Faraona con crostini croccanti

Trovare la gallina faraona se pur di allevamento dalle mie parti non è cosa facile e quando mi capita di vederne una sul banco della macelleria non me la lascio sfuggire. Questo volatile di solito compare nel periodo natalizio e poi non se ne hanno più notizie per il resto dell’anno ma ieri chissà come mai, ne ho adocchiato uno solo soletto e quasi nascosto tra una decina di polletti. L’ho acquistata d’impulso e poi mi sono messo a pensare a una ricetta adatta a farne risaltare il sapore. Le carni della faraona sono piuttosto magre e rispetto a quelle degli altri volatili da cortile hanno un colore nettamente più scuro e un gusto molto più deciso, segnato da un piccolo spunto di selvatico. Viste le caratteristiche organolettiche di questo volatile per farlo rendere al meglio si devono scegliere ricette che prevedano salse abbondanti, ben speziate e profumate da molteplici erbe aromatiche. Ho deciso per una cottura in umido usando una pentola d’acciaio col fondo molto spesso in modo da poter lavorare a fiamma bassa e con un’omogenea distribuzione del calore. Rispettando queste due condizioni le erbe aromatiche non rischiano di bruciare rilasciando sentori amarottici e le carni della faraona possono ammorbidirsi e insaporirsi a dovere. Per preparare questo piatto occorre un po’di tempo  e di pazienza e visto il risultato almeno a mio gusto più che buono riservatelo per un pranzo domenicale  o per una qualche festa di famiglia. A parte la faraona gli altri ingredienti sono tutti facili da reperire bisogna solo star attenti che il volatile abbia all’interno il fegatino perché spesso viene eliminato in fase di macellazione, nel caso manchi potrete sostituirlo con un fegatino di pollo o di coniglio.  Non lesinate sulla qualità del vino da usare in cottura, può essere rosso o bianco a secondo dei gusti personali ma sceglietelo di buona qualità perché incide molto sul sapore finale del piatto. Ultima nota le aromatiche devono essere fresche e l’aglio italiano e non roba d’importazione  perché gran parte della riuscita di questo piatto si basa sul loro profumo. E’ dunque  tassativo escludere i preparati aromatici essiccati e se non se non si hanno a disposizione ingredienti freschi lasciate perdere,  cambiate ricetta, ad intestardirsi senza i “giusti” odori si finisce solo per rovinare la faraona.

 

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Con questa faraona abbinate un rosso di medio corpo molto profumato e di buona persistenza, io vi do due spunti un Merlot friulano, un Garda classico superiore se preferite un bianco provate un Fiano d’Avellino  .

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