotta da un solo lato e poi chiusa facendola avvoltolare su se stessa. Scegliendo il momento adatto per piegarla l’uovo non arriverà a essere totalmente rappreso e potremo decidere a nostro piacimento il grado di morbidezza da conferire all’omelette. Per prepararla basta battere le uova senza incorporare eccessiva aria, salarle, e la base per l’omelette è pronta per essere passata in una padella dai bordi alti e bombati. La scelta di questa forma dei bordi non è indispensabile ma vi consiglio di procurarvi un recipiente di cottura inaderente con queste caratteristiche perché è di grande aiuto al momento di piegare l’omelette e di rigirarla man mano in modo che possa friggere in modo uniforme. Questo vale soprattutto se si supera la quantità di tre uova per servire con un’unica cottura più di un commensale altrimenti con un po’ di manualità e una spatola di silicone ci si arrangia bene anche con una normale padellino con i bordi inclinati. In verità la ricetta che vi presento non è un’omelette classica ma piuttosto una frittata farcita che dell’omelette mantiene l’interno alla baveuse (non troppo spinto) perché richiudere un’omelette con la farcia è ancora al di fuori delle mia capacità ai fornelli, ma io mi autoassolvo da questa mancanza…suvvia non sono uno chef ma un cuochetto casalingo 🙂 cui interessa più il sapore che l’aspetto del piatto. Frittata o omelette che sia ci troviamo di fronte ad una preparazione molto eclettica perché già senza alcun tipo di farcitura è di per se gradevole basta solo avere a disposizione belle uova di buona qualità. Se in alternativa si decide di farcirla, il numero delle realizzazioni possibili diventa enorme e adattabile al gusto di qualsiasi commensale. Questa l’ho preparata con sottili fettine di Taleggio unite ad una bella gratta del primo tartufo estivo e il risultato non poteva che essere gradevolissimo almeno per chi come me non viene infastidito dall’odore del tartufo e ne ama il sapore. Tra cottura e preparazione non si perdono più di venti minuti e si cena alla grande. Chiaramente il piatto è costosetto per via del tartufo estivo che se di buona qualità ha un costo che si aggira sui 50 euro l’etto ma una tantum la pazzia su può fare.

 

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Io con l’omelette al tartufo nero estivo preferisco abbinare un vino bianco ben strutturato per controbattere sia la dolcezza dell’uovo sia l’untuosità del burro e per non mettere in contrasto gli eventuali tannini col sapore del tartufo. Quindi vi consiglio di abbinare un buon Fiano di Avellino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un elegante e semi aromatico Riesling Praepositus dell’Abbazia di Novacella.

 

Omelette al tartufo nero estivo

 

 

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